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Errori individuali e collettivi: la difesa giallorossa ha perso solidità

Terza nella stagione regolare secondo le statistiche, la retroguardia del Lecce ha confermato contro il Foggia un calo evidente nell'ultimo scorcio di stagione

Cosenza e Iemmello.

LECCE - Per come si era messa la gara nei primi minuti, il risultato di Lecce-Foggia è per certi versi incoraggiante. Il 2 a 3 a favore degli uomini di De Zerbi lascia infatti aperto lo spiraglio alla speranza perché una vittoria col minimo scarto al 90' sarebbe sufficiente per arrivare ai supplementari. 

Anzi, la sconfitta di ieri obbliga l'allenatore, Piero Braglia, a fare la partita, o almeno a provare a farla come sarebbe dovuto avvenire ieri, soprattutto dal punto di vista dell'intensità. Non appare un caso, infatti, che le partite più convincenti della stagione, con il Benevento all'andata e con lo stesso Foggia nel girone di ritorno, il Lecce le abbia giocate su ritmi alti, con pressing sul portatore di palla e ripartenze arrembanti sostenute da tutti i reparti.

A Foggia sarà comunque necessario andare oltre: aspettare l'avversario per sorprenderlo di rimessa potrebbe non bastare anche perché i rossoneri se da una parte non abdicheranno alla loro filosofia di gioco, sempre propositiva, di certo nel possesso palla avranno un'arma per sfiancare l'impeto dei giallorossi. Il Lecce, insomma, dovrà dimostrare, organizzazione, idee e trovare soluzioni pratiche per sovvertire un pronostico che lo vede decisamente sfavorito. 

Il match del Via del Mare ha messo in evidenza l'imbarazzo della linea difensiva, che nell'ultimo scorcio di stagione aveva già traballato più volte. Tre amnesie che sono valse altrettante reti subite: Gerbo sulla trequarti va via a Liviero, pur schierato per contenerlo, e lascia partire un assist per Iemmello, assolutamente libero tra Abruzzese e Cosenza di controllare il pallone e calciare in porta. Chiricò resiste alla carica di Alcibiade e lo sopravanza prima che Lepore, colto in posizione avanzata, riesca a raddoppiare; facile il passaggio per Iemmello che ancora una volta non ha alcuna vera opposizione. Sarno sguscia sull'out destro, scambia con Iemmello sempre assolutamente libero di muoversi a suo piacimento e chiude la triangolazione con la terza marcatura passando indisturbato alle spalle di Legittimo. 

Errori pesanti, peraltro aggravati dalla consapevolezza che il Foggia proprio sugli esterni avrebbe potuto, come ha fatto, mettere in difficoltà il Lecce. Nelle ultime nove apparizioni (di cui sette nella stagione regolare), il Lecce ha subito 13 reti. Con tutte le formazioni d'alta quota ha palesato i suoi limiti: tre goal a Cosenza (per fortuna la partita si concluse con quattro marcature dei salentini), due in casa con il Matera, tre in trasferta a Benevento e tre ieri col Foggia. La terza miglior difesa del girone C ha insomma avuto un calo evidente nella fase saliente. 

La partita perfetta che serve per ribaltare l'inerzia della semifinale deve partire proprio da una reazione, mentale ancora prima che tecnico-tattica. della retroguardia altrimenti ogni tentativo offensivo sarà destinato e rivelarsi inutile.

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