Domenica, 1 Agosto 2021
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Il Lecce fallisce il test da big. E il Brescia vola via

I salentini giocano solo 30 minuti. Clamorosa doppia traversa di Giuliatto, poi il Tir. Poi Cosmi cambia tattica e le "rondinelle" prendono in pugno la partita, segnando con Santacroce e Possanzini

(foto LeccePrima)

Il Pisa, che ad inizio stagione sembrava l'armata Brancaleone, avanza come un blindato spianando i terreni insidiosi della B: calcio champagne in terra toscana. Il Bologna non si ferma più. Il Chievo continua a recuperare posizioni. L'Albinoleffe se n'esce pulito con un punto dalla battaglia in terra irpina. Il morale sotto i tacchi è tutto per la squadra del tacco d'Italia. Il condottiero Serse non sbaglia un colpo. E' questo il bello di Cosmi. Parte da vanaglorioso e finisce in umiltà. Azzeccando la carta vincente quando blocca le fonti di gioco del Lecce, per la verità a volte approssimative, e soprattutto nella ripresa, riuscendo ad imprimere il proprio "marchio di fabbrica" sulla gara. Se le "rondinelle" volano in alto da quando è iniziata la stagione, ci sarà pure un perché.

Il sabato leccese è un pastone tormentano di cieli cupi e gelida tramontana. Fra i giallorossi manca Zanchetta, a prendere freddo al suo posto Giuseppe Vives, che però non sarà mai del tutto soddisfacente. Torna anche Diamoutene, e sarà fra i maggiori "imputati" del capitombolo ex aequo con i compagni di reparto Polenghi e Cottafava. Le nuvole minacciano pioggia, ma scenderanno di tanto in tanto solo sporadiche gocce. A fare acqua da tutte le parti, ci pensa la difesa salentina, a tratti imbarazzante. Il Brescia, d'altro canto, ci mette un po' del suo nell'agevolare i padroni di casa e si presenta al "Via del Mare" con tre punte. Si offrono così spazi alla manovra a centrocampo del Lecce. Il quale arranca nel primo quarto d'ora, ma poi, lentamente, prende in mano la partita, inizia a crescere e a maturare sicurezza, trovando varchi e passando in vantaggio meritatamente. E qui Cosmi capisce che "tridente" non sempre fa rima con "vincente". Richiama Feczesic in panchina e dà manforte alla linea mediana con l'inserimento di Zambrella. Da quel momento, regnerà più ordine. Mentre il Lecce inizierà il suo rapido declino, culminato in un secondo tempo votato allo scompiglio, un mix di lanci lunghi (sbagliati) e passaggi corti (idem) in cui il Brescia apparirà in alcuni momenti gigantesco per quantità e qualità.

Fra le sorprese, Giuliatto, che torna a cavalcare la fascia sinistra. Ariatti si sposta così nella zona centrale, lasciando la destra ad un Angelo senza le ali. Spento il fluidificante, non meno appassito Abbruscato. Per fortuna che questa volta il Tir ha le ruote gonfie e mordente a volontà. E' però il Brescia a pigiare sull'acceleratore. Nella primissima parte chiude il Lecce nella sua metà campo, guadagna angoli e per poco non passa con una pastrocchio firmato Cottafava-Rosati. Non è neanche il 10' minuto, su un cross senza troppe pretese dalla sponda bresciana il portiere giallorosso esce, ma forse non chiama la palla. Il centrale difensivo ci mette così la testa e lo scavalca. La sfera termina di un soffio al lato. Autorete sfiorata, gol mancato. Al 17' Giuliatto s'incarica del tiro di una punizione dal vertice sinistro della porta difesa da Viviano. Che si aspetta un cross e piazza una barriera sfoltita. Il laterale leccese, però, fa scoccare un sinistro liftato che si stampa sotto la traversa, rimbalza per terra, sfiora il portiere e ritocca la traversa quando questi ci mette una mano per tentare di rimediare. Il clamoroso doppio legno sveglia i salentini dal torpore, che tre minuti più tardi "rischiano" di passare in vantaggio con un autogol di Dallamano: il suo tocco di testa su corner del Lecce si trasforma in un'insidiosa fiondata al contrario sulla quale Viviano deve metterci riflessi felini. Ancora angolo, ancora un pericolo: Polenghi svetta di testa da posizione centrale, ma colpisce con la tempia e la palla schizza a lato.

E' il momento migliore dei giallorossi, suggellato dal gol di Tiribocchi. Dall'ennesimo angolo (24') Diamoutene schiaccia di testa a colpo sicuro, Viviano si distende e devia corto, da dietro sbuca il Tir come un predatore che insacca. Per rivedere il Brescia, bisogna attendere il finale. E saranno dolori. Al 40' il pallone schizza come una saponetta in mezzo ai difensori leccesi, che si ostacolano fra loro, e termina sulle gambe di Zambelli, il quale non ci crede fino in fondo e da ottima posizione calcia in curva Sud. Solo tre minuti dopo una nuova dormita colossale della retroguardia permette agli ospiti di pareggiare: calcio di punizione di Lima, Santacroce emerge in tuffo di testa in mezzo alle statuine giallorosse, il pallone impatta sulla base del palo e schizza in porta.


Nel secondo tempo, ad uscire dagli spogliatoi sembra essere solo il Brescia. Carico, volitivo, energico, dopo un momento di sostanziale equilibrio in campo, inizia a scaldare le polveri. Il preludio del gol è nella cannonata al volo di Bazzani al 16', che non lascia scampo a Rosati. Ma la posizione di fuorigioco è innegabile. Al 20', però, un'altra pennichella collettiva della difesa leccese apre le porte del paradiso a Possanzini, che raccoglie un traversone dal fondo partito direttamente da un rinvio di Viviano, spezza la linea difensiva e si ritrova a tu per tu con Rosati in uscita disperata. Ostacolo aggirato, palla in fondo al sacco. Papadopulo richiama Vives e mette Valdes. Il Brescia però continua ad avere le spalle più grosse e al 28' Bazzani, smarcato in piena area da Possanzini, mette clamorosamente al lato un pallone che sarebbe bastato appoggiare centralmente. Il Lecce scompare del tutto e gli affondi confusi alla porta bresciana hanno il sapore amaro della frustrazione. Per il Lecce è crollo verticale. Nel gioco e in classifica. Fallito il primo test da "big". Fallite le opportunità del doppio turno casalingo. E a Rimini dovrà fare a meno anche di Polenghi, Ariatti e Tiribocchi, diffidati e quest'oggi ammoniti.

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