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Ironman Lanzarote, uno straordinario Leonardo Beccarisi compie l'impresa

L'atleta di Galatina taglia il traguardo di quello che è considerato l'Ironman più duro al mondo, in meno di tredici ore

LECCE – El màs duro del mundo. E’ una delle gare più difficili al mondo, tanto da meritarsi l’appellativo dell’Ironman più duro che esista. Quella di Lanzarote, organizzato dal Club La Santa, con partenza e arrivo da Puerto del Carmen, è una delle gare di triathlon più faticose da affrontare, in cui gli atleti devono fare i conti (oltre che con quasi quattro chilometri di nuoto, i 180 di bici e i 42 di corsa) con le difficoltà del percorso e le condizioni climatiche proibitive. Lanzarote è l'isola più nord-orientale dell'arcipelago spagnolo delle Canarie (e deve il suo nome a Lanzerotto Malocello, il navigatore genovese che per primo la scoprì nel 1312), spazzata da forte venti che mitigano, solo in parte, le alte temperature. Ogni anno l’isola accoglie i triatleti provenienti da tutto il mondo che misurano le proprie capacità in quello che è definito l’Ironman più duro al mondo, con una frazione di nuoto tra le acque insidiose dell’oceano, una frazione di bici durissima con salite “spezza gambe” e discese mozzafiato (oltre 2500 metri di ascesa), e una maratona che prosciuga ogni energia rimasta.

A rappresentare il Salento nell’inferno di Lanzarote, Leonardo Beccarisi, atleta di Galatina che a suon di gare e prestazioni, si sta imponendo all’attenzione degli appassionati di questo bellissimo sport. Una sfida preparata con centinaia di ore di allenamento, migliaia di chilometri percorsi, sacrifici, fatica e sudore, sempre affrontati però con il sorriso sulle labbra, marchio di fabbrica di un ragazzo tanto umile quanto talentuoso. Le strade del Salento il suo campo di allenamento, affrontando il vento che caratterizza questa terra e gli scenari incantati lungo la costa, fino al giro di boa di Santa Maria di Leuca con il suo “de finibus terrae”.

Nelle Canarie Beccarisi, atleta della Msl triathlon, ha portato onore e gloria alla sua squadra e alla sua terra, chiudendo la gara in 12 ore, 51 minuti e 7 secondi (1.12 la frazione Leo2-2di nuoto, 6.38 la frazione di bici e 4.46 quella di corsa), 166esimo nella sua categoria (in gara ci sono anche atleti professionisti).

“Ho sempre sentito parlare di Lanzarote – il commento dell’atleta di Galatina – e del suo Ironman considerato il più duro al mondo. Quest'isola mi ha strappato l'anima, dimostrando tutta la sua potenza con le interminabili salite flagellate dal forte vento”. “La natura non la puoi combattere – spiega Beccarisi – allora stai lì ad assecondarla e a risparmiare ogni singola energia a testa bassa, mettendo a frutto tutti i tuoi allenamenti trascorsi a testa bassa senza farsi piegare dal vento, perché tu sei lì per portare a casa una medaglia che non è il simbolo di essere diventato un Ironman, ma di essere stato partecipe di un'impresa, e ancora oggi non mi sembra vero di esserci riuscito”. Ad attenderlo al traguardo, oltre alla meritata medaglia e il titolo di “finisher”, Federica, compagna nella vita e nello sport, perché le grandi sfide e le grandi imprese si affrontano con chi crede in te e in ciò che fai, condivide i tuoi sogni e ti regala la forza per trasformarli in realtà. 

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