Dopo settimane sulla graticola, l'ora del bilancio: Meluso e il mercato del Lecce

Principale "imputato" dopo una campagna acquisti estiva lacunosa, il direttore sportivo giallorosso ha fatto il punto dopo la chiusura della sessione invernale. Tra qualche retroscena e una lode a mister e presidente

Il direttore sportivo, Mauro Meluso.

MELUSO - Qualche retroscena che fa sempre gola agli amanti del calciomercato, una buona dose di sincerità nel parlare di argomenti dove gli ordini di scuderia, di solito, sono tassativi almento quanto le versioni retoriche, la consapevolezza di doverci mettere sempre e comunque la faccia. Sono i tre ingredienti delle dichiarazioni rilasciate dal direttore sportivo del Lecce, Mauro Meluso, a margine della presentazione di Antonin Barak e Nehuén Mario Paz, gli ultimi arrivati in casa giallorossa (di cui riferiamo a parte).

Il ds dei giallorossi ha sottolineato il lavoro di squadra condotto a Milano nelle frenetiche e lunghe giornate di trattative, "sempre in sintonia con il presidente e con l'allenatore". Per entrambi ha avuto parole di grande elogio, e non è la prima volta.

"Sono onorato di lavorare con Saverio Sticchi Damiani, non ha altro interesse da perseguire che quello della sua terra e della sua gente. A Milano è stato con me e m ha dato anche un grande sostengo morale", ha detto del massimo dirigente mentre sul tecnico ha ribadito una sua convinzione: "Se siamo in serie A buona parte del merito è sua, il nostro obiettivo era la salvezza: ricordo ancora che quando stavo trattando l'acquisto di La Mantia dalla Virtus Entella si decise per l'ampliamento della B a 19 squadre: allora il presidente mi chiamò e mi chiese di chiudere in fretta perché dovevamo essere attrezzati per la salvezza".

"Centimetri e qualità in mezzo al campo"

Dopo aver ringraziato i suoi più stretti collaboratori, il direttore generale Giuseppe Mercadante e il segretario sportivo, Rosario Imparato, il direttore ha tracciato un bilancio sommario: "Sono abbastanza soddisfatto, abbiamo colmato le lacune che avevamo". Poi ha spiegato qual è stata la filosofia adottata nel mercato: "Abbiamo pensato di cercare un rimedio alla fragilità difensiva mettendo qualità e quantità a centrocampo. Quella di Paz è stata un'operazione dell'ultima giornata, sarebbe falso dire che era una priorità visto che avevamo altri obiettivi che conoscevamo meglio, ma ha comunque riempito uno spazio che si era liberato (cessione di Riccardi, ndr)". 

Sul reparto avanzato, depotenziato dai problemi che stanno impedendo a Babacar e Farias di giocare con continuità, Meluso ha invece spiegato: "Proprio per questa preoccupazione, in una telefonata tra me e il mister durante l'ultimo giorno, ci siamo detti di provare a fare qualcosa. Avendo però la lista degli over 22 piena, serviva un giovane e con caratteristiche tali da poterci dare un contributo subito. Abbiamo provato un paio di operazioni, una con la Juve e l'altra per conto nostro, ma devo dire con la massima sincerità che in entrambi i casi si sarebbe trattato di un investimento".

Barak lo volevano in tanti

Queste, dunque, le dinamiche principali del mercato del club leccese, fatto di undici cessioni e cinque entrate alle quali se ne aggiungono altre due per il settore giovanile. Prima ancora, però, una premessa che, probabilmente, in molti tendono a derubricare: "Noi siamo una neopromossa, con un gap oggettivo, tecnico ed economico, rispetto a club che in questa categoria ci sono da più tempo. Abbiamo fatto una strategia di mercato in linea con la politica societaria. Io mi assumo la responsabilità delle operazioni e dei mezzi che mi sono stati messi a disposizione. Io sono orgoglioso avere al fianco il nostro presidente, cercheremo in tutti i modi di salvaguardare la categoria".

Sull'operazione che ha visto il passaggio di Barak dall'Udinese al Lecce ha aggiunto un particolare: "Quando stavamo per chiudere, sono subentrate altre squadre in maniera perentoria. Il calciatore non ha voluto sentire ragioni e per questo devo ringraziare anche il suo agente, Sergio Berti, perché evidentemente ha capito che nel nostro contesto tecnico-tattico il suo assistito può essere valorizzato meglio che altrove". Ma quando gli viene chiesto se ci sono reali possibilità di andare oltre la formula del prestito secco, una volta concluso il campionato, e sempre nel caso di permanenza in serie A, Meluso ha spento le speranze: "Credo che sia molto difficile poter trattare un calciatore di quel livello: l'Udinese e il suo procuratore lo hanno girato a noi proprio perché conoscono bene il suo potenziale". Per Saponare, invece, ci sarebbe un accordo con la Fiorentina che consiste nel risentirsi a fine campionato. 

Un sassolino dalla scarpa

Infine, il direttore sportivo, sollecitato da una domanda s'è tolto un sassolino dalla scarpa: "Ricevere critiche, in questo mestiere, è normale. A me danno fastidio solo le persone subdole, quelle che ti fanno arrivare le cose per vie traverse. Sono rientrato sabato a Lecce e qualcuno mi avevo preannunciato un clima non troppo sereno. Poi invece domenica ho visto quanto il pubblico è stato vicino alla squadra, sin dal riscaldamento e di questo ringrazio tutti i tifosi del Lecce. E non lo dico per accreditarmi".

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