Lapadula aspetta Babacar: "Mi sento in colpa, dovevamo tutti aiutarlo di più"

Dopo aver scontato la squalifica, l'attaccante si candida per una maglia da titolare, sabato a Brescia. E commenta il post col quale il senegalese si è scusato per la prestazione deludente contro il Genoa, fischiata da gran parte dei tifosi

Lapadula contro il Cagliari.

LECCE – Dopo quindici giornate di campionato, Gianluca Lapadula è sicuramente tra i calciatori del Lecce dal miglior rendimento e col passare delle partite l'attaccante si sta ritagliando un ruolo da leader oltre che da generoso uomo squadra.

Quando un calciatore sta bene, del resto, lo si comprende anche dalle parole che usa davanti ai microfoni, come accaduto oggi in riferimento alle scuse affidate ai social da Babacar per la negativa prestazione contro il Genoa, accompagnata dai sonori fischi di gran parte del pubblico presente: “È un calciatore che stimo tantissimo, ho un ottimo rapporto con lui. Mi dispiace per quel post perché mi sento anche io in colpa, da compagno di squadra: forse dovevamo tutti dargli di più una mano. Si allena con grande voglia, è disponibile, è umile e tornerà forte”.

Scontate le due giornate di squalifica per il confronto troppo ravvicinato con il portiere del Cagliari, Olsen, Lapadula è pronto a riprendere il percorso interrotto dall’intervento del giudice sportivo: finora ha disputato, in tutto o in parte, dieci partita segnando quattro gol: “Sin dal mio arrivo - ha ricordato ai cronisti - ho detto che per rendere al massimo dovevo allenarmi con continuità. A distanza di pochi mesi devo dire che i ragazzi hanno fatto la differenza, m’hanno accolto a braccia aperte, sono stato seguito in tutto dallo staff tecnico, tifosi e società mi hanno messo in condizione di lavorare al meglio. Non me lo immaginavo che sarebbe andata così, ma ci speravo. Ora spero di togliermi altre soddisfazioni. In carriera non mi sono mai posto degli obiettivi in fatto di marcature, l’unica cosa che promettevo a me stesso era di scendere in campo con questo atteggiamento. Non mi sono mai sentito così bene a questo punto della stagione".

Sollecitato sull’episodio che aveva portato alla sua espulsione, l’attaccante ha commentato con diplomazia: “Dalle immagini si capisce che io non avessi alcuna intenzione di colpirlo, nemmeno dopo aver preso una spallata e una manata, ma le decisioni le prendono gli uomini e bisogna accettarle”. Scontata la pena, ora scalpita per rientrare in campo, ma è pur vero che il Lecce durante la sua assenza forzata ha collezionato quattro punti. Lapadula, dopo aver riconosciuto che almeno contro il Genoa avrebbe voluto giocare – contro la squadra in cui ha patito tanto negli ultimi due anni -, ha commentato: “È la nostra forza quella del gruppo, c’è un bel clima nello spogliatoio. È chiaro che poi tocca al mister prendere le decisioni, noi dobbiamo impegnarci per metterlo in difficoltà nelle scelte”.

Archiviata la squalifica è tempo dunque di ricominciare. Sabato a Brescia il Lecce si gioca tanto, ma la rondinelle ancora di più, avendo quattro punti di ritardo sui giallorossi. La vittoria a Ferrara contro la Spal è coincisa con il ritorno in panchina di Eugenio Corini, dopo tre gare affidate alla gestione di Fabio Grosso, e in casa bresciana si prepara una chiamata alle armi. Da questo punto di vista un calciatore esperto come Lapadula non può essere allarmato: “Ci sarà un ambiente caldo, ma non ci dobbiamo preoccupare se non del nostro approccio alla partita”, ha detto con riferimento alle partenze spesso stentate della squadra giallorossa. Tra gli avversari potrebbe ritrovare Donnarumma, capocannoniere lo scorso anno in serie B e sua vecchia conoscenza: “Alfredo non ha bisogno di presentazioni. È un attaccante molto furbo. Mi farebbe piacere giocarci contro”.

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