Scambio d’auguri, il patron Tesoro smorza le polemiche: “A ciascuno il suo ruolo”

Consueto incontro con i cronisti sportivi che seguono le sorti del Lecce. Il presidente del club, accompagnato dalla moglie e dalla figlia, ha chiesto scusa per alcuni eccessi verbali e ha sollecitato un confronto anche duro ma con onestà intellettuale

Da sinistra Elio Donno, Savino Tesoro, la moglie Maria e la figlia Giulia.

LECCE – “Anche il cielo ha pianto”. Così nel 1954 il decano dei giornalisti sportivi leccesi, Elio Donno, iniziava il suo primo articolo sul Lecce. In un giorno funestato dalla retrocessione in serie D contro i già allora detestati cugini baresi che si imposero per 0 a 3. Dopo 60 anni il cronista si è ritrovato davanti al patron Savino Tesoro a ricordare quel suo esordio nel corso del consueto scambio di auguri.

Il presidente, accompagnato dalla moglie Maria, dalla figlia Giulia, che ricopre il ruolo di vice presidente, e dallo storico addetto stampa del sodalizio, Andrea Ferrante, ha incontrato i giornalisti in un albergo cittadino. I rapporti con una parte degli addetti ai lavori è spesso caratterizzato da una certa tensione e qualche assenza lo ha dimostrato: cose di mondo, cose di pallone.

Il numero uno del club, da parte sua, si è scusato per alcuni eccessi verbali avuti nei battibecchi che spesso avvengono a caldo, nel corso di una telefonata o di un improvviso faccia a faccia, e ha rinnovato l’invito già formulato lo scorso anno a mantenere un livello del confronto scevro da personalismi e basato sull’onestà intellettuale: critiche sì, ha detto il patron, ma senza offese o insinuazioni. Attorniato dalla moglie e dalla figlia, che hanno conferito con la loro costante presenza a questa gestione societaria un tratto sicuramente più umano e dolce (notevoli sono anche le iniziative di tipo solidaristico che vedono impegnato il club giallorosso), il presidente si è mostrato sinceramente conciliante.

Per la famiglia Tesoro si tratta di una stagione cruciale e il raggiungimento della promozione in serie B può diventare un elemento discriminante per il futuro. Non perché il presidente si sia lasciato sfuggire qualcosa rispetto alla volontà o meno di continuare a reggere le sorti del calcio leccese, ma perché si fa fatica a pensare che ci possano essere le condizioni per andare avanti in caso di insuccesso: la piazza mormora da un poco, cresce il malumore nei confronti del tecnico Lerda, ma l’impressione è che si voglia evitare di precipitare nel tunnel degli umori, come più volte è accaduto negli anni passati con esiti controproducenti.

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In fondo il Lecce viene da due sconfitte inattese e pesanti per le ripercussioni in classifica, ma prima dei rovesci aveva collezionato otto risultati utili consecutivi andando a vincere con autorevolezza anche a Benevento (quando era in testa) e a Salerno (che era ed è tuttora in testa). La rosa appare competitiva, sebbene il rendimento altalenante di alcuni elementi possa suggerire operazioni in entrata e in uscita durante il mercato di gennaio: l’organico va un poco sfoltito dal punto di vista qualitativo, rifinito invece da quello qualitativo. Ma l'unica cosa che conta, adesso, è tornare a vincere per regalare ai tifosi giallorossi un Natale di autentica speranza nell'impresa della promozioen diretta.

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