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Il tiro di Falco per il gol della vittoria (foto A.Scuro).

Il tiro di Falco per il gol della vittoria (foto A.Scuro).

Falco in gol nel recupero. Il Lecce vince 2 a 1 e si affaccia al primo posto

In vantaggio con Stepinski al 20', i salentini si fanno raggiungere subito dal Chievo Verona. Nella ripresa Corini sfrutta tutto il potenziale della panchina e alla fine arriva il bottino pieno

LECCE – Quarta vittoria consecutiva per il Lecce che vince in trasferta sul campo del Chievo Verona con un gol di Falco al 93’. Il guizzo decisivo è arrivato quando la gara sembrava oramai avviata verso un pareggio che ci poteva stare, ma più per i demeriti dei giallorossi che per i meriti dei clivensi.

La squadra di Corini ha, infatti, pagato la giornata non proprio brillante in generale, ma in particolare di alcuni elementi: Henderson è parso un poco meno lucido del solito, Paganini, soprattutto nel primo tempo, ha sofferto in fase di copertura i movimenti di Garritano, oltre a tenerlo in gioco nell’episodio del pareggio, arrivato due minuti dopo il vantaggio dei salentini con Stepinski.

La gara si è sviluppata in maniera bifasica: quando il Lecce ha accelerato, il Chievo ha ripiegato in sofferenza; quando i giallorossi hanno tirato il fiato, la squadra di Aglietti è venuta fuori bene, soprattutto nella parte centrale del secondo tempo. Alla fine ha prevalso la qualità della rosa del Lecce – Corini nel secondo tempo ha inserito Zuta quasi subito, poi Falco e Majer, infine Pettinari e Listkoskwi – davanti a un Chievo solido, ma abbastanza spuntato in avanti. Non è stata la miglior partita dei salentini, ma ai punti la vittoria ci può stare.

Di Gabriel, del resto, si ricorda la bella parata su tiro di Obi dal limite dell’area di rigore, a inizio gara, di Seculin si registrano una respinta su conclusione di Coda e la deviazione oltre la traversa su un perentorio colpo di testa di Paganini, subito dopo. Quindi sono arrivati i gol di Stepinski – bel colpo di testa su cross di Coda – e di Garritano, pescato in posizione regolare da Palmiero. Il Lecce, incassato il pari, è ripartito con sufficiente convinzione e ha avuto un’opportunità con Mancosu che, in allungo, non ha trovato lo specchio della porta su lancio di Adjapong.

A inizio ripresa gli ospiti hanno dato l’impressione di voler forzare i tempi, ma dopo l’ammonizione di Calderoni a la sua sostituzione con Zuta, il Lecce è andato in affanno sulla corsia di sinistra del proprio fronte difensivo. Il Chievo ha dunque avuto il suo quarto d’ora di slancio, ma negli ultimi sedici metri si è dimostrato privo di sostanza: a parte un tentativo acrobatico di Fabbro, null’altro. Così il match è scivolato sull’inerzia di due squadre per motivi diversi incompiute, solo che Corini ha posto rimedio alle falle: Majer ha sostenuto in fase difensiva Zuta più di quanto avesse fatto Henderson, mentre l’esterno Canotto, che aveva messo in difficoltà lo svedese naturalizzato macedone, è andato sgonfiandosi. Falco ha preso il posto di Stepinski dando ai compagni un riferimento migliore per il possesso palla. La svolta per il Lecce non è, tuttavia, arrivata come d’incanto, ma diluita in progressi quasi impercettibili: la tentazione di lanciare lungo ha fatto arrabbiare Corini, perché in quel modo i suoi stavano agevolando le ripartenze del Chievo, intanto rinvigorito dagli ingressi di Viviani per Obj a centrocampo e di Margiotta per Djoerdjevic in avanti.

Al minuto 81 dentro Pettinari per Coda e Listkoswski per Mancosu. Con un reparto avanzato pieno di energie il Lecce negli ultimi minuti ha costretto il Chievo a rinunciare a ogni velleità. L’allenatore dei clivensi, dopo aver inserito Bertagnoli per Fabbro, al minuto 87, ha mandato in campo per i quattro minuti di recupero Rigione per Canotto e Zuelli per Palmiero. I giallorossi ci hanno creduto e con un’azione più di sfondamento che di fioretto, hanno trovato il gol della vittoria: Listkoswki ha costretto un difensore a una respinta corta di testa, poi ha allungato con la punta del piede per Falco che ha puntato l’area di rigore e poi servito Pettinari. L’attaccante ha difeso la sfera e provato a trovare lo spazio utile per la conclusione, ma è stato leggermente anticipato: Falco però era lì e in un passo e mezzo ha controllato e mirato sul secondo palo, lì dove Seculin non è potuto arrivare.

In attesa della disputa delle altre gare della nona giornata, il Lecce si affaccia al primo posto con 18 punti. Magari solo per vedere che aria tira, lassù, ma intanto è tutta salute. Empoli e Salernitana, con 17 punti, e Spal, che ne ha 15, ora devono rispondere al primo vero rilancio della squadra di Corini al tavolo delle pretendenti: "Sappiamo che è solo un piccolo passo, ne abbiamo ancora tantissimi da fare - ha dichiarto l'allenatore dei giallorossi a fine gara-: ci godiamo questi minuti di felicità, ma sappiamo che già la prossima contro il Venezia sarà complicata. Come dico spesso, una partita alla volta per costruire qualcosa di importante".

Il tabellino di Chievo Verona-Lecce 1 a 2

LECCE (4-3-1-2): Gabriel; Adjapong, Meccariello, Lucioni, Calderoni (54’ Zuta); Paganini, Tachtsidis, Henderson (68’ Majer); Mancosu (cap.) (81’ Listkoswki); Coda (81’ Pettinari) e Stepinski (68’ Falco). A disposizione: Bleve, Vigorito, Monterisi, Pierno, Gallo, Maselli, Rodriguez. Allenatore: Corini

CHIEVO VERONA (4-4-2): Seculin; Mogos, Leverbe, Gigliotti, Cotali; Canotto (91’ Rigione), Obi (73’ Viviani), Palmiero (91’ Zuelli), Garritano; Fabbro (87’ Bertagnoli), Djordjevic (73’ Margiotta).  A disposizione: Brigantini, Illanes, Colley, Pucciarelli, Grubac, Pavlev, D’Amico. Allenatore: Aglietti

Marcatori: 20’ Stepinski, 22’ Garritano, 93’ Falco

Ammoniti: 29’ Fabbro, 32’ Henderson, 36’ Cotali, 49’ Calderoni, 66’ Paganini, 77’ Lucioni

Arbitro: Scozza di Seregno; assistenti: Vivenzi di Brescia, Ruggieri di Pescara; quarto ufficiale: Piccinini di Pescara.

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