Lapadula spiega l'azione del 2 a 1 al Napoli: "Lo chiamo l'effetto Liverani"

Salito a quota sette centri, l'attaccante intravede la doppia cifra ma mette in guardia sui rischi legati al match contro la Spal: "Per loro la partita della vita, non molleranno di un centimetro"

Lapadula abbracciato da Falco dopo il secondo gol.

ACAYA (Vernole) – Ad un passo dal suo record di marcature in serie A, Gianluca Lapadula intravede il traguardo della doppia cifra con la maglia del Lecce. I due gol realizzati nella vittoriosa trasferta di Napoli, terminata con il punteggio di 3 a 2 per i salentini, lo hanno portato a quota sette marcature, dove si trova anche Marco Mancosu. Un testa a testa a suo modo curioso, quello in casa giallorossa, considerando la differenza di ruolo, ma il centrocampista sardo ha messo a segno quattro rigori, al contrario dell’attaccante che ne ha realizzati due.

Il calciatore prelevato in estate dal Genoa ha rivissuto in conferenza stampa le sensazioni provate al San Paolo: “Sapevamo che loro sarebbero partiti forti, ma anche che se avessimo retto alla pressione della prima mezzora rimanendo compatti le cose sarebbero potute andare meglio. Per come sembrava mettersi la partita il nostro vantaggio li ha colti di sorpresa, mentre noi abbiamo trovato fiducia e consapevolezza”.

Lapadula ha poi ripercorso l’azione del secondo gol del Lecce, partita con un rilancio di Rossettini che l’attaccante ha addomesticato dando poi il via una manovra corale tessuta con un fraseggio di ottima fattura: “Io lo chiamo effetto Liverani. Non è certo una giocata improvvisata, ma il risultato di ciò che proviamo e riproviamo in allenamento. Il mister ci chiede di assumerci dei rischi, vuole che giochiamo con personalità”.  

L’attaccante si è detto convinto che nel processo di crescita dimostrato dalla squadra, un passaggio importante sia stata la netta sconfitta di Verona, vista col senno del poi come la classica molla che ha fatto scattare una reazione. Sollecitato su un giudizio sull’apporto di Saponara, Lapadula ha aggiunto: “Lui è bello anche da vedere. Non ho ben capito cosa gli sia capitato al Genoa, ma in campo fa la differenza. Dopo due sole partite ci ha dimostrato che con lui possiamo divertirci”.

In vista del prossimo match, quello di sabato con la Spal, Lapadula ha già maturato una convinzione: “Questa partita sarà più difficile delle due contro Torino e Napoli. Loro giocheranno la gara della vita, non molleranno dei un centimetro. Da parte nostra sarà fondamentale l’approccio alla partita”.

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Per l’attaccante dalla doppia nazionalità, italiana e peruviana, l’esperienza leccese si sta rivelando quella della rinascita, ma è molto improbabile che la sua rinascita continui nel Salento: il suo cartellino è di proprietà del Genoa, che paga anche una parte del suo ingaggio, e il valore dell’opzione del riscatto sembra oggi fuori dalla portata del club salentino. L’ipotesi dell’addio però oggi è lontana dalla testa del calciatore: “Fino all’ultimo secondo mi batterò per centrare il nostro obiettivo. Quando ho firmato con il Lecce sapevo che avrei potuto fare concorrenza al club rossoblu, ma dal primo giorno qui ho ricevuto il supporto necessario e mi sono sentito al centro di un progetto. Questa è la mia quarta stagione in serie A, la seconda nella quale sono riuscito a fare il ritiro lavorando come si deve, ma la volta precedente, col Genoa, ero stato messo fuori squadra”.

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