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Il Lecce alle prese con gli ex. Rossi e De Canio sul cammino per la salvezza

Il tecnico dell'ultima salvezza conquistata dai salentini a danno della Sampdoria prende il posto di Malesani, esonerato per la seconda volta dal presidente del Genoa, Preziosi. Ci sarà anche il leccese doc Roberto Rizzo

LECCE - Per la seconda stagione consecutiva, tra il Lecce e la salvezza c'è una squadra genovese: l'altro anno era la Sampdoria, poi retrocessa, adesso tocca al Genoa, caduto in una spirale di depressione a causa dei continui risultati negativi che hanno praticamente annullato il vantaggio che i rossoblu avevano sulla zona retrocessione. Sei punti frutto di sei pareggi nelle ultime dieci giornate, contro i diciassette conquistati dai giallorossi e il gap che si riduce ad un solo punto. Questi i numeri impietosi per una compagine, e per una tifoseria, terrorizzate dall'incubo di patire la stesso destino capitato solo dodici mesi addietro agli odiati cugini blucerchiati. 

A complicare la trama di un incrocio pericoloso ecco che il dio del pallone ci mette la "ciliegina sulla torta": Gigi De Canio (che si porta dietro anche Roberto Rizzo, bandiera del calcio leccese) è stato chiamato da Enrico Preziosi a sostituire Alberto Malesani che già una prima volta, dopo il 6 a 1 subito al San Paolo contro il Napoli il 21 dicembre scorso, era stato messo alla porta dal numero uno del sodalizio rossoblu e sostituito da Pasquale Marino. Tutto normale nel bizzarro mondo del calcio, se non fosse che il tecnico materano è stato l'artefice della salvezza del Lecce, grazie ad una rincorsa che si è perfezionata con il crollo dei doriani nell'ultima parte del campionato. Questa coincidenza porta con sé un ulteriore elemento di suggestione per una sfida al termine della quale prevarrà chi avrà i nervi più saldi. 

ROSSI-2E non è detto nemmeno che sia uno tra Cosmi e De Canio a versare lacrime a fine campionato perché c'è un'altra sicura protagonista in questo convulso finale di stagione ed è la Fiorentina di Delio Rossi (ma anche di Pantaleo Corvino), che ha 38 punti ma soprattutto che non ha l'abitudine a lottare per la permenenza. Anche l'allenatore riminese ha lasciato il segno nell'ambiente giallorosso e la sua parabola, si spera, potrebbe essere ripercorsa da Serse Cosmi: Rossi nel 2003-2004, con un girone di ritorno fenomenale riuscì a risollevare le sorti di una squadra che pareva irreversibilmente condannata alla retrocessione. Ora ci manca solo che sulla panchina del Cagliari, altra squadra che non dorme sonni tranquilli, venga chiamato Giuseppe Papadopulo. A quel punto il Lecce dovrebbe fare i conti con i suoi ultimi tre salvatori (eccezion fatta per Zdenek Zeman che ha guidato i giallorossi in seria A nel 2004-2005). Una questione di ex, insomma. Una questione di cuore.

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