Venerdì, 24 Settembre 2021
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Dopo il derby dell'abbuffata, quello dell'indigestione

Il Taranto vince 1 a 0 contro il Lecce, nell'amichevole che è servita a Papadopulo per provare nuovi schemi e qualche alternativa.

Quando, dopo i bagordi di Capodanno, dalla guardia medica di Lecce arrivò la voce che la vera strage non l'avevano fatta i fuochi pirotecnici, ma cotechino e lenticchie, la notizia si rivelò fondata. Nelle pance dei giocatori del Lecce fette di cotenna tritata ballano ancora nello champagne, consumato in dosi massicce. Qualcuno, continuando il gioco numerico del dopo-derby, direbbe che ogni calciatore s'è scolato ben cinque bottiglie: una per salutare il nuovo anno, altre quattro per ogni gol rifilato al Bari. Ma intanto il 2008 porta con sé questo test in casa del Taranto che si deposita fastidioso sugli stomaci e che non aiuta la digestione. Il presidente Giovanni Semeraro la prende con filosofia e, fra i denti, con un sorriso di circostanza, annuncia che il Lecce perderà solo le amichevoli. Sicuramente sarà così, però a nessuno piace incassare il colpo, fosse anche una sfida di calcio a 5, e il primo tempo della sfida fra la vice-capolista di B e la "cugina" jonica di C1 regala la visione di un Giuseppe Papadopulo imbufalito con il reparto difensivo e già proiettato con la mente al campionato. A lui la palma dell'uomo più in forma del Lecce?

Max Cejas, su rigore sacrosanto, nel finale di gara spiazzerà un redivivo Rosati regalando alla tifoseria del Taranto la gioia di una vittoria che fa morale, dopo una sfida giocata con piglio e qualche buona triangolazione. E Il Lecce? Osserva i suoi ex Caccavallo e Tesser correre come forsennati, passeggiando a sua volta su un campo melmoso e ai limiti della praticabilità (ed è un peccato vedere il carioca in maglia rossoblu; l'avevamo detto in tempi non sospetti, e lo ribadiamo: https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4482). Ma è chiaro che dopo dieci giorni filati di stop e tre sedute consecutive per ricordarsi com'è fatto un pallone, c'è pesantezza pregressa accumulata nelle gambe.

Al di là del risultato, il test è servito quindi soprattutto a provare nuove soluzioni. Prossimo appuntamento è quello con il Messina, penultima di andata. Mancheranno Ariatti per squalifica, ma soprattutto si registrerà l'assenza prolungata di Diamoutene, impegnato con il Mali. Ed è quindi in difesa che Papadopulo deve mettere in pratica, e alla svelta, qualche soluzione. Nel primo tempo il tecnico toscano ha provato un inedito terzetto composto da Fabiano, Schiavi ed Esposito. Che in qualche occasione s'è fatto trovare impreparato, rischiando di essere infilato da tergo dalle fiammate tarantine. E' un trio giovanissimo, i meccanismi sono tutti da sperimentare. Difficile esprimere un giudizio.

Un po' scollati, poi, centrocampo e attacco. Ovviamente non si chiedeva di dare il massimo, ma Zanchetta non è apparso convincente. Il capitano del Lecce non ha ancora trovato uno stato di forma ottimale, ed il problema perdura praticamente da inizio stagione. Meglio Ardito, che rimpiangendo il derby guardato dalla tribuna, ora scalpita per tornare a mordere il terreno. Ha invece corso molto Angelo, che ha però manifestato la solita difficoltà a saltare l'uomo ed ha poi finito, come sempre, le batterie. Sulla destra, non è un mistero, il Lecce è in cerca di alternative. Il direttore sportivo Guido Angelozzi forse porterà qualche novità a breve nel Salento. A sinistra l'allenatore ha invece dato nuovamente una maglia a Mihoubi, ma il franco-algerino, che pure ha fatto molto per mettersi in mostra, appare ancora acerbo. In avanti, invece, Abbruscato e Tiribocchi hanno tentato di tanto in tanto di centrare la porta, ma senza strafare. Nella ripresa, ampio spazio alle seconde linee, dove le cose migliori le ha fatte Giuseppe Vives: un giocatore sempre più affidabile ed in grado di occupare quasi tutti i ruoli di centrocampo. Fra gli altri, si sono visti anche Lovrecic e Diarra, sfortunato autore del rigore, Triarico e un isolatissimo Tulli come unico punto di riferimento offensivo.

La salutare sgambata dall'infelice risultato è il primo passo verso un recupero della forma che, si spera, sia ottimale per l'appuntamento che fra una settimana vedrà il Lecce impegnato con il Messina. Non certo una formazione abbordabile, anche perché in risalita e reduce da un'importante vittoria interna con il Bologna. Fuori casa, però, il ruolino di marcia dei siciliani non è stato finora impeccabile. Una sola vittoria, tre pareggi e ben cinque sconfitte. In quest'ultimo caso, lo stesso numero del Vicenza ultimo in classifica. Se il derby di Bari ancora infiamma gli animi, quello di Taranto ha avuto quantomeno il merito di riportare tutti sulla terra, come uno schiocco delle dita che svegli dal torpore di un bel sogno. Dopo l'abbuffata, una piccola indigestione, per ricordare che la stagione è ancora lunga.

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