Fiocco azzurro per Antonio Conte, sarà il commissario tecnico della Nazionale

Sarà per la prima volta un leccese a sedere sulla panchina azzurra. Ieri Conte ha raggiunto l'accordo con il neo presidente della Figc Carlo Tavecchio per un contratto biennale. Un traguardo storico per un personaggio legato da un rapporto di odio e amore con i salentini

@TM News/Infophoto

LECCE – Nazionale salentina. Per la prima volta sarà un leccese a ricoprire l’incarico forse più ambito da ogni appassionato di calcio alle nostre latitudini: quello di commissario tecnico della nazionale italiana. Ieri il neo presidente della Figc Carlo Tavecchio e Antonio Conte hanno raggiunto un accordo che legherà l’ex allenatore della Juventus alla panchina zzurra fino al 31 luglio 2016. L’accordo è giunto al termine della trattativa condotta nei giorni scorsi da Giulia Mancini per Antonio Conte e dall’avvocato Mario Gallavotti per la federazione. 

Il contratto prevede un compenso sulla stessa linea della precedente gestione con un bonus per la qualificazione a Euro 2016, un ulteriore bonus in caso di miglioramento del ranking Fifa di almeno 5 posizioni, e un terzo bonus in caso di partecipazione alla finale di Euro 2016. Inoltre, la Figc ha definito i termini di un nuovo rapporto di partnership commerciale con alcuni dei propri sponsor finalizzati all’internazionalizzazione del marchio e la valorizzazione della Nazionale, e che prevedono anche l’utilizzazione dell’immagine del nuovo commissario tecnico come testimonial.  Conte sarà presentato martedì prossimo 19 agosto alle ore 11.30 presso l’Hotel Parco dei Principi a Roma.

La panchina azzurra è solo l’ultimo passaggio di una carriera ricca di successi e di traguardi per il 45enne leccese. Cresciuto nelle giovanili giallorosse, Antonio Conte ha esordito in serie A con il Lecce il 6 aprile del 1986 (a soli 16 anni) contro il Pisa. Cinque anni dopo il passaggio alla Juventus dove resterà per tredici stagioni a cavallo degli anni novanta e duemila, diventandone capitano e simbolo. Negli anni trascorsi in bianconero vince cinque campionati di Serie A e tutte le competizioni Uefa con la sola eccezione della Coppa delle Coppe, competizione cui non ha mai partecipato.

Il sogno mondiale si ferma nel 1994 a Pasadena, nella sfortunata finale persa contro il Brasile. Dopo aver saltato, a causa di un infortunio, l'Europeo 1996, fa parte della spedizione azzurra agli europei di quattro anni dopo (in cui l’Italia viene sconfitta dalla Francia ai supplementari), dove in uno scontro rimedia una lesione ai legamenti della caviglia destra.

Nel 2006 inizia l'attività di allenatore nel Siena e nella stagione 2008-2009 ottiene il titolo di campione nel campionato cadetto con il Bari. Passato sulla panchina della Juventus nell'estate del 2011, si aggiudica il titolo di campione d'Italia per tre stagioni consecutive, impresa che in precedenza era riuscita solo a Carlo Carcano e Fabio Capello. Vince anche la Supercoppa Italiana per due volte, la prima contro il Napoli, la seconda contro la Lazio. Con la Juventus taglia due traguardi storici: i 102 punti in campionato e l'imbattibilità casalinga, con 57 punti conquistati su altrettanti disponibili. Oltre a Siena, Bari e Juve, guida anche l’Arezzo nella stagione 2006-2007 e Atalanta nel 2009-2010.

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Vincente e ambizioso, la figura di Antonio Conte è indissolubilmente legata alla Juventus e ai colori bianconeri, un legame che negli anni ha forse intaccato le sue origini leccesi, suscitando il malcontento dei tifosi che non gli hanno mai perdonato un’esultanza (giunta però dopo un lungo infortunio) in una sfida tra la formazione torinese e il Lecce (era il 31 agosto del 1997). Fu proprio il capitano bianconero a siglare il raddoppio nei minuti di recupero, festeggiando la rete con un’esultanza incontenibile, correndo e inginocchiandosi accanto alla bandierina del calcio d’angolo. A complicare le cose, dal punto di vista sportivo, l’approdo nel dicembre del 2007 sulla panchina del Bari. Il 17 maggio 2008 la formazione biancorossa, già salva, espugna il campo del Lecce, con i giallorossi che vedono sfumare la promozione diretta e sono costretti a giocare i play off. Vecchie storie, ruggini e attriti, arricchiti da striscioni polemici e cori offensivi, fino a un’aggressione subita nell’estate del 2008. La panchina della Nazionale (la squadra di tutti) potrebbe (forse) ricucire lo strappo tra Conte e la sua città.

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