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Grandi prove per gli atleti della Nest impegnati nell'Ironman di Pescara

In quattro hanno rappresentato con onore e successo il Salento nella tappa italiana dell'Ironman 70.3 a Pescara

LECCE - Ci sono sogni destinati a rimanere in un cassetto. C’è chi, invece, prova ogni giorno a trasformare quei sogni in realtà, con allenamenti duri ed estenuanti, sacrifici e rinunce, senza dimenticare però quel senso di soddisfazione e appagamento che lo sport sa regalare, e la capacità di trasformare la fatica in emozioni. Se il triathlon è l’emblema della fatica, uno sport che è la perfetta unione e simbiosi di tre discipline (nuoto, bici e corsa), l’Ironman è forse l’apoteosi del triathlon. Mesi scanditi da allenamenti in piscina, bici e corsa che si susseguono costanti e incalzanti. Mesi di privazioni e impegno, di sudore e tabelle da rispettare. E’ la preparazione che rende l’Ironman così grande. Senza i tanti chilometri di bici e corsa e le tante giornate in vasca, quel giorno tanto atteso non avrebbe quel gusto così dolce anche se colmo di fatica.

Lo sanno bene gli atleti della Nest, che hanno rappresentato con onore e successo il Salento nella tappa italiana dell’Ironman 70.3 a Pescara. Sotto la guida del maestro Stefano De Razza, che ha capitanato la spedizione in riva all’Adriatico, i quattro triatleti hanno chiuso con tempi eccezionali le loro prove, conquistando la medaglia e quelle quattro parole magiche che trasformano un sogno in realtà: “You are a finisher”.

Sugli scudi un immenso Cristian Villazala Cartòn. L’atleta di origine iberica, studente Erasmus presso l’Università del Salento, ha chiuso in 4 ore e 28 minuti i quasi due chilometri di nuoto, i 90 di bici e i 21 di corsa di una gara condizionata dal forte vento e dalle condizione proibitive del mare, che ha messo a dura prova gli atleti. Dopo una buona frazione di nuoto e bici, Cristian ha sfoderato tutto il suo talento correndo la mezza maratona in un’ora e 23 minuti, scalando posizioni in classifica, conquistando il secondo posto di categoria e il 27esimo assoluto (a poco più di mezz’ora dai primi, atleti professionisti). Grande prova anche per Paolo Paracelli, all’esordio nell’Ironman, autore di una gara in crescendo, caratterizzata da un’ottima frazione in bici. L’atleta leccese ha chiuso in 5 ore e otto minuti (27esimo di categoria). Esordio da record per Sabrina Manco, compagna di Paolo nello sport e nella vita, capace di chiudere in 5 ore e 18 minuti, conquistando il terzo posto di categoria (20esima tra le donne) a meno di un minuto dalla seconda atleta statunitense e con un fantastico settimo posto nella frazione in bici (non lontano dalle atlete professioniste). Un risultato che le è valso la qualificazione per i campionati mondiali dell’Ironman negli Stati Uniti, a cui ha dovuto (seppur a malincuore) rinunciare visto i costi elevati. Quarto “moschettiere” della Nest a Pescara, Antonio Giannone, atleta dal cuore grande, che con umiltà e applicazione (e l’immancabile sorriso) ha raggiunto un grande traguardo, chiudendo la sua prova in 5 ore e 40 minuti. Davvero una grande impresa da conservare tra i ricordi più belli, in una domenica dal sapore dolce dei trionfi personali.

“Questa – ha commentato Stefano De Razza – non è solo la realizzazione di un sogno ma soprattutto un altro traguardo raggiunto attraverso un progetto iniziato anni fa. La dimostrazione che con la volontà, grande motivazione, impegno e il sostegno di persone preparate e competenti si possono raggiungere i propri obiettivi”.

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