Tra Perrone e Tesoro incontro in Comune. Allo stadio conferenza del patron

Il primo cittadino e il presidente dell'Us Lecce hanno un confronto a Palazzo Carafa e per domani i cronisti sono stati convocati al "Via del Mare". L'impressione è che, al di là delle voci di cordate e trattative, sarà l'attuale proprietà a iscrivere la squadra

Savino Tesoro.

LECCE – Savino Tesoro torna davanti ai microfoni della sala stampa del Via del Mare. L’appuntamento è per domani mattina alle 11 e l’oggetto è un chiarimento sulla situazione relativa al passaggio del club in mani altrui. Di trattative si è molto detto, ma soprattutto scritto, a partire da quel 12 febbraio in cui il patron dell’Us Lecce annunciò, e senza ipotesi di ripensamento, la volontà di disimpegnarsi dalla gestione del sodalizio.

Intanto la squadra ha fallito l’appuntamento con i play-off e il morale dei tifosi è precipitato six feet under. C’è incertezza su un futuro che impone le prima scadenza già a fine giugno, con l’iscrizione alla Lega Pro che prevede una corposa fidejussione. Non ci sarebbe da meravigliarsi se a provvedere fosse la stessa famiglia Tesoro nell’ambito di una ripartenza calibrata sull’esigenza di mantenere il calcio leccese in una dimensione professionistica, ma sempre con la disponibilità di cedere ad acquirenti seri o di farsi affiancare da persone disposte a investire in una quota parte.

Nei mesi e nelle settimane scorse sono stati diversi i personaggi che hanno palesato, e in qualche caso poi smentito, di aver a cuore le sorti del Lecce: tra questi l’eccentrico presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, ma anche un gruppo di imprenditori locali che, con l’intermediazione del sindaco, Paolo Perrone, che vicino ai Tesoro non si è mai sentito, vorrebbero rilevare il titolo sportivo a costo zero e riedificare tutta la casa dalle fondamenta.  Al proposito bisogna segnalare che proprio questa mattina, a Palazzo di città, c’è stato un faccia a faccia durato circa mezz’ora tra l’amministratore e il presidente.

Una cessione in questi termini, comunque, appare più una pretesa che una trattativa anche perché non si capisce come si possa scindere il titolo dal patrimonio, composto peraltro da giocatori i quali – Moscardelli e Papini in primis – resterebbero volentieri nel Salento, con un programma ragionevolmente ambizioso, nonostante abbiano già ricevuto offerte dalla categoria superiore.

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Le parole scorrono, il tempo stringe: se il passaggio di consegne dovesse esserci, è bene che avvenga in tempi utili da permettere un’organizzazione accurata della prossima stagione. Domani quindi si presenta l’occasione giusta per separare il grano dalla gramigna, le dicerie esaltate e sparate e tutto web dalle notizie fondate. 

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