Sabato, 31 Luglio 2021
Sport

E all'ultima mano il Lecce cala il poker

Finisce 4 a 1 per il Lecce sul giovane e inesperto Pescara. Arrivederci alla prossima stagione. Sognando la serie A

Lecce-Pescara 4-1
Reti: Tiribocchi (L) al 12' del p.t., Zanchetta (L) al 32' del p.t., Vives (L) al 35' del p.t., Caccavallo (L) al 38' del p.t., Mazzella (P) al 37' del s.t.

E all'ultima mano il Lecce cala il poker. Di fronte un Pescara giovane, inesperto, tanto genuinamente volenteroso, quanto a tratti imbarazzante al cospetto di un Lecce in versione carro armato, in cui l'esperienza di Tiribocchi, Zanchetta, Munari fanno la differenza. Gli abruzzesi, già retrocessi e con la testa in C1, ci mettono soprattutto le gambe (preziose quelle del gioiellino Di Matteo, furetto della fascia destra). I salentini anche il cervello, in una giornata segnata dal caldo cocente: si cercava un risultato prestigioso per salutare nel modo migliore una stagione altalenante, segnata da un'estenuante cavalcata di 42 partite (troppe), e l'exploit non tarda ad arrivare: 4 a 1 il finale, con un parziale di 4 a 0 nei primi 45 minuti ed una sfilza di ghiotte opportunità nella ripresa.

Inizia con un saluto, doveroso e commosso, della Curva ad uno dei suoi ragazzi, Johnatan Indirli, scomparso tragicamente a soli 18 anni la scorsa settimana in un terrificante incidente stradale; termina con una festa: standing ovation per la squadra, da parte dei pochi intimi del "Via del Mare" per l'ultima, scoppiettante uscita di campionato. In sostanza, una partita senza storia, in cui Pavarini rientra fra i pali per festeggiare la sua 200esima presenza fra i professionisti e che sancisce per il Tir il gol numero 11 e l'ennesimo legno colpito (la cifra esatta è al momento sconosciuta: pare si stia riunendo un'apposita commissione per il conteggio). Ma grande protagonista è anche il giovane Caccavallo, attaccante cresciuto nella formazione primavera, che Papadopulo getta nuovamente nella mischia dal primo minuto dopo la trasferta di Napoli e che per tutta la gara farà mangiare la polvere ai suoi marcatori. Un ottimo investimento in chiave futura.

Il vantaggio, dopo soli 12 minuti, nasce proprio da un'irruente incursione di Caccavallo: diagonale sinistro - per la verità non proprio irresistibile - Amadio, portiere avversario che si lascia sfuggire goffamente la presa ed il Tir che, a marce spianate, irrompe in area e buca la rete. Ed è uno. Al 25' esce Diarra per fastidi muscolari, entra Arrieta, che raccoglie anch'egli i suoi applausi: buono il finale di stagione. Al 32' la seconda svolta all'incontro. Punizione da posizione centrale, sul pallone si presenta lo specialista Zanchetta: giusta dose di forza e precisione, traiettoria morbida e deliziosa, palla nel sette. Capolavoro d'alta scuola. E sono due.

Al 35' arriva l'ennesima batosta per i pescaresi: triangolazione in velocità Vives-Tiribocchi-Vives e conclusione sul primo palo. Quello teoricamente coperto da Amadio. Seconda gaffe, e sono tre. Per il quarto gol, ci pensa la buona vena di Caccavallo: il Tir lo vede scattare e gli serve la palla al limite dell'area, con la retroguardia abruzzese in bambola. Amadio abbozza un'uscita disperata mentre Olivieri insegue inutilmente la giovane punta: tocco d'esterno sinistro e addio Pescara.

Nella ripresa Vives saluta il pubblico e rientra Juliano, uno dei pochi ad essere rimasti dopo la diaspora zemaniana. Ma è Caccavallo a dare lezioni di stile: al 12' smembra da solo l'intera retroguardia del Pescara con tocchetti e dribbling secchi, quindi lancia al centro dove il brasiliano perde l'attimo per trapassare Amadio per la quinta volta. Al 20' un discreto Vascak lascia il posto a Tesser, ma è ancora Juliano a fallire il gol, a tu per tu con un sempre più sconfortato Amadio: tiraccio del Tir, centrale e per nulla cattivo, ancora guanti insaponati del portiere pescarese e Juliano che spedisce il pallone in Curva Sud a pochi passi, sulla corta respinta.


Al 26' finalmente il portiere del Pescara inizia il proprio percorso riabilitativo (ma è giovanissimo, l'ha ingannato più l'emozione che altro), frenando con un tuffo istintivo un pallone calciato di piatto da Tiribocchi e destinato all'angolo basso, sulla sinistra. Al 29' il Tir prende palo in mischia (ormai non fa più notizia) e al 37', alla loro prima, vera incursione, gli avversari vanno in gol. Dormita collettiva della difesa leccese, clamoroso buco centrale e perfetta stoccata di Mazzella, con Pavarini che tocca soltanto. Un gol salutato con un cordiale e sincero applauso del pubblico leccese, al quale l'emozionato ragazzino risponde ringraziando. Bel gesto, da parte di tutti. Poi, due miracoli consecutivi di Amadio, che finisce la sua gara riscattandosi al meglio (prima su Juliano, poi su stacco di testa di Arrieta) e alla fine tutti a casa. Il campionato è finito, andate in pace.

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