Liverani e la serie A: "Punto su gruppo e giusta alchimia per colmare il gap"

Per il tecnico è l'unica ricetta davanti alle grandi rose avversarie. Sul mercato: tre o quattro altri giocatori. Fra le voci, quelle su Yilmaz. "Ma non è l'unica scelta"

LECCE – Fabio Liverani, due promozioni di fila sul campo, un anno in più d’esperienza come allenatore e la voglia di cominciare l’incredibile avventura della serie A puntando sulle armi dell’entusiasmo e del lavoro, e, soprattutto, mantenendo i piedi ben saldi per terra. Il divario di tasso tecnico con altre formazioni è troppo alto per suggerire qualcosa in più della salvezza e questo concetto riemergerà spesso nel corso del suo passaggio in sala stampa, questa mattina, al “Via del Mare”.

Prima di tutto, c’è la passione del popolo giallorosso, che sta rispondendo alla grande all’appello per il tesseramento. “Non avevo dubbi sull’entusiasmo che si respira in città e nell’ambiente giallorosso, che si sta riversando sugli abbonamenti e sul voler essere partecipi”, dice il tecnico, che ricorda il percorso straordinario fatto fino a oggi per arrivare a confrontarsi, faccia a faccia, con armate come la Juventus. Ma per giungere puntuali all’appuntamento contro formazioni in apparenza impossibili da scalfire, una piccola realtà che si riaffaccia su questo palcoscenico stellare ha bisogno di coesione e spirito di gruppo. E il ritiro, da questo punto di vista, è fondamentale.

Il rito come un parto: è la nascita di tutto

Liverani usa la metafora del parto, a tale proposito: “Il ritiro è come quando nasce un bambino. E’ la partenza, la nascita di qualcosa. Si intraprende un percorso difficile e va creata l’alchimia giusta. Al di là delle idee tecnico-tattiche, in queste due stagioni per noi è stato fondamentale il gruppo”. E lo sarà ancora “per colmare differenze tecniche abissali”. “Con alcune squadre si potrà giocare alla pari, ma con tante, ci sarà un grande gap. E allora, credo che l’organizzazione sia ciò che possa darti piccole speranze in più per arrivare alla fine del campionato a un obiettivo che potrebbe essere la salvezza”.

Importante è, ovviamente, puntellare la formazione. Per ora sono arrivati Rossettini, Lapadula, Vera, Benzar. Altri nomi rimpolperanno, più o meno a breve, l’ossatura della rosa. Circa i nuovi acquisti, Liverani spiega: “A livello tecnico li abbiamo scelti perché riteniamo che possano essere utili sul campo. Ci sarà modo di conoscersi meglio, cercare di esaltare le qualità e nascondere i difetti. Speriamo di riuscirci al più presto”. Già, perché vi saranno tre settimane piene di ritiro, con il campionato già dietro l’angolo.

Mercato: mancano tre o quattro pedine

“Sulla definizione della rosa ci troviamo d’accordo con il direttore e la proprietà. Ci confrontiamo spesso e sule direttive e le stiamo seguendo come l’anno scorso”, prosegue Liverani, sul fronte degli innesti. “Purtroppo, è difficile stare nelle tempistiche, sul mercato. L’importante è raggiungere gli obiettivi. Come ogni allenatore vorrei avere  tutti i giocatori all’inizio della preparazione, ma questo sappiamo che è quasi impossibile. L’importante è che alla fine del mercato la rosa sia al completo per come ce la siamo immaginata”.

Su Lapadula, scelto dai salentini per fiuto del gol, duttilità e voglia di riscatto, il tecnico spiega: “Può giocare da prima o da seconda punta, credo che non abbia nessun problema. O almeno, negli anni ha giocato in più moduli”. Questo, introducendo anche un aspetto tattico: si partirà dalla certezze attuali, il 4-3-1-2. “E, a conclusione della rosa definitiva, adotteremo anche uno schema che possa essere alternativo”.

Dunque, mancano ancora delle pedine per completare la rosa, ma il Lecce ci sta lavorando, rassicura il tecnico: sono attese almeno tre o quattro altre entrate. “Vediamo anche le possibilità. La squadra è a buon punto, manca qualcosa, ma non c’è fretta di concludere entro il 15 luglio”. Uno degli obiettivi resta l’attaccante turco del Besiktas, Burak Yilmaz. “Fa parte dei tanti nomi che leggo, è una possibilità, sì; se sarà così, è ben accetto – si schermisce -, sennò avremo delle alternative. Non possiamo avere un’idea sola”.

"Arrivare alla fine lottando per qualcosa"

Sul salto di categoria, Liverani non si nasconde: “Non potevo prevedere una cosa così veloce. Ma faccio questo lavoro con passione. Dentro di me c’è sempre quella fiammella che mi porta ad alzare l’obiettivo. Poi ci sono le potenzialità e aspetti oggettivi, nei due anni trascorsi, la qualità della rosa. Certo, in questa categoria diventa tutto più difficile. C’è un grandissimo divario fra le rose,  a differenza della serie B, non ci sarà mai una squadra che possa andare tanto oltre non avendo una rosa adeguata per costi differenti”. “Il lavoro ci dirà se siamo stati bravi o no, alla fine del percorso. Fermo restando che entusiasmo, ottimismo e positività dovranno rimanere tali pure quando arriveranno sconfitte, magari consecutive. Questo è un campionato in cui si possono prendere delle scoppole”. Insomma: sguardo dritto verso la meta, anche nei momenti bui che si devono necessariamente mettere in conto.

“Però – aggiunge Liverani – sarà fondamentale essere fra quelle quattro-cinque squadre che lotteranno per la salvezza. Come ha detto il presidente, sarà importante arrivare fino all’ultimo minuto dell’ultima partita, lottando per qualcosa. Vorrà dire che abbiamo fatto qualcosa di buono”.

E allora, ecco che sono fondamentali i calciatori, i vecchi, con cui Liverani spiega che si è instaurato una grande rapporto, e i nuovi. “Il calciatore è quello che mette in pratica le tue idee. Se non ci crede, se non vede gli obiettivi, se non vede i risultati, diventa difficile. Perché io, lo dico sempre, posso anche essere il più grande tattico del mondo, ma se poi non trovo la chiave nella testa giocatori, lo stimolo, non arriva nulla. Ci devono essere competenze tecniche, tattiche, studio, capire gli avversari e cercare di tirare il massimo dai propri giocatori, a prescindere dai moduli”.

Non si prescinde da una società solida

Sollecitato sul crollo di grandi realtà come Palermo e Foggia, poi, Liverani risponde: “La strada del Palermo era già segnata da precedenti cambi di proprietà, il problema c’era già con Zamparini. Come ho letto dalle sentenze, i bilanci non erano regolari da tempo. Sarebbe stato meglio provvedere all’inizio. Riguardo al Foggia, invece, credo sia stata una conseguenza della retrocessione. Quando si fanno impegni economici di un certo tipo e si scende, si creano delle grandi problematiche. Se si esagera troppo nello spendere le risorse, quando si sale di categoria, e si verifica l’annata storta, poi non sei più in grado di gestire una società”.

E così, inevitabile è il parallelismo con l’Unione sportiva Lecce. “L’obiettivo di questa società è fare il massimo, mantenendo una solidità: investire nelle strutture, creare un settore giovanile importante. Una società non vive solo con il risultato sportivo e non può saltare con tutti i numeri dopo una stagione negativa. Non è sostenibile nel calcio italiano”.

Un pensiero, su espressa domanda, breve ma molto sincero, Liverani lo riserva anche al tecnico del Bologna, Sinisa Mihajlovic, che ha rivelato di recente di essere affetto da leucemia: “Per me, è stato un compagno, un amico, e sono in grande difficoltà davanti queste cose. L’unica cosa che posso augurargli, di vincere anche questa battaglia. Lo farà per se stesso, per la sua famiglia, per i suoi figli”.

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