Sabato, 24 Luglio 2021
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Giacomazzi, l'addio è ufficiale. E domani l'attesa sentenza su Lecce-Lazio

Rescisso il contratto fra lo storico capitano e il club. La disputa nata dopo che Moriero ha accordato a Miccoli la fascia. E intanto, a ore, è atteso il pronunciamento sul "calcioscommesse". La difesa fiduciosa: c'è la possibilità che l'impianto crolli e tutti si riduca ad un'ammenda

LECCE – Il divorzio, alla fine, s’è consumato. Tutto come da copione. Guillermo Giacomazzi lascia il Lecce. Trentasei anni a novembre, uruguayano, lo storico capitano se ne va, proprio dopo aver mollato la fascia. Il nuovo allenatore, Francesco Moriero, ha voluto investire dell’incarico Fabrizio Miccoli. E da qui un dissidio che ha fatto nascere una rottura insanabile. Voci insistenti, tra l’altro, vorrebbero da giorni il centrocampista vicino al Siena, ma il suo futuro è comunque ancora da definirsi.

E’ di questa mattina la comunicazione del club, che annuncia la notizia bene o male già attesa. Ovvero, di “aver risolto consensualmente il contratto, in scadenza il 30 giugno 2014”. “Si interrompe così il rapporto tra la società giallorossa ed il centrocampista uruguaiano, arrivato a Lecce nell'estate del 2001 – ricorda la nota - e che ha collezionato con la maglia giallorossa oltre 300 presenze”. Ovviamente, non manca un “ringraziamento” per “la professionalità e l'attaccamento dimostrati in tutti questi anni di militanza nel sodalizio giallorosso”.

Arrivato con Ernesto Javier Chevanton nel 2001, Giacomazzi ha giocato ininterrottamente con il Lecce fino al 2007, passando per due fugaci esperienze a Palermo ed Empoli, per poi tornare a vestire la casacca giallorossa dal 2008 fino ad oggi. La sua storia con i salentini è contornata di alti e bassi. Il pubblico è sempre stato diviso, su di lui: amato per attaccamento, impegno e memorabili confronti, non sono mancate però nel tempo anche le critiche, specie in alcuni momenti bui della sua storia calcistica, proprio come nell’ultima stagione.  In totale, con il Lecce ha siglato 43 reti.

Sempre oggi, è stata definita anche la cessione del difensore Ronaldo Vanin, brasiliano, 30enne, al Parma, dove passa a titolo definitivo. Quest'anno, diciannove presenza in maglia giallorossa, e due gol, di cui uno nella semifinale di play-off contro la Virtus Entella.

Sul fronte degli arrivi, invece, è stato acquisito il diritto alle prestazioni sportive di  Daniele Casiraghi, centrocampista 20enne, con presenze in Nazionale under 19 e 20. Nell'ultima stagione ha giocato nella Tritium. La giovane promessa ha firmato un contratto triennale. A titolo definitivo arriva poi il centrocampista  Stefano Salvi, 26enne nell'ultima stagione a Treviso e poi passato al Sorrento.

CALCIOSCOMMESSE, ATTESA LA SENTENZA

Tutto questo accade nel giorno in cui società e tifosi sono in fervida attesa delle sentenze sul caso calcio scommesse da parte della commissione disciplinare della Figc. Nel filone che vede implicati i salentini, c’è la gara Lecce-Lazio dell’ultima stagione in A 2010-2011. Il pronunciamento, potenzialmente previsto per oggi, è però slittato a domani, come i più, fra gli addetti ai lavori, avevano previsto.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Saverio Sticchi Damiani, che ha deciso di non patteggiare, ma di portare avanti la causa fino in fondo, appare fiduciosa. C’è la possibilità, esattamente come vogliono alcune voci sull’altro match sotto la lente, Genoa-Lazio, che non vi siano prove sufficienti per dimostrare che si sia consumato un illecito. Che l’impianto accusatorio stia vacillando?

Eppure, la requisitoria del procuratore Federale Stefano Palazzi è stata molto dura. Per il solo Lecce, ha chiesto tre punti di penalizzazione e una squalifica di 3 anni e 6 mesi rispettivamente per i due portieri all’epoca giallorossi, Massimiliano Benassi e Antonio Rosati, oltre che per il difensore Stefano Ferrario. Se l’illecito non fosse dimostrabile, però, resterebbe comunque in piedi l’omessa denuncia, che riguarda, nella fattispecie del Lecce, il solo Ferrario. Questi ha ammesso di aver ricevuto contatti, ma di non aver voluto sottostare ad accordi truffaldini.

In tal caso, la squalifica per il calciatore sarebbe di soli sei mesi, mentre, per la responsabilità oggettiva della società, non sarebbe prevista una penalizzazione di punti in classifica, ma soltanto un’ammenda pecuniaria. Benassi e Rosati, dal canto loro, ne uscirebbero indenni.

IL CASO AL VAGLIO

Per quanto riguarda la gara dei giallorossi sotto la lente, che risale al maggio 2011, ottenuta la permanenza in A la domenica precedente a Bari (poi compromessa per la tentata combine per cui è in corso un altro processo penale), non avevano alcuna ansia da risultato. Gli uomini di Reja vennero a Lecce alla ricerca di una vittoria che, in combinazione con altri risultati che poi non maturarono, sarebbe potuta valere la qualificazione in Champions League. Finì 2 a 4 (2 a 2 il primo tempo). Ferrario non disputò nemmeno un minuto, Benassi fu espluso nell'azione che portò al terzo goal della Lazio, lasciando il posto a Rosati. 

Nel fascicolo della Procura di Cremona sarebbe attestata la presenza di Zamperini a Lecce il 21 maggio, cioè alla vigilia del match. I tabulati telefonici, inoltre, dimostrerebbero anche una telefonata tra lo stesso e Ferrario e poi, nell’ora precedente al fischio d’inizio, lo scambio di tre messaggi. Con Mauri il dialogo indiretto si sarebbe invece prolungato per dieci sms. Nel capoluogo salentino, in quei giorni, sarebbero passati, secondo i magistrati, anche Hiristijan Ilievski, Gabor Borgulya e Lazlo Schultz, del gruppo dei magiari che avrebbe rimpiazzato quello degli slavi – già compromesso da inchieste precedenti – nell’operazione di abbordaggio e reclutamento dei calciatori: gli ultimi due potrebbero essere venuti nel Salento con una dote di 600mila euro in cambio di un accordo per un risultato con almeno quattro goal in totale, secondo l’opzione dell’over 3,5.

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