Sabato, 31 Luglio 2021
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Il Lecce si vede solo nella ripresa: 3 a1 sul Ravenna

Prestazione mediocre nel primo tempo, secondi 45 minuti decisamente migliori. Apre Chianese su rigore, poi rimediano Tiribocchi e Diamoutene. Nel finale autorete di Fasano su incursione di Vives

Diamoutene festeggiato dopo il gol (foto di LeccePrima)

Il Lecce racchiude la sua intera prestazione con il Ravenna in un fazzoletto temporale di 45 minuti. Quelli della ripresa. Tutto il primo tempo è una miscela nociva di sbadigli e fischi che rimarcano impietosamente, da spalti semivuoti e calati in un'atmosfera di surreale silenzio, scivoloni e colossali amnesie in campo. In tutte le curve italiane si celebra lo sciopero del tifo, dopo i noti fatti che hanno condotto alla morte del laziale Gabriele Sandri. Ma non è ovviamente l'assenza di incitamento la matrice di una possibile disfatta, per quanto non sia mai piacevole giocare nel deserto. Ed è vero anche che le ombre si diradano in un secondo tempo disputato con maggiore risolutezza. Ma, di fronte ad un avversario di caratura tutto sommato modesta, e nonostante ora in classifica sia ben lanciata, la squadra mostra ancora preoccupanti falle nella capacità di gestire la manovra, meccanismi contorti che s'inceppano come in un orologio di marca, ma con le rotelle un po' sfasate.

Si parte con un minuto di silenzio ed il lutto al braccio per la morte in Afghanistan del maresciallo Daniele Paladini (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4853 ). Gli ingranaggi non collimano e per 45, lunghissimi minuti di tormento si assiste alle incomprensioni reciproche di Abbruscato e Tiribocchi, ma soprattutto ad un evidente distacco fra centrocampo ed attacco. Non c'è collante e le giocate rasentano la più banale prevedibilità. Finisce che il Ravenna prenda coscienza che qualcosa si può fare, e così sarà. Anche perché davanti a Rosati c'è una difesa che traballa pericolosamente. Diamoutene si riscatterà con il gol del raddoppio. E' un ragazzo di cuore e carattere. Ma se il Lecce non segna per colpa di un centrocampo insipido e di un attacco inesistente, passa in svantaggio per un clamoroso liscio del maliano, secondo di fila nel giro di pochi minuti, che obbliga il portiere giallorosso all'intervento in extremis sulle gambe di Chianese. La moviola non chiarisce del tutto il contatto, sta di fatto che l'indisponente arbitro Pinzani di Empoli, coadiuvato da un paio di guardalinee altrettanto mediocri, concede il rigore.

E' il 27esimo minuto, il Lecce non ha ancora mai tirato in porta, il Ravenna neanche. Dal dischetto lo stesso Chianese che spiazza inesorabilmente Rosati. La risposta giallorossa è tutta in una punizione dal limite di Vives, chiamato a fare il vice-Zanchetta, di dieci minuti più tardi. La parabola è perfetta e mira sotto l'incrocio alla sinistra di Pardini, ma impatta sulla traversa. Nel frattempo è entrato Valdes per Giuliatto. Papadopulo si gioca la carta tridente tanto invocata da parte del pubblico. Ma è già ora di rientrare negli spogliatoi e fare quattro chiacchiere con la squadra. Così proprio non va.

Quale tono di voce e colorite sfumature toscane abbia usato il mister, non è dato sapere. Certo è che il Lecce del secondo tempo inizia a macinare un po' di gioco vero. E' proprio un'altra squadra e già dopo 5 minuti arriva il pareggio. Munari trova un passaggio filtrante dal centro che taglia la difesa ravennate e raggiunge il Tir, che, potendosi giocare la prima palla decente della gara, decide a scanso di equivoci di non sbagliare. Si sa mai che non ne arrivino più. La progressione è micidiale, il suo sinistro rasoterra su Pardini in uscita da manuale. Uno a uno. In realtà, il Tir avrà un'altra occasione nitida dieci minuti dopo. Stessa posizione, questa volta però con aggancio su un lancio lungo che proviene dalle retrovie, stessa progressione, tiro molto simile. Ma Pardini ha già imparato la lezione e questa volta chiude lo specchio avvinghiandosi sulla sfera. Il Lecce è imbufalito e continua a battere il piede sull'acceleratore, con un Ravenna sempre più frastornato e che in difesa non è proprio un colosso.

Quando, a seguito degli sviluppi di un corner, Valdes al 20' spara dritto verso l'angolo destro, Pardini si allunga, intercetta, ma non blocca. La sfera finisce così per danzare al centro dell'area, dove Diamoutene, che di solito si spinge in avanti per colpire di testa, questa volta ci prova di piede, di prepotenza, anticipando pure i compagni. E gli riesce tutto bene, perché il pallone passa la riga e il difensore africano può sollevare le mani al cielo e levarsi di dosso tutti gli sconforti di un match che sembrava incanalato verso il peggio proprio per colpa sua. Il Lecce a questo punto si rilassa, mentre gli avversari si gettano a testa bassa in cerca del pareggio. Abbruscato lascia per Tulli, Esposito entra in difesa per Valdes (forse infortunato), Rosati deve respingere un tiro ravvicinato e la retroguardia in genere mettere il bastone fra le ruote al vivacissimo nuovo entrato Fofana. Nel finale, però, c'è tempo per la terza rete. Vives parte in contropiede, ma calcia centrale contro Pardini in uscita. La palla carambola però sul difensore Fasano, che ha seguito l'azione di corsa, e s'insacca in modo rocambolesco in rete. E' il 3 a 1 finale, che regala tre punti al Lecce in vista di un mese terribile. Ci sono tre trasferte, considerati anche i recuperi con Pisa e Cesena. E magari il morale sarà buono, ma le prestazioni sono ancora discontinue.

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