Qualità per il gioco del Lecce: nello sprint di mercato innesti necessari

La partita contro l'Inter, sebbene abbia messo di fronte avversari di due pianeti diversi, ha dato le prime indicazioni concrete: l'atteggiamento che il tecnico vuole sempre deve poggiare su basi più solide

Calderoni e Lukaku (foto Chilla).

LECCE – Non c’è un minuto da perdere e il Lecce già questa mattina, dopo il rientro da Milano, si è rimesso al lavoro per preparare la seconda giornata di campionato. Le quattro sberle prese dall’Internazionale a San Siro pesano come una insolazione al primo giorno di vacanza, ma sono cose che passano. Soprattutto se nel mirino si inizia a inquadrare un avversario, l’Hellas Verona, che è alla portata dei giallorossi. Conquistare il bottino pieno al Via del Mare, infatti, sarebbe un’ottima iniezione di fiducia per la classifica e per il morale.

La prima partita del campionato ha messo in chiaro alcune cose: il Lecce ha una sua filosofia, una capacità di sviluppare una trama di gioco apprezzabile e abbastanza efficace anche contro avversari di indubbia qualità ed esperienza.

D’altra parte sono emerse alcune fragilità, parte delle quali si può spiegare con la condizione fisica di non pochi calciatori ancora più approssimativa di quella che, fisiologicamente, si registra a inizio stagione: da Rispoli a Benzar, da Mancosu a Farias e Shakhov, sono ancora pochi i minuti nelle gambe. Chiarito questo, un paio di innesti qualitativamente significativi potrebbero far fare alla squadra di Liverani un importante passo in avanti: un centrale difensivo e un altro attaccante di profondità, per esempio, che darebbero maggiore sicurezza e ampiezza nelle scelte, forse anche un laterale difensivo mancino.

L’atteggiamento propositivo che Liverani pretende, giustamente, dai suoi, deve passare dalla linearità del fraseggio, dalla pulizia dei tocchi di palla, altrimenti si rischia di fare troppa fatica in impostazione e ritrovarsi a tamponare ripartenze continue da cui, in serie A, difficilmente esci indenne. Si giocasse “palla lunga e pedalare” sarebbe un altro discorso, ma nel mondo del tecnico romano le parole chiave sono altre: il suo credo impone dispendio di energie e velocità di ragionamento e nemmeno la prospettiva di imbarcate gli farà cambiare idea.

Il club ha già assicurato la volontà di intervenire in questa ultima settimana di mercato per puntellare l’architettura della squadra e non c’è ragione di dubitare che sarà fatto tutto il possibile per giocarsi tutte le possibilità di conquistare la salvezza. Intanto c’è da registrare la cessione – in prestito con diritto di opzione – di Stefano Pettinari al Trapani.

All’Acaya Golf Club i calciatori impiegati contro l’Inter hanno effettuato un lavoro di scarico, mentre gli altri si sono allenati regolarmente tranne Meccariello, assente dopo l’intervento di pulizia del menisco, e Fiamozzi e Lo Faso che hanno seguito un programma diverso.

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