Il Lecce a San Siro prova a rovinare il Natale dell'Inter

Per l'ultima partita del 2011, i giallorossi di scena al Meazza. Rientra Tomovic, probabile l'adozione del modulo 3-5-2. Ballottaggio tra gli attaccanti: Corvia potrebbe giocare dal primo minuto. Pazzini farà coppia con Milito

Lo stadio Meazza

LECCE - Se fosse per Serse Cosmi, il panettone lo servirebbe pieno di amarezze ad una squadra, l'Inter, che di suo ha una straordinaria capacità nel complicarsi la vita. C'è riuscita anche nella prima parte di questa stagione. Ma questa sera, a San Siro, il tecnico perugino si limiterà a ruggire in panchina, mentre in campo si affronteranno due squadre completamente differenti, non solo per blasone e caratura dell'organico, ma anche per motivazioni e congiuntura astrale. 

L'Inter viene da due vittorie consecutive e non vorrà smentire il vecchio adagio, anche perchè rispetto alle aspettative la classifica è così deficitaria che mancare i tre punti siginificherebbe ripiombare in uno stato di crisi psicologica permanente per la quale Ranieri non ha ancora trovato la cura giusta. Il Lecce ha collezionato un solo punto nelle ultime cinque uscite ma il pareggio di Parma, per come è maturato, potrebbe aver innescato i prodromi di un cedimento mentale che condurrebbe direttamente in B molto prima della fine del campionato. Del resto, nelle dichiarazioni di rito dei calciatori, iniziano ad affiorare concetti piuttosto inquietanti, per quanto realistici: "crederci fino alla fine", "abbiamo il dovere di provarci", sono espressioni che lasciano intravedere un certo scetticismo. E non va assolutamente bene.

Ecco, se c'è un rischio nel match di questa sera - ore 20.45 -, è che il Lecce si arrenda alla sua condizione di ultimo in classifica prima ancora che alla superiorità degli avversari. E che si accontenti di non sfigurare per non rovinarsi troppo la settimana di stop prima della ripresa degli allenamenti nel Salento. Di certo non abbassa la guardia Claudio Ranieri, che ha invitato i suoi a non sottovalutare gli avversari che - ha fatto notare - su otto trasferte sono usciti imbattuti quattro volte. Quanto basta per destare un minimo di sospetto. 

Cosmi partirà da Petrachi, ma nemmeno il portierino salentino se la passa bene dal punto di vista fisico, tanto che ha dovuto raggiungere la squadra in ritiro a Piacenza, non essendo stato inizialmente convocato. Per la difesa, l'indisponibilità di Carrozzieri ed Esposito - uno per squalifica, l'altro per infortunio - costringerà Tomovic, al rientro, a stringere i denti dopo una settimana di stop. Probabile, ma è solo un'ipotesi, che resti a riposo almeno uno tra Olivera e Di Michele: la fragilità fisica di entrambi, reduci da lunghi infortuni, potrebbe indurre il tecnico a razionarne l'utilizzo anche perchè con il nuovo anno il Lecce si giocherà tutte le residue chanches, con l'auspicio che ad alimentarle ci siano anche due o tre rinforzi, così necessari che Cosmi ha detto che per rendersene conto basta essere "conoscitori di calcio".  Ma il turno di riposo potrebbe capitare anche a Muriel, che ancora non ha i novanta minuti nelle gambe. Per queste ragioni, Corvia si candida per una maglia da titolare.

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Tirate le somme, la formazione potrebbe essere questa: Petrachi, Tomovic, Ferrario e Oddo; Brivio, Obodo, Giacomazzi, Grossmuller e Cuadrado; Corvia e Di Michele. Probabile che Cosmi confermi il 3-5-2 disposto nel secondo tempo di Parma, con l'avanzamento del laterale mancino per cercare quella strategica superiorità a metà campo che può essere risolutiva per alleggerire una pressione che si annuncia costante. Ranieri farà a meno di Stankovic ma il repertorio di giocatori di assoluto livello è così assortito che l'assenza del serbo non sposta di una virgola gli equilibri in campo. Davanti ci saranno Pazzini e Milito, l'argentino è dato sulla via della redenzione completa. Magari aspettasse un giro per dimostrarlo.

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