Sabato, 18 Settembre 2021
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Il Lecce a Cagliari per proseguire la marcia esterna

Dalla vittoria di Firenze in poi i salentini ancora non hanno perso un confronto, lontano dal "Via del Mare"

Lecce_il_tiro_goal_di_tiribocchi

All'andata finì due a zero. Un bolide di rara bellezza partito dai piedi di Giacomazzi, poi il sigillo finale di Castillo. Ci saranno entrambi in questo ritorno, caldo solo per via dell'importanza che la gara assume per gli obiettivi di entrambe le compagini, perché in realtà in Sardegna le temperature sono precipitate e c'è stata anche qualche spruzzata di neve. E chissà che proprio uno dei due non possa risultare ancora una volta decisivo, in una gara, però, che si prevede all'insegna dell'incertezza più assoluta sul risultato. Nessuna delle due squadre è, in questo preciso momento, uguale a se stessa, rispetto a quelle battute iniziali della prima parte di campionato. Il Lecce di questo scorcio ha dimostrato cambiamenti importanti, sotto il profilo tattico, ma anche sul piano agonistico e del metodo di gioco, sebbene non sempre avallati da risultati positivi. Il Cagliari, piuttosto, ripresosi da una terrificante marcia d'avvio che l'aveva fatto apparire predestinato ad una stagione da bassifondi, è cresciuto strada facendo, fino a diventare una delle realtà più apprezzate, proprio sul piano del gioco, di quest'annata. Impossibile, davvero, fissare un pronostico.

Traguardi diversi, da una parte e dall'altra. Sconfitti in casa dall'Atalanta, i sardi continuano a solleticare le zona Uefa e puntano al rilancio, anche perché reduci, prima della debacle interna, dal trionfo al cospetto della Juve (3 a 2 in trasferta) e da una vittoria sul Siena. I salentini escono invece da un 3 a 0 in casa, subito con l'Inter, che suona come risultato leggermente bugiardo nella misura: un primo tempo gagliardo, anche se con poche chance, poi il crollo, di fronte, comunque, ad una signora squadra. Dagli altri campi, risultati in ogni caso positivi, per il Lecce, che continua a mantenere un distacco di tre lunghezze dal Torino e Chievo. Il primo è atteso però da un anticipo all'Olimpico, contro una Lazio in crisi; il secondo giocherà in casa con il lunatico Catania di Zenga, dalla marcia esterna non proprio felice e reduce peraltro da uno stop fra le mura amiche con la Juventus. In cotanto sfoggio di intrecci, e con il campionato ormai nel vivo, anche in questi casi, inutile provare ad abbozzare qualche previsione.

Certo è che c'è il rischio, e non lontano, di essere agganciati. Ecco perché Beretta dovrà prima di tutto puntare a non prenderle, e cercare di arrivare al confronto interno con la Lazio ancora con un discreto margine di distacco dalle inseguitrici. Anche se non manca qualche problema di formazione. Esposito e Caserta sono squalificati, Vives e Munari sulla via del recupero dagli infortuni patiti, ma probabilmente non impiegabili per questa trasferta. Il tecnico, almeno stando alle indicazioni percepite nel corso di questa settimana, potrebbe tornare ad un 4-3-1-2, ovvero con Giacomazzi (rientrato dopo la squalifica) alle spalle delle punte, e con un modulo, di fatto, speculare a quello avversario. L'assenza di Esposito lascia spazio a pochi dubbi: la linea difensiva, a questo punto, dovrebbe essere composta da Polenghi, Stendardo, Fabiano e Giuliatto.


A centrocampo, tra assenze e dubbi sui giocatori in fase di recupero, non potrebbe essere improbabile un utilizzo, contemporaneo di Zanchetta ed Edinho, con quest'ultimo spostato sulla destra. A sinistra, invece, Ariatti. Tiribocchi e Castillo saranno gli attaccanti, mentre Papa Waigo, dopo aver giocato da titolare con l'Inter, dovrebbe partire dalla panchina. Una nota particolare: l'ultima sconfitta esterna risale alla gara di Napoli. Poi, a partire dalla penultima di andata e fino ad ora, il ruolino lontano dal "Via del Mare" è stato eccellente. Vittoria a Firenze, pareggio a Verona, ancora una vittoria, a Siena. E in molti già pensano che questa squadra, con il suo rapido contropiede, possa davvero dare più soddisfazioni lontano dal Salento, dove, obbligato a costruire gioco, non sempre la ciambella gli riesce con il buco.

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