Sabato, 25 Settembre 2021
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Lecce già in ritiro a Roma, Olivera out per infortunio

Oltre allo squalificato Giacomazzi, De Canio dovrà rinunciare anche al centrocampista, uscito malconcio dal derby. Fanno ancora discutere le sostituzioni di Chevanton e Piatti. Le possibili ragioni

Il Lecce è arrivato a Roma con 21 giocatori. Sono rimasti a Lecce Di Michele e Giuliatto, non ancora recuperati, Giacomazzi che è stato espulso, Olivera che ieri ha accusato un problema muscolare, Bergougnoux, Brivio che ha l'influenza, Diamoutene e Reginiussen che invece continua nel suo programma di recupero. I giallorossi si sono allenati nel pomeriggio presso un centro sportivo nei dintorni della capitale dove domani mattina sosterranno la rifinitura prima della gara all'Olimpico contro la Lazio.

La decisione di volare in anticipo verso la capitale è stata presa ed imposta al termine del derby direttamente dal presidente Pierandrea Semeraro. Un ritiro in parte punitivo ma che è finalizzato soprattutto ad isolare la squadra da un clima di scoramento e profonda delusione. Perché il match di ieri doveva segnare il definitivo rilancio in classifica e invece si è trasformato in una mezza condanna. Che oltre al significato per il campanile, ci fosse soprattutto in palio una posta fondamentale per la salvezza, era chiaro a tutti.

Per Munari l'imperativo è d'obbligo: "Riprendersi subito"

Nel day after la voce dello spogliatoio è affidata ad un veterano, Gianni Munari. Secondo il centrocampista emiliano la tensione può aver giocato un brutto scherzo e i rimpianti non mancano: "Abbiamo creato tre palle gol che avremmo potuto sfruttare meglio, poi abbiamo subito il gol decisivo in una delle poche occasioni che il Bari ha avuto; forse siamo entrati in campo un po' tesi, sapendo dell'importanza della gara, purtroppo è andata così, ma speriamo di riprenderci subito".
Munari si è detto molto dispiaciuto per la delusione data ai tifosi giallorossi e ha detto che tutto il gruppo ha condiviso la scelta di partire subito in ritiro.


De Canio sotto accusa per le sostituzioni. Il perché

Sul banco degli imputati, come logico in casi come questo, è finito l'allenatore. Che ieri, squalificato, ha dettato dalla tribuna le mosse al suo secondo, Roberto Rizzo. Ha fatto molto discutere la scelta di sostituire prima Chevanton e poco dopo Piatti, snaturando la propensione offensiva che il Lecce aveva avuto fino al primo quarto d'ora della ripresa. Almeno questo è quanto emerso con il senno del poi. Perché dunque, quei cambi?

Della precaria condizione fisica del primo si sapeva ed era lecito attendersi un impiego part time: pochi minuti giocati nel complesso, e l'ultimo impegno agonistico un mese e mezzo addietro, a Udine in Coppa Italia (dove segnò un gol bellissimo). Sull'argentino c'è invece da dire che il 31 dicembre, in allenamento, aveva riportato una botta alla caviglia, per la quale nei giorni successivi aveva sostenuto un paio di allenamenti differenziati. E' dunque dal punto di vista della tenuta fisica che andrebbero interpretate le due sostituzioni.

La situazione contingente di ieri va poi contestualizzata nell'ambito di un ragionamento che parte da lontano, e cioè dal mercato estivo. L'impressione è sempre quella che, su questo giornale, andiamo ripetendo da tempo: non è stato all'altezza di una squadra che andava puntellata con criterio per competere da subito, e senza particolari affanni, nella lotta per non retrocedere, senza dover attendere il mercato di gennaio. Non è un caso che il neo acquisto Tomovic abbia fornito la migliore prestazione tra i giallorossi.


L'assenza di Di Michele ha complicato tutto. Alternative azzerate

Certo, schierare Corvia considerato oramai probabile partente - in cambio di Matteo Ardemagni dell'Atalanta - ha destato perplessità ma è anche vero che alternative non ce n'erano, fatta eccezione per Jeda che, comunque, non ha ancora dimostrato, nelle occasioni in cui è stato chiamato a dare il suo contributo, di poter essere il valore aggiunto di questa squadra. L'assenza di Di Michele, anche questo lo si sapeva, ha pesato come un macigno; almeno quanto, nelle file dei baresi, si sente la mancanza di Almiron e di Barreto messi insieme. Senza esagerare.

Il trentaquattrenne di Guidonia, oltre ad essere l'elemento dotato del maggiore tasso tecnico, è anche quello in grado di poter assumere i galloni di capitano senza fascia. Una squadra con molti giovani ed altrettanti esordienti nella massima serie ha necessità di più punti di riferimento di una certa esperienza.

In giornata sono intanto arrivate due convocazioni per le rappresentative nazionali: Andrea Bertolacci farà uno stage d'allenamento con l'Under 20 dal 9 al 12 gennaio a Coverciano, mentre Simone Sini si aggregherà ai pari età dell'Under 19 che mercoledì disputeranno un'amichevole ad Antalya in Turchia. Domenica, contro la Lazio arbitrerà Pierpaoli di Firenze.

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