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Lecce fermato dal palo e dalla poca lucidità. La A scivola via

Con il Cesena finisce 0 a 0. Delvecchio coglie il legno nel primo tempo. Cosmi non convince: all'inizio lascia fuori Bertolacci, poi toglie Muriel per Bojinov. Decisivi i due portieri. Beretta, provocato, risponde con un gestaccio

(foto LeccePrima, tutti i diritti riservati)

LECCE - Finisce tra i fischi del pubblico, come è ovvio che sia quando una partita da vincere a tutti i costi si chiude con un pareggio che non serve a nessuno. Lo 0 a 0 di Lecce - Cesena non giova ai romagnoli, da tempo con un piede e mezzo in serie B, ma nemmeno ai giallorossi che restano a cinque punti dalla quartultima che, in virtù dei risultati della 30esima giornata, è ora la Fiorentina. 

La squadra salentina ha accusato il peso della posta in palio, palesando oltre ai soliti limiti in fase di costruzione, una dipendenza esasperata da alcuni suoi uomini le cui giornate negative diventano un ostacolo insormontabile per tutto il collettivo. Cuadrado, Muriel e Di Michele incidono solo in maniera sporadica e la loro "latitanza" si tramuta nel peggior avversario, anche se il Cesena - tutt'altro che trascendentale - rischia anche di vincere. Meno male che in porta il Lecce ha Benassi.

Il punto, questa volta, è difficilmente giustificabile come un passo verso la salvezza e di Cosmi si possono mettere in discussione un paio di scelte. La prima, la formazione di partenza: il tecnico umbro insiste con Delvecchio che, se da una parte è il più pericoloso in virtù di un palo colpito da ottima posizione, dall'altra si conferma un giocatore di quantità, connotando un centrocampo incapace - complice anche gli errori di misura nel passaggio da parte di Giacomazzi - di rifornire adeguatamente gli attaccanti. La seconda mossa che non convince affatto è la sostituzione tra Muriel e Bojinov: con Bertolacci in campo da 6 minuti, la squadra stava dimostrando un evidente cambio di passo. Ecco allora che togliere il colombiano - comunque sempre molto abile negli spazi -  sa un poco di zappa sui piedi.

L'ultima scena dal Via del Mare di questa prima domenica di aprile vede protagonista l'ex di turno, Mario Beretta, allenatore dei romagnoli. Beccato sonoramente dal pubblico mentre saluta la dozzina di tifosi bianconeri giunti fino a Lecce, risponde con un gestaccio plateale (nella foto) al momento di guadagnare gli spogliatoi dove, ai microfoni, non si pente.

Primo tempo: Il Lecce attacca, il Cesena riparte. Delvecchio coglie il palo e Antonioli d'istinto su Di Michele.

Il canovaccio della prima frazione assegna ai padroni di casa il prevedibile ruolo dell'attore protagonista. Ma la prova dell'undici salentino non è certo brillante. La prima vera occasione arriva al 15' quando Delvecchio, all'altezza del dischetto del rigore, prende la mira e manda la palla a stamparsi sul palo. Il successivo tiro di Di Michele, in diagonale, è deviato da un difensore che sfiora l'autogol. Il Cesena attende e prova a pungere con Mutu e Santana, i suoi elementi più dotati tecnicamente. Al 23' Cuadrado calcia alto una punizione dalla zona "Brivio"  e la stessa cosa farà nella ripresa. Al 28' supera in slalom due avversari, entra in area e tira di destro sul primo palo, Antonioli si salva come può. L'esterno destro colombiano è stato comunque protagonista di una prestazione piuttosto incolore, durante la quale ha faticato ad intendersi con i compagni e ha esagerato con le azioni personali. Un Cuadrado, insomma, che somiglia molto a quello della prima parte del campionato.

Dopo un paio di tiri da fuori area sui quali Benassi è attento, capita sulla testa di Malonga una palla che dovrebbe solo essere girata verso la porta per risultare letale. Fortuna del Lecce che l'attaccante dei romagnoli non trova lo specchio, angolando troppo il suo tocco. In tre minuti - tra il 40' e il 43' - i giallorossi collezionano altrettante opportunità: la prima con Tomovic che sugli sviluppi di un corner prova, senza successo, la deviazione acrobatica, la seconda - la più netta - con Di Michele che anticipa gli avversari sul cross basso di Giacomazzi ma trova l'opposizione di uno strepitoso Antonioli, la terza, infine, con Muriel che raccoglie al volo un calcio di punizione dalla trequarti di Oddo, ma la sua soluzione è alta non di molto.

Secondo tempo: L'effetto Bertolacci dura cinque minuti. Cuadrado sciupa e Benassi nega il colpaccio agli ospiti.

Cosmi riparte con la stessa formazione del primo tempo, ma già dopo 12 minuti inserisce Bertolacci per Delvecchio. La freschezza atletica e il talento del giovane mancino si fanno notare, la squadra cambia passo e dà l'impressione di poter assediare il Cesena che però, al 54', si era reso molto pericoloso con un tiro di capitan Colucci. I bianconeri si ripetono dopo cinque minuti, ma la deviazione di un difensore neutralizza in corner un tiro che Mutu scaglia fal vertice dell'area con una situazione di parità numerica. 

beretta_gesto-2Un minuto dopo un'azione tutta in velocità sull'asse Cuadrado-Muriel-Bertolacci viene disinnescata all'ultimo momento da una deviazione in calcio d'angolo. Al 63', con mezz'ora ancora da giocare, entra Bojinov per l'attaccante con il numero 24 e l'effetto Bertolacci svanisce: si allunga la distanza tra i reparti e la stanchezza inizia a farsi sentire, soprattutto per Blasi e Giacomazzi. Beretta inserisce Djokovic per Martinho e, subito dopo, Colucci si rende nuovamente pericoloso dalla distanza con un fendente che finisce fuori di mezzo metro. Al 67' il Lecce ha un'altra occasione per sbloccare il risultato: Bertolacci, con un tocco delizioso, arma il cross di Di Michele. Cuadrado, accorrente sul secondo palo, calcia al volo fuori. Al 74' secondo cambio per Beretta: dentro Rennella per Malonga.

I giallorossi, già condizionati da una certa ansia da prestazione che Cosmi temeva alla vigilia, cadono nella trappola ostruzionistica del Cesena e in pochi minuti l'arbitro Banti, che fino a quel momento aveva gestito con disinvoltura un match comunque delicato, ricorre per sei volte al cartellino: finiscono sul suo taccuino Mutu, Pudil, Tomovic, Di Michele, Djokovic e Cuadrado. Cosmi a 8 minuti dalla fine manda in campo Corvia per l'infortunato Blasi (mentre Beretta inserisce Del Nero per Santana) ed è proprio il centravanti romano, nel primo dei sei minuti di recupero, a servire a Cuadrado il match point, ma il tiro del colombiano non è dei migliori e termina al lato. Un minuto prima Benassi era stato ancora una volta reattivo su punizione di Mutu, resa ancora più pericolosa dalla deviazione della barriera. 

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