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"E' con questo straordinario pubblico che si va avanti"

Papadopulo dice che è "inutile avere rimpianti, perché non serve a niente. Sentire invece il calore dei tifosi intorno alla squadra è la cosa più importante per affrontare la fase dei play-off"

"Dal Dall'Ara di Bologna si fa melina, praticamente qui si gioca da fermi". Lo speaker radiofonico spezza le speranze del Lecce, già ridotte ad un lumicino, con la squadra di casa in vantaggio sul "Pisa-Primavera" per 1-0. Bologna (possesso palla 75 per cento) e Pisa (25 per cento) mandano di fatto i giallorossi ai play-off e a nulla, o quasi, è servito vincere al "Via del Mare" per 1-0 sul Vicenza. Papadopulo esordisce in sala stampa ripetendo il leit motiv secondo cui "se le regole ci sono - ha detto - allora vanno rispettate".

Il mister del Lecce non fa nomi, parla in generale, si sofferma su un concetto secondo il quale se tutti pretendono un calcio migliore si è obbligati a scendere in campo e giocarsi sempre la partita, senza pensare ai propri tornaconti. Ed è fin troppo chiaro intuire a chi e a cosa si rivolge. Ma questa giornata, l'ultima di serie B, con il Lecce che chiude con una valanga di punti, 83 (Chievo 85, Bologna 84) va ormai archiviata, perché mercoledì sera, proprio a Pisa, il Lecce si gioca il primo turno dei play-off partendo da zero.

Ora, pensando proprio alle squadre che affronteranno i play-off, qual potrebbe essere per il Lecce la difficoltà maggiore? Papadopulo tira fuori dal cilindro un esempio: "Il fatto di essere arrivati terzi in classica, paradossalmente, è il pericolo maggiore. E' come quando ci si mette intorno a un tavolo per una partita a poker: rischia di più il giocatore che ha più soldi, chi gioca con poco alla fine non ha quasi nulla da perdere".

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