Coppa Italia: con una formazione rattoppata il Lecce ne prende cinque dalla Spal

Liverani, per scelta e per necessità, schiera una squadra del tutto sperimentale e i padroni di casa vincono con facilità. Di Imbula il gol della bandiera, per Lapadula due legni

Imbula e Paloschi.

LECCE - Troppo sperimentale il Lecce di Liverani davanti a una Spal molto meno condizionata dal turnover: alla fine dei 90 minuti più tre di recupero, gli emiliani hanno vinto con facilità per 5 a 1, mentre i salentini solo nella ripresa, e sul 4 a 0, hanno rialzato la testa facendo vedere alcune buone cose. Del resto l'orientamento di Liverani era chiaro da giorni: dare spazio a chi ne ha avuto meno, concedere riposo a coloro che hanno speso tante energie nelle ultime settimane e non compromettere il rientro degli acciaccati in vista dell'importante partita di domenica contro il Genoa, al Via del Mare.

Rispetto alla formazione che si sono affrontate in campionato il 25 settembre - quando i giallorossi vinsero in trasferta per 3 a 1 - tra gli ospiti ci sono solo Rossettini e Petriccione, sebbene anche Lapadula possa considerarsi a tutti gli effetti un titolare. La Spal invece schiera sette degli undici che scesero in campo in quel turno infrasettimanale e la differenza di tasso tecnico che è scaturita da queste scelte è stata accentuata da un atteggiamento troppo timido e superficiale da parte della squadra giallorossa.

Primo tempo

Già leggendo le formazoni si comprende che per il Lecce sarà una gara tutta in salita. Liverani manda in campo Vigorito tra i pali, Benzar a destra, Rossettini e Riccardi (capitano) al centro della difesa, Dell'Orco a sinistra. I due mediani sono Petriccione e Imbula, con Dubickas, Lo Faso e Vera dietro Lapadula. Semplici schiera la Spal con il consueto 3-5-2 con Berisha in porta, Tomovic, Vicari e Igor in difesa, Cionek, Murgia, Missiroli, Jankovic e Reca a centrocampo con la coppia d'attacco formata da Paloschi, Floccari (cap.). L'arbitro è Giua di Olbia, assistito da Colarossi e Marchi. A bordo campo il quarto ufficiale, Aureliano.

Al 4' il primo grande pericolo per Vigorito: Missiroli apre un varco al centro della difesa, resiste al ritorno di Riccardi  e poi sbaglia la conclusione. Un minuto dopo Cionek non trova lo specchio della porta dopo un cross basso da sinistra. Al 7' spunto in progressione di Imbula che costringe Missiroli al fallo da cartellino giallo. I padroni di casa effettuano un pressing molto alto e tengono gli avversari nella propria metà campo. Al 9' sponda di Paloschi per Floccari, si salva la difesa ospite. Si gioca praticamente a senso unico, il Lecce è fragile, ma soffre in particolare sul proprio versante destro: Dubickas e Benzar arrancano e la Spal passa affondando proprio da quelle parti con Igor che parte dalla trequarti, si presenta davanti a Vigorito al termine di uno slalom abbastanza agevole e lo supera con un tocco indirizzato all'angolino basso.

E' il primo atto di un crollo che prosegue con cadenza quasi periodica: al 24' è Paloschi a girare in porta su passaggio di Reca. Al 31' tocca a Murgia che riceve in posizione centrale al limite dell'area, si gira con molta facilità facendo perno su Riccardi e batte Vigorito. Il quarto gol arriva allo scadere: Cionek, indisturbato, colpisce di testa sugli sviluppi di calcio d'angolo. Per i salentini da registrare una sola vera occasione con la traversa su colpo di testa di Lapadula dopo la punizione di Petriccione.

Secondo tempo

Nella ripresa l'allenatore del Lecce cambia qualcosa a livello tattico, partendo con una difesa a tre e l'avanzamento di Benzar e Dell'Orco e la sua squadra appare più equilibrata e volenterosa. Al 55' Imbula accorcia le distanze per il Lecce con un tiro che mette fuori causa Berisha. La Spal ha però subito la possibilità di ritornare a segno ma Vigorito, con la mano di richiamo, nega la soddisfazione della marcatura a Floccari. A 57' dentro Majer per Petriccione e Fiamozzi per Benzar: per ragioni diverse, due mosse che fanno ben sperare. Lo sloveno ha recuperato dal problema con il quale era rientrato nel Salento dopo gli impegni con la sua nazionale, mentre il laterale difensivo potrebbe da gennaio - adesso è fuori dalla lista del campionato - tornare nella piena disponibilità del tecnico.

La Spal, certa di avere il passaggio del turno in mano, perde concentrazione mentre i salentini vogliono salvare l'onore. Al 62' buona occasione per Lapadula: l'attaccante difende bene la posizione su lancio dalle retrovie, parte da molto lontano puntando Berisha, ma preferisce il tiro, che termina sul fondo, invece di puntare Missiroli, già ammonito. Il tecnico degli emiliani inserisce Valoti per Jankovic. Al 67' ancora una ghiotta opportunità per gli ospiti: Lapadula serve Vera che in corsa aggira il portiere della Spal, ma nel prosieguo dell'azione i ferraresi se la cavano. Quello tra Kurtic e Reca è il secondo cambio effettuato da mister Semplici. Al 71' Lapadula trova il secondo legno della giornata con un gran tiro che Berisha devia sul palo. Entra Maselli, aggregato alla prima squadra dalla primavera, per Lo Faso quando il cronometro segna il 75'. Dubickas sfiora il gol al 79' con girata volante su cross di Fiamozzi, poi tocca a Vera mancare di poco il gol con una conclusione col destro su passaggio di Lapadula.

In contropiede arriva il quinto gol dei padroni di casa con Floccari che senza alcun problema spinge in rete l'assist di Paloschi, al termine di un'azione nata da una distrazione del Lecce. Un minuto dopo Rossettini perde inopinatamente il controllo della palla, Floccari elude l'uscita di Vigorito ma calcia fuori. Semplici esaurisce le sostituzioni a sua disposizione con l'inserimento di Cuellar per il capitano. In chiusura di match, infine, annullato un gol a Lapadula per offside di Vera che gli aveva servito un ottimo assist.

Per il Lecce, naturalmente, non è il caso di far drammi: domenica contro il Genoa ci sarà una formazione completamente diversa (Rossettini è stato squalificato, Lapadula attende l'esito del ricorso dopo i due turni di stop inflitti dal giudice e solo Petriccione potrebbe essere della partita dal fischio di inizio). La Spal, attesa dallo scontro con il Brescia, una specie di ultima spiaggia, trae invece dalla vittoria una iniezione di fiducia.

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