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"Everybody needs a coach", a Lecce l'allenatore Costantino Bertucelli

Il personal caoch esperto di metodologia dell’allenamento degli sport di resistenza, sarà ospite della società Nest

LECCE – “Certo, ci sono diversi modi di fare attività fisica, ma se l’obiettivo è migliorare la propria performance non è sufficiente sudare e faticare senza dare un senso alla propria fatica Significa confondere lo sforzo con il risultato. Il coach educa all’allenamento, insegna a pianificare gli obiettivi e a determinare le priorità per la crescita psico–fisica dell’atleta”. Sono le parole di Costantino Bertucelli, esperto di metodologia dell’allenamento degli sport di resistenza. Bertucelli (autore del libro “Everyday heroes”), noto in campo nazionale e internazionale come performance coach, sarà ospite il 17 marzo (alle 19) presso la sede del Coni in via Carluccio a Lecce. Un incontro organizzato dalla Nest, società salentina attiva in molte discipline sportive, dal triathlon al podismo, dal karate al ciclismo e altro ancora.

Quella di Bertucelli, del resto è una mission condivisa e intrapresa da anni da Stefano De Razza Planelli, maestro in attività sportive e agonistiche. Sotto la sua guida gli atleti della Nest hanno conquistato negli anni titoli e importanti riconoscimenti. Gli ultimi, in ordine di tempo, alla Corri a Lecce, dove nella gara sulla distanza dei 10 chilometri Davide Quarta è arrivato primo nella categoria juniores e promesse, con le sorelle Maria e Anna Mangiullo, giunte prima e terza nella stessa categoria. Una straordinaria Maddalena Mangiullo ha fatto parte della formazione pugliese nei campionati italiani a squadre di cross a Gubbio, dove la Puglia è giunta sesta, con l’atleta di Cavallino prima tra le compagne di squadra.

“La fortuna di un atleta o potenzialmente tale – spiega Stefano De Razza, impegnato a formare i ragazzi nelle varie discipline accompagnandoli in una crescita sportiva e personale – è quella di incontrare all’età di 6-11 anni una persona che creda in lui come essere polivalente a cui insegnare tutto quello che può, senza però dimenticare di dargli solide basi psico-motorie. Questa fase è determinante ma questo approccio è spesso sottovalutato, limitandosi a cercare, anche per la pratica dello sport, solo luoghi dove i bambini possano stare bene insieme e divertirsi. La realizzazione dell’obiettivo “divertimento di gruppo”, nel momento in cui si parla di sport, fa quindi perdere quello primario, cioè “l’educazione sportiva”. Avere obiettivi ben chiari fin da piccoli è fondamentale per determinare e tracciare una strada ed un percorso agonistico di successo”.

Poter contare su preparatori e allenatori competenti è fondamentale in un mondo sempre più alla mercé di gente che si improvvisa tale. “C’è una sottile ma decisiva differenza tra svolgere un allenamento (efficienza) e svolgere bene un allenamento, in linea con i propri obiettivi (efficacia) – spiega Bertucelli –. Tanti atleti affrontano l’allenamento come una piacevole abitudine, orientandosi a fare meglio ciò che già sanno fare. Significa restare all’interno della propria zona di comfort, in una  condizione di sicurezza, dove ci si può muovere a proprio agio, certi di non incorrere in situazioni nuove o sorprendenti. Questi atleti sono efficienti nel senso che hanno eseguito un allenamento, ma non sono efficaci perché quell’allenamento non è andato a stimolare quelle qualità metaboliche, meccaniche e mentali che un programma ritiene prioritarie per quel periodo. Non hanno, in sostanza, fatto passi significativi verso la realizzazione del loro obiettivo. Interpretando l’allenamento in questo modo il livello di prestazioni permane costante, viene preclusa la via al graduale e progressivo miglioramento”.

Una filosofia che alla Nest conoscono bene e che continuano a portare avanti.

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