Sabato, 24 Luglio 2021
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Intervista. Tra attese di mercato e certezze, il primo bilancio di Moriero

Al termine del ritiro nelle Marche, il tecnico del Lecce chiude definitivamente il caso legato alla fascia di capitano e fa il punto della campagna acquisti, in pieno svolgimento: "La società sta lavorando bene, arriveranno ancora diversi giocatori"

VILLAGRANDE DI MONTECOPIOLO (Pesaro - Urbino) La prima regola: “Chi non si sente parte del gruppo deve uscirne”. Francesco Moriero, poche ore prima dell’amichevole con la Cagliese che ha chiuso il ritiro del Lecce a Villagrande di Montecopiolo, ha tracciato un bilancio delle prime settimane alla guida della squadra giallorossa. Insieme ai suoi collaboratori - che coinvolge pienamente nell’organizzazione degli allenamenti - ha spremuto Miccoli e compagni al ritmo di due sedute al giorno (salvo rare eccezioni), cercando al contempo di piantare ben saldi nella testa dei calciatori un paio di concetti: la dedizione al lavoro e l’azzeramento di ogni forma di autocelebrazione.

Fascia di capitano: “Miccoli è entrato in punta di piedi”.

“Non si vive di passato. Se così fosse, io potrei vivere di rendita. Certo, l’esperienza conta, ma io non guardo mai al nome o all’età, tratto tutti allo stesso modo. Per me contano la capacità di mettersi in discussione, la voglia di correre”. Ecco dunque perché il tecnico del Lecce ha affidato la fascia di capitano a Miccoli, compiendo così una scelta che ha sancito la rottura con Giacomazzi e aperto una discussione all’interno della tifoseria: “Fabrizio mi ha sorpreso perché è entrato in punta di piedi nel gruppo. Lui si gioca tantissimo in questa stagione. Non sono un dittatore, ho preso quella decisione di concerto con il mio staff. Una volta che l’allenatore prende una decisione la si deve accettare, non si può parlare di mancato rispetto. Capiterà che anche Miccoli dovrà sedere in panchina. Non voglio polemiche alla prima occasione, altrimenti non si va da nessuna parte”.

Mercato: “Società sta lavorando bene, ma siamo incompleti”.

L’allenatore leccese, confortato dalla campagna acquisti condotta fino ad oggi dal direttore sportivo, Antonio Tesoro si è detto fiducioso del fatto che l’organico verrà adeguatamente completato: “E’ solo una questione di tempo, mancano ancora molti elementi. In attacco cercheremo la ciliegina sulla torta, ma ci vogliono rinforzi in tutti i reparti”. Intanto ha già a disposizione gli attaccanti Beretta e Zigoni, “delle prime scelte che si sono ben comportate lo scorso anno”, Bellazzini, “uno dei migliori esterni dell’ultima serie B”, Vinetot e Bencivenga per il reparto arretrato. Volti nuovi che con Bogliacino, Miccoli, Martinez e Diniz formano una spina dorsale sufficientemente esperta, alla quale si aggiungono giovani di prospettiva, come Tundo, Rosafio, Luperto, Bleve e Falcone.

Per il tecnico una scommessa importante.

Il campionato che il Lecce si troverà ad affrontare, Moriero lo conosce bene, anche se non era nei suoi piani tornare a sedere su una panchina di Prima divisione (dopo Lanciano e Crotone): “Io volevo allenare in serie B e avevo già ricevuto richieste da tre club di Lega Pro, ma il richiamo del Lecce è stato più forte di ogni valutazione. Anche quando giocavo il mio sogno è sempre stato quello di tornare a casa, sono consapevole di poter dare qualcosa in più nella mia città ed aiutare questa società a tornare ad essere quello che era fino a poco tempo addietro. Gli ultimi due anni sono stati terribili”.

allenamento 31 lug-3L’ex tornante di Lecce, Roma, Cagliari, Inter e Napoli sa quanto la prossima stagione potrà essere determinante per il prosieguo della carriera, ma non sembra vivere l’attesa con ansia: “Posso assicurare che darò sempre il 120 per cento e che tutti i calciatori suderanno per la maglia che devono onorare. Non dico che vinceremo tutte le partite perché non sarà così, ma ci sarà sempre il massimo impegno”.

Per quanto riguarda l’insidia rappresentata dal fatto di giocare in casa, in un contesto che conosce bene sin da quando era ragazzino, Moriero appare sicuro: “Non nascondo che mi piace vivere la città, sentire l’umore della gente e del resto è stato sempre così, dovunque sia andato. Vivo di entusiasmo e voglio che sia così anche per i calciatori. Ma so staccare”, ha aggiunto, facendo intendere di sapere bene come erigere una cortina di riservatezza a tutela della propria professionalità e de ruolo che gli è stato affidato.

Il progetto: “Una squadra organizzata che corra molto”.

Moriero sta cercando di forgiare una squadra unita nello spogliatoio e umile: “Questo è un campionato particolare, non mancheranno momenti difficili e nessuno dovrà pensare all’obiettivo personale”. Il suo Lecce dovrà essere abituato all’intensità per tutta la stagione e per raggiungere la condizione adeguata a sostenere questo obiettivo non mancheranno carichi di lavoro importanti anche durante la settimana tipo: “Voglio una squadra organizzata, che corra molto, in cui tutti sappiano cosa fare in ogni momento della gara. Cercheremo di imporre sempre il nostro ritmo e di fare la partita, senza mai essere speculari rispetto agli avversari”.

LECCE-CAGLIESE 6 A 0. LEGGI IL COMMENTO

Dando, infine un rapido sguardo alle altre compagni dei girone B, l’allenatore del Lecce vede un ventaglio piuttosto ampio di squadre pronte a contendersi la vittoria finale. La formula introdotta quest’anno, con i play-off a nove, costituisce d’altra parte un incentivo alla battaglia senza quartiere: “Non ci solo Benevento e Salernitana, ma anche Perugia, Pisa, Ascoli, Grosseto. Noi dovremo essere bravi a far pesare, soprattutto in casa, il peso della nostra storia, ma in questo momento bisogna ragionare da Lega Pro”.

Domenica prossima, intanto, si inizia a fare sul serio – con il primo impegno ufficiale contro il Santhià -, anche se il tecnico posticipa mentalmente l’inizio dei veri giochi: “Onoreremo la Coppa Italia, siamo il Lecce e giochiamo sempre per fare bene ma l’obiettivo è arrivare in buona condizione e con la squadra a posto per l’inizio del campionato, il primo settembre.

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