Martedì, 27 Luglio 2021
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Lecce vicino alla B. Lo stadio acclama, Cosmi piange

La Fiorentina vince per 1 a 0 grazie ad un gol di Cerci nel primo tempo. Benassi para quasi tutto e, nel recupero, sfiora anche il pareggio. Traversa di Esposito ad inizio ripresa. L'allenatore e la squadra sotto la Curva Nord

@TM News/Infophoto

LECCE - La matematica dice che se il Lecce vincesse a Verona e il Genoa non facesse nemmeno un punto, contro l'Udinese domani e con il Palermo sul neutro di Brescia, i salentini sarebbero salvi. Resta questo flebile conforto al termine del match che la Fiorentina ha vinto con merito, ma con il minimo scarto, al Via del Mare.

A Boruc, infatti, tocca sbrigare l'ordinaria amministrazione fatta di uscite alte e prese sicure, perchè i giallorossi non vedono quasi mai la porta. Per carità, i padroni di casa sono anche sfortunati sulla traversa di Esposito e su un paio di respinte in area, ultima quella di capitan Giacomazzi che ferma un tiro di Benassi, avanzato fino alle soglie dell'area di rigore avversaria, alla ricerca di un pareggio che avrebbe per lo meno obbligato il Genoa - data solo per un attimo per scontata la sconfitta al Friuli - a giocare per i tre punti, e non solo per uno, contro i rosanero di Miccoli che già lo scorso anno condannarono la Sampdoria alla retrocessione.

Priva di fluidità nella manovra, la squadra salentina rimbalza infinite volte contro il monoblocco viola che, sulle ripartenze, innesca la capacità di penetrazione dei centrocampisti offensivi, in mancanza di punte di ruolo. La circolazione della palla è un castigo di Dio: prima che la sfera arrivi tra i piedi di Bojinov, volenteroso ma inconsistenze, e Di Michele passa un'eternità. Mancano Cuadrado e Muriel e si nota. Bertolacci, seguito per tutto il campo dai mastini di Guerini, finisce per arretrare sulla mediana in cerca di un poco di libertà ma l'allontanamento dall'area avversaria isola ancora di più il reparto avanzato. La gara finisce con tre punte - Ofere, Seferovic e Di Michele - più Esposito ma la litania di lanci dalle retrovie si trasforma in un'agonica attesa del fischio finale. 

Serse Cosmi e la squadra salutano la Nord e il resto dello stadio ricevendone un lungo, commovente applauso. Data la cifra tecnica complessiva e la ristrettezza dell'organico, il tecnico umbro ha fatto molto, probabilmente tutto quello che poteva. Il pubblico di fede giallorossa lo ha capito e per questo ha reso omaggio a un gruppo che ha onorato la maglia fino alla fine. A fine partita il sanguigno allenatore, che oggi festeggia i suoi 54 anni, ha dichiarato di aver comunque vissuto una giornata indimenticabile: "Tutta l'Italia parlerá, incredula, di una cittá che ha applaudito la sua squadra, probabilmente retrocessa. Abbiamo disturbato il carrozzone, e l'amore loro, che ho ricambiato con tutto me stesso, è la cosa che conta di piú. Non è una frase fatta, io vivo, mi cibo di queste cose. Per questo è stato il compleanno piú bello della mia vita". Cosmi, messa da parte la diplomazia esibita alla vigilia, ha poi espresso il suo profondo rammarico per non aver avuto la possibilità di giocare in contemporanea con il Genoa.

Primo tempo: Lecce con Bojinov e Di Michele. Benassi para tutto prima di arrendersi a Cerci.

La soluzione studiata da Cosmi per supplire all'assenza di Cuadrado consiste in una leggera variazione del modulo. La difesa è a quattro, con Brivio e Tomovic laterali, nel centrocampo Giacomazzi è affiancato da Blasi e Delvecchio, mentre Bertolacci parte dietro le due punte, Bojinov e Di Michele. 

Dopo alcune schermaglie,  è la Fiorentina a rendersi pericolosa con un colpo di testa ravvicinato di Olivera, al 17'. Tre minuti dopo Miglionico indirizza fuori un colpo di testa su respinta di Boruc a seguito di calcio d'angolo. Al minuto 25 sale in cattedra Benassi che che vola ad intercettare un bel tiro di Montolivo prima di opporsi alla disperata sul tap-in di Cerci, colto perà in fuorigioco. Il nuovo tecnico della Fiorentina, Guerini, è costretto al primo cambio perché Beherami, in precarie condizioni fisiche, non ce la fa. Al suo posto Marchionni.

Subito dopo la mezz'ora Di Michele, nel cuore dell'area calcia verso la porta dopo una percussione di Bertolacci, ma un avversario, da terra, respinge la sfera. Sessanta secondi nemmeno e Benassi è ancora una volta strepitoso deviando in angolo un tiro di Cerci, trovatosi a tu per tu con l'estremo del Lecce, dopo un "buco" di Esposito. I padroni di casa, in questo frangente di gara, oltre che sterili sono anche confusi e i viola ne approfittano. Al 35' Cerci, scattato in posizione dubbia, brucia Esposito, si presenta in area e trafigge Benassi sul primo palo. 

Accenni di nervosismo palesano la drammaticità del momento: Delvecchio salta con il gomito alto sul portiere avversario e viene ammonito da Brighi. Da un'azione di alleggerimento arriva il palo esterno di Cassani su tiro cross dalla destra e prima dell'intervallo c'è il tempo per una buona occasione per Bojinov che, dopo uno stop di Di Michele, si gira verso la porta ma tira oltre la traversa. 

Secondo tempo: La traversa nega il pareggio ad Esposito. Cosmi le prova tutte ma non serve. Finisce 0 a 1

C'è Seferovic al posto di Bojinov quando le squadre rientrano dagli spogliatoi. Dopo un cartellino giallo per Marchionni, il Lecce ha l'occasione più ghiotta del match per pareggiare. Al minuto 50 Di Michele  calcia una punizione, svetta Esposito ma la traversa gli gioca un brutto scherzo.  Prima ancora, Boruc aveva deviato in extremis un colpo di tacco di Delvecchio su cross di Di Michele. Montolivo, infortunato, lascia spazio a Lazzari già al 56' e Giandonato rileva Delvecchio al minuto 63. Buona occasione per Seferovic al 67', ma il colpo di testa dello svizzero, ben pescato in area da un preciso cross di Blasi, è impreciso oltre la traversa.

Col passare dei minuti il Lecce rinuncia alla manovra aggirante, ma improduttiva, per affidarsi sempre più frequentemente alla soluzione disperata dei lanci da dietro. Un tiro di Brivio, al 75' , viene respinto e un minuto dopo entra anche Ofere al posto di Bertolacci.  La Fiorentina perde tempo ogni volta che può e solo al 77' Felipe viene ammonito per comportamento non regolamentare mentre si avvia flemmaticamente ad essere sostituito da Camporese. Boruc verrà sanzionato, invece, in pieno recupero per aver ritardato, per l'ennesima volta, la rimessa in gioco.

Terribili gli ultimi dieci minuti più i sei di recupero: il Lecce non ne imbrocca una e non è forse casuale che l'ultimo brivido nasca da un tiro al volo di Benassi che si catapulta in avanti mentre Di Michele calcia dalla bandierina. La respinta alta di Boruc finisce sul piede sinistro del collega che calcia senza pensarci due volte. La traiettoria sembra azzeccata ma a neutralizzare la conclusione è una sfortunata carambola su Giacomazzi. 

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