Sabato, 18 Settembre 2021
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Lecce, con la Juventus le incognite Ardito e Zanchetta

I due centrocampisti rischiano di non farcela, a causa di acciacchi, a scendere in campo domenica. Beretta costretto forse a ridisegnare completamente l'assetto. E intanto si preannuncia il pienone

Zanchetta (in abiti borghesi) esulta con i compagni dopo un gol. Dovrà restare fuori anche contro la Juve?

Quattordici punti dividono il Lecce dalla Juventus. Un abisso. Ma i salentini hanno l'obbligo morale di tentare il colpo a sorpresa. Anche perché il finale del girone d'andata si prospetta terrificante: trasferta in casa del Napoli, duello all'ultimo sangue con il Bologna, visita non certo di cortesia dalle parti di Firenze, infine sfida con il temibile Genoa. Star qui a riflettere su quanti punti si potrebbe racimolare è roba da far scoppiare la testa. Meglio prendere la vita giorno per giorno. A partire proprio da domenica. Dove su un campo che si preannuncia pesante per le piogge interminabili di questi giorni, i salentini si troveranno a tu per tu con la "Vecchia Signora" in fase di rilancio dopo un momento di sbandamento. Per l'intera settimana i giocatori in maglia giallorossa hanno puntato il dito verso Del Piero. Attenti a quello lì. Gli anni passano, ma "Pinturicchio" non invecchia mai. Sta vivendo un periodo di forma strepitoso. Ed è tornato a calciare punizioni da capogiro. Da qui, un obbligo: evitare di abbattere il nemico dal limite, se proprio non è necessario. Ma al di là di Del Piero, è tutta la Juve che gira a mille. Esprime un gioco di squadra, particolarmente votato sulle fasce, che il Lecce sarà chiamato a distruggere. Distruggere, sì, ma senza dimenticare di offendere.

A Catania mister Beretta ha tirato fuori l'ennesima novità di stagione: il 4-4-1-1. Con Giacomazzi a navigare in quella porzione di campo tra l'isolato Tiribocchi ed il resto del mondo. Un modulo che ha avuto una sua funzione, specie in fase di copertura, finché la barca ha retto. Poi, all'affondo, si è tornati al 4-4-2. Con Castillo il Lecce ha recuperato verve agonistica. Prima il pari, poi diverse occasioni sprecate. Male, avrebbero urlato tutti, se non fosse che dopo aver chiuso un mini-ciclo da gettare nel dimenticatoio (calcioni rifilati in successione da Samp e Roma), finalmente s'è visto scorrere sangue nelle vene. E quanto meno s'è racimolato un punto. Tornata la grinta, si spera che quest'arma venga riscoperta anche con la Juventus. Ai tifosi, comunque, il Lecce della riscossa in Sicilia non è dispiaciuto. Quello del secondo tempo, s'intende. E molti chiedono ora che Castillo affianchi domenica il Tir fin dal primo minuto. Modulo speculare a quello della Juve, ovvero 4-4-2? Beretta, come sempre, riserverà le sorprese al momento di scendere in campo. Anche se deve fare i conti con possibili (brutte) novità. Zanchetta e Ardito forse dovranno dare forfait a causa, rispettivamente, di affaticamento e lombalgia. Una tegola non da poco.

Questo potrebbe obbligare il tecnico a ridisegnare il centrocampo in toto per l'ennesima volta, e in tal caso Caserta, sacrificato a Catania, potrebbe trovare posto in squadra, che sia come centrocampista avanzato o più arretrato. Sempre a seconda dello schema prescelto, vale a dire se non si dovesse scendere in campo con due punte. Da vedere anche l'impostazione in difesa. Schiavi, in sostituzione di Stendardo, fermato dalla? laurea, al suo esordio ha retto molto bene l'impatto, affiancandosi a Fabiano in funzione di centrale. Che possa giocare un ruolo ancora una volta importante? C'è chi lo vedrebbe bene anche a destra, al posto di Polenghi. Ma ovviamente si tratta di ipotesi. Nella Juventus, invece, a parte gli indisponibili ormai "storici", Buffon e Trezeguet su tutti, potrebbe non farcela Camoranesi. Tutto questo, mentre lo stadio di "Via del Mare" si prepara a vivere ancora una volta un giorno da tutto esaurito. Già, perché il richiamo delle sirene della solita armata nordica di turno ha smosso mezza Puglia. Rivendite prese d'assalto e oltre 20mila biglietti acquistati. Come già accaduto con il Milan, si corre il rischio di giocare quasi in trasferta, pur tra le mura amiche. Una vecchie storia che si ripete all'infinito e di cui è superfluo anche parlarne.

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