Lunedì, 2 Agosto 2021
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Un goal, tre legni, tanta sofferenza. Il Lecce vince col Grosseto e la rimonta prosegue

Giallorossi in rete nel primo tempo con Miccoli che con un diagonale trafigge Lanni. Nella ripresa Melara colpisce due volte la traversa, D'Ambrosio coglie il palo. Perucchini strepitoso, gli ospiti sprecano il pari sul triplice fischio finale

Miccoli festeggiato da Bogliacino dopo il goal (foto Chilla).

LECCE – Partita ad alta intensità al Via del Mare. Il Lecce ha vinto contro il Grosseto per 1 a 0 grazie al goal di Fabrizio Miccoli al minuto 25. Nel trentennale della scomparsa di Michele Lorusso e Ciro Pezzella, il capitano dei giallorossi ha messo il sigillo su una gara molto tattica nel primo tempo, ma effervescente nel secondo.

Nella seconda parte del match, infatti, i salentini avrebbero potuto dilagare se non fosse stato per i tre legni che hanno salvato la porta dei toscani, ma è altrettanto vero che solo un Perucchini in forma smagliante e un clamoroso errore di Terigi al 95’, a due metri dalla linea, hanno consentito ai padroni di casa di festeggiare i tre punti al triplice fischio di Baroni. La pioggia scrosciante caduta nei secondi 45 minuti ha reso ancora più esaltante il confronto che consegna alla cronaca un Lecce capace di soffrire senza mai mollare e un Grosseto che con Cuccureddu in panchina ha dimostrato di poter dar fastidio a chiunque e di esser tutt’altro che una formazione remissiva.

All'operazione "rimonta" si aggiunge dunque un altro importante tassello: la squadra leccese è all'ottavo risultato utile consecutivo in campionato - cinque vittorie, di cui tre in casa e tre pareggi - ed è ora a sette punti dalla prima, il Perugia (leggi gli altri risultati e la classifica)

Nell’undici iniziale mister Lerda ha preferito inserire Amodio per Parfait, per il resto tutto come previsto. I biancorossi maremmani si sono disposti con 3-5-1-1 dando la possibilità all’unica punta, Giovio, di infilare per due volte la difesa di casa nei primi cinque minuti. Nella prima circostanza il tiro è finito fuori, nella seconda è stato bravo Perucchini ad opporsi in uscita senza commettere fallo. Poi è iniziata la partita a scacchi tra i due tecnici. Melara da una parte e Doumbia dall’altra hanno sistematicamente richiamato il raddoppio di marcatura, ma Bogliacino e Miccoli non sono riusciti  a trovare le giuste misure sul fronte centrale dell’attacco.

La partita ha trovato la svolta grazie ad un’intuizione di Miccoli che, arrestata la sfera sul limite dell’area, spalle alla porta, si è preparato con rapidità il diagonale che ha trafitto Lanni. Alla mezzora Perucchini ha negato la gioia del pareggio a Bombagi, autore di una punizione davvero deliziosa. Trascorsi altri cinque minuti, il Lecce ha l’opportunità del raddoppio: Melara, all’ennesima discesa sulla fascia, serve l’accorrente Miccoli che di prima intenzione calcia di poco fuori. Prima dell’intervallo è ancora il portiere dei giallorossi a salire in cattedra opponendosi a Giovio.

La ripresa è di un altro passo: si comincia con la traversa di Melara, con un bel tiro da fuori area, e si conclude con l’occasione clamorosamente sprecata da Terigi alla fine del quinto minuto di recupero. Nel mezzo il tentativo sempre più pressante degli ospiti di ristabilire la parità, ma anche le ripartenze del Lecce. Continui capovolgimenti di fronte, sebbene gli ospiti abbiano assunto un certo predominio territoriale grazie soprattutto all’ingresso di Montalto per Gotti e al progressivo arretramento dei salentini a protezione del vantaggio.

Al 55’ D’Ambrosio coglie in contropiede un paio di avversari, sulla linea di metà campo e avanza fino quasi al limite dell’area, dove scaglia un bolide che Lanni prima e il palo poi riescono a deviare in corner. Il Grosseto colleziona una buona occasione al 62’ con Esposito, ma il corpo di un difensore disinnesca la pericolosità del tiro mandandolo sul fondo. Tre minuti dopo Lerda decide di richiamare in panchina Miccoli per inserire Zigoni.

ciro_michele_2013-2Perucchini si erge a protagonista del match al 72’ quando riesce a negare il pareggio a Montalto, messo in condizioni di battere a rete, senza nessuno che gli dia fastidio, da una svirgola di Ricci che si trasforma in assist sul filo dell’off-side. Una parata decisiva quella dell’estremo del Lecce. I padroni di casa non ci stanno a subire e per due volte sfiorano la seconda marcatura: è ancora D’Ambrosio, al 77’, a lasciar partire un gran destro da trenta metri che chiama Lanni ed una gran deviazione. Sugli sviluppi del corner Melara trova il tempo giusto per metterci lo zampino, ma ancora una volta è la traversa a respingere la sfera.

Cuccureddu prova a mettere in piedi l’assedio finale mandando campo prima Onescu per Delvecchio e poi Scappini per Giovio; Lerda risponde con Salvi per Bogliacino e Bencivenga per Melara. I tremila del Via del Mare, nonostante la pioggia battente, non smettono di sostenere la squadra fino al fischio finale, arrivato dopo cinque interminabili minuti di recupero che si concludono con l’occasione clamorosamente sciupata da Terigi. Forse sono stati Ciro e Michele, da lassù, a infastidire il difensore del Grosseto quando la beffa del pareggio, per il Lecce, sembrava servita nel peggiore dei modi (nella foto, gli striscioni appesi questa mattina da un gruppo di tifosi sotto il cavalcavia, a Mola di Bari, dove i due calciatori trovarono la morte, il 2 dicembre del 1983).

Il tabellino di Lecce-Grosseto1 a 0.

GROSSETO (3-5-1-1): Lanni; Terigi, Burzigotti, Legittimo; Formigoni, Ricci, Delvecchio (cap.) (78' Onescu), Bombagi, Gotti (58’ Montalto); Esposito; Giovio (79' Scappini). A disposizione: Maurantonio, Asante, Tedeschi, Biraschi. Allenatore Cuccureddu.

LECCE (4-2-3-1): Perucchini; D’Ambrosio, Vinetot, Martinez, Lopez; Papini, Amodio; Melara (85' Bencivenga), Bogliacino (78' Salvi), Doumbia, Miccoli (cap.)(65’ Zigoni). A disposizione: Bleve, Rullo, Parfait, Sales. Allenatore: Lerda.

Arbitro: Baroni di Firenze.

Ammoniti: 29’ Papini; 31’ Lopez, 48’ D’Ambrosio, 90+3 Legittimo.

Marcatori: 25’ Miccoli.

?Spettatori: 2219 di cui 774 paganti e 2219 abbonati.

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