Il Lecce scivola in B, ma a testa alta: dopo due promozioni il boccone amaro

Il Parma si è imposto per 4 a 3 nell'ultimo atto della stagione, mentre il Verona non ha opposto qausi alcuna resistenza al Genoa. I giallorossi mancano il traguardo della salvezza, ma con l'onore delle armi

Marco Mancosu, capitano del Lecce.

LECCE - Mentre il Verona scende in campo a Genoa solo per onor di firma, il Parma a Lecce gioca a viso aperto, non certo la partita della vita, ma onorando il calcio fino in fondo. I ducali hanno finito per vincere al Via del Mare per 4 a 3 mentre i liguri già dopo i primi 45 minuti erano sul 3 a 0: discorso chiuso per le speranze residue dei salentini.

I giallorossi retrocedono in serie B innanzitutto per propri demeriti (tanti i gol subiti), ma fino all'interruzione per l'emergenza sanitaria - preceduta da quello scempio di partita che è stato Milan-Genoa (1 a 2 nel recupero della 26esima giornata, il 5 marzo) - la squadra salentina, pur partita a handicap per un mercato estivo sostanzialmente sbagliato, stava meritando la permanenza nella massima serie grazie a un gioco propositivo e agli interventi correttivi in sede di campagna trasferimenti invernale. Poi è iniziata un'altra stagione, con partite ogni tre giorni, una serie di infortuni che hanno privato Liverani della possibilità di una necessaria rotazione e alcuni episodi che hanno visto protagonisti in negativo arbitri e Var in momenti cruciali di questo scorcio di stagione. Senza dimenticare una certa dose di sfortuna: l'autogol di Gabriel in Genoa-Lecce (2 a 1) è la fotografia di quanto possano essere determinanti gli episodi (con un pareggio il Lecce sarebbe arrivato all'ultima gara con due punti di vantaggio e non con uno da recuperare).

Primo tempo

Liverani schiera gli acciaccati Mancosu e Lapadula dal primo minuto, Dell'Orco è il laterale difensivo sinistro. Al 2' tiro di Caprari, parata in due tempi di Gabriel. Il Parma, sollevato da ogni incombenza di classifica, gioca con serenità e tiene in apprensione la retroguardia del Lecce: al 6’ check rapido del Var per una presunta spinta su Kulusevski all’altezza dell’area piccola, nulla di fatto. I padroni di casa si fanno vedere al minuto 8 con una conclusione ravvicinata di Barak, in precario equilibrio.

I ducali si portano in vantaggio all’ 11’ grazie a un autogol di Lucioni: Hernani calcia sulla base del palo, la sfera finisce addosso al difensore e poi rotola in porta. Come se non bastasse arriva un paio di minuti dopo la notizia del gol del Genoa contro il Verona, con Sanabria.  Al 15’ grandissima occasione degli ospiti per il raddoppio: Caprari calcia nel cuore dell’area di rigore a colpo sicuro, il pallone termina fuori di un nulla.

Al 20’, però, Gabriel non ha scampo: al termine di un contropiede fulmineo guidato da Hernani, Caprari disegna una parabola imprendibile per l’estremo brasiliano. Come accaduto dieci minuti prima, arriva a ruota anche il secondo gol del Genoa, ancora con Sanabria. Iniziativa di Saponara al 32’ sul fronte sinistro dell’attacco: il cross basso è preda di Sepe. Al 35’ Lapadula arpiona la palla sottraendola a un difensore del Parma e la mette al centro dove Mancosu, a due metri dalla linea di porta, trova il contrasto di un avversario e l’azione sfuma. Sul capovolgimento di fronte Kurtic chiama Gabriel alla deviazione in angolo.

Barak accorcia le distanze al 40’ con un colpo di testa sotto porta su cross di Mancosu. Nella circostanza efficace il pressing dei leccesi. Al 43’ clamorosa occasione per il pareggio, ma Mancosu sbaglia una sorta di rigore in corsa su assist di Saponara dopo un erroraccio del capitano Bruno Alves su passaggio molto temerario di Darmian. Il Lecce perviene al pareggio allo scadere della prima frazione con Meccariello: il difensore centrale stacca e di testa trova l’angolo giusto. Prima della fine del tempo Falco va vicinissimo alla terza marcatura per i salentini: di poco fuori la sua conclusione col destro.

Secondo tempo

Il Parma si ripresenta in campo con Dermaku al posto di Bruno Alves. Dopo quasi 7 minuti trascorsi nella metà campo del Parma, il Lecce subisce il terzo gol dei ducali: Barillà affonda sul lato sinistro dell’attacco e serve al centro dove Cornelius, unico suo compagno in area di rigore, non ha alcuna difficoltà a spingere la palla in rete. Doppio cambio nel Parma al 53’: Siligardi per Hernani e Regini per Laurini.

Al 56’ Mancosu va vicino al pareggio: il capitano fraseggia con Saponara e poi conclude di poco al lato. La partita scorre via da un fronte all’altro e Parma a un passo dal quarto gol: Caprari da posizione ravvicinata calcia con tutta la forza che ha nel piede ma Gabriel è bravissimo a deviare in corner. Al 61’ dentro Majer, Petriccione e Shakhov per Mancosu, Tachtisidis e Falco.

Inglese, entrato al posto di Cornelius, al minuto 66 porta a quattro le marcature degli emiliani non difficile la sua correzione in rete del cross di Barillà. Il Lecce ha orgoglio e non molla: cross di Donati, grande stacco di Shakhov che di testa colpisce il palo ma Lapadula è lesto sulla ribattuta e insacca. Vera prende il posto di Dell’Orco mentre Gervinho quello di Kulusevski: gli schemi oramai sono saltati da un pezzo e si gioca sulla tenuta atletica e lo spunto dei singoli. Al termine di un contropiede all’84’ Caprari calcia oltre la traversa. Monterisi, giovane della Primavera giallorossa prende il posto di Meccariello. Ci sono anche cinque minuti di recupero concessi da Mariani, durante i quali l'incubo della retrocessione prende la forma della realtà, in maniera inappellabile.

Il Lecce manca dunque il traguardo della salvezza, ma lo fa a testa alta: è rimasta una squadra viva fino alla 38esima giornata, andando oltre quasi tutti i propri limiti, fisici, tecnici, di esperienza. Non è bastato: si ricomincia dalla cadetteria, con pazienza. Appena due stagioni addietro il Lecce era ancora invischiato nei meandri della serie C: lo scotto del doppio salto di categoria si è fatto sentire. 

Le parole del presidente: "Non è un anno perso, ripartiremo"

Il presidente del club, Saverio Sticchi Damiani, appena dopo la fine della gara ha voluto ringraziare i tifosi per essere sempre stati vicini alla squadra e i calciatori per aver onorato la maglia: "Il Lecce ha giocato con grande dignità e orgoglio, e voglio sottolineare questa parola, su tutti i campi senza che nessuno ci regalasse mai nulla. Poco o molto che sia, siamo riusciti a fare questi 35 punti: per me è motivo di orgoglio. Abbiamo fatto una buona figura, credo, facendo conoscere i nostri valori, anche attraverso il modo spregiudicato di stare in campo. Però forse questa è l'essenza dello sport, tra gol fatti e subiti, un poco come in questa partita. Non è un anno perso perché questa seria A ci ha consentito di valorizzare il nostro patrimonio tecnico, di fare un restyling importante dello stadio e di investire nel settore giovanile come mai si era potuto fare prima. Questa stagione ci ha reso ancora più legati alla nostra gente, alla piazza: prometto a nome di tutti i soci che si ripartirà con un progetto serio, solido, per continuare a costruire qualcosa di importante. Siamo nel pieno del nostro percorso e non molleremo di un millimetro fino a che la gente dimostrerà di esserci vicini e di comprendere i nostri sforzi. Una retrocessione dolorosa ma dalla quale ripartiremo".

Il tabellino di Lecce-Parma 3 a 4

LECCE (4-3-3): Gabriel; Donati, Lucioni, Meccariello, Dell'Orco (70’ Vera); Barak, Tachtsidis (61’ Petriccione), Mancosu (cap.) (61’ Majer); Falco (61’ Shakhov), Lapadula, Saponara. A disposizione: Vigorito, Sava, Rossettini, Monterisi, Farias, Rispoli, Babacar, Maselli. Allenatore: Liverani

PARMA (4-3-3): Sepe; Laurini (53’ Regini), Bruno Alves (cap.) (46’ Dermaku), Gagliolo, Darmian; Hernani (53’ Siligardi), Kurtic, Barillà; Kulusevski (71’ Gervinho), Cornelius (62’ Inglese), Caprari. A disposizione: Colombi, Iacoponi, Kosznovsky, Balogh, Adorante, Sprocati, Pezzella. Allenatore: D'Aversa.

Marcatori: 11’ Lucioni (autogol), 20’ Caprari, 40’ Barak, 45’ Meccariello; 52’ Cornelius, 66’ Inglese, 68’ Lapadula

Ammoniti: 34’ Kurtic, 45' Bruno Alves

Arbitro: Mariani di Aprilia, assistenti: Preti di Mantova e Longo di Paola; quarto ufficiale: Di Bello di Brindisi; Var: Maresca di Napoli; assistente Var: Fiorito di Salerno

La 38esima giornata

Le partite: Brescia-Sampdoria 1 a 1; Juventus-Roma 1 a 3; Atalanta-Inter 0 a 2; Napoli-Lazio 3 a 1; Spal-Fiorentina 1 a 3; Milan-Cagliari 3 a 0; Genoa-Verona 3 a 0; Bologna-Torino 1 a 1; Lecce-Parma 3 a 4; Sassuolo-Udinese 0 a 1;

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La classifica: Juventus 83; Inter 82; Atalanta e Lazio 78; Roma 70; Milan 66; Napoli 62; Sassuolo 51; Verona, Fiorentina, Parma 49; Bologna 47; Udinese e Cagliari 45; Sampdoria 42; Torino 40; Genoa 39; Lecce 35; Brescia 25; Spal 20.

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