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Lecce il Via del Mare resta stregato. Segna con Lopez, ma paga una dormita collettiva

Mezzo passo falso dei giallorossi in casa. L'esterno uruguagio, al 24', sbaglia un rigore ma poi ribadisce in rete; al 40' Ferrari realizza il penalty concesso al Gubbio per un fallo di mano di Salvi dopo una disattenzione generale. Per Bogliacino uno spezzone di gara

Lopez ribadisce in rete dopo la respinta di Pisseri (foto Chilla).

LECCE – Il Via del Mare resta avaro di punti con il Lecce. Contro il Gubbio finisce 1 a 1 ed è un risultato sostanzialmente giusto perché se alla mancanza di prolificità in attacco fa riscontro una suicida tendenza all’amnesia collettiva, come quella che è costata il pari, allora resta poco da recriminare.

I padroni di casa hanno cercato di fare la partita, ma l’assenza di un centravanti di peso e di piedi dolci in mezzo al campo si sono fatte sentire, ancora una volta, come un macigno. L’ingresso di Bogliacino, a 20 minuti dal termine, ha reso più pericolosa la formazione di Franco Lerda, ma gli ospiti, seppur in affanno, hanno retto stringendo i denti.

E’ stata una partita rognosa, tipica della categoria, e già nel primo minuto di gara si è capito che per il Lecce, che veniva dalla prima vittoria in campionato, a Pagani, non sarebbe stata una passeggiata contro la squadra di Cristian Bucchi. Moroni, al primo minuti, conclude clamorosamente alto da posizione centrale e ravvicinata, due minuti dopo un tiro cross di Bartolucci si stampa sulla traversa.

I salentini si trovano di fronte una squadra che porta costantemente il pressing fino alla trequarti e la manovra stenta a scorrere sin dalle retrovie. Un film già visto. Beretta e Doumbia corrono molto, ma si trovano poco e i compagni di squadra non riescono mai a far arrivare un pallone giocabile, indugiando peraltro in qualche leziosità. Tanto che il Lecce si affaccia per la prima volta dalle parti di Pisseri al 21’, con un calcio d’angolo. Il goal arriva due minuti dopo: sugli sviluppi di un fallo laterale Diniz prolunga di testa verso il centro dell’area e Bartolucci trattiene vistosamente Lopez. L’arbitro non ha dubbi e fischia il penalty: sul dischetto si porta lo stesso esterno uruguagio, il suo tiro non è sufficientemente angolato, ma la respinta del portiere diventa un assist che il numero 11 ribadisce in rete.

Passato il vantaggio il Lecce sembra in grado di affondare il colpo, ma al 27’ Beretta chiude in maniera sbilenca una triangolazione con D’Ambrosio. Alla mezz’ora Sacilotto si inventa un tiro a spiovere da una quarantina di metri: la parabola è insidiosa, perché la sfera si abbassa all’improvviso terminando un palmo sopra la traversa. Al  minuto 39 arriva l’errore che causa il pareggio: nessuno dei giallorossi chiamati in causa, in un’azione insistita e confusa che svaria dal fronte destro a quello sinistro dell’area di rigore, riesce ad allontanare il pallone e così alla fine arriva un tocco di Salvi con il braccio che mette in condizione l’arbitro, Serra di Torino, di fischiare il secondo calcio di rigore della giornata: il capitano Ferrari spiazza Perucchini con estrema freddezza (nella foto sotto, di Chilla).

ferrari-2Nella ripresa i giallorossi appaiono più intraprendenti mentre gli ospiti serrano le fila a difesa del pareggio. C’è Papini al posto di Sacilotto. Il possesso palla è quasi a senso unico, ma questa superiorità statistica resta sterile: non è un caso che le occasioni migliori, in tutto il secondo tempo, vengano dai centrocampisti, di testa: due volte con il neo entrato e una con Amodio. Nemmeno l’inserimento di Zigoni per Doumbia, al 57’, conferisce all’attacco del Lecce l’incisività che servirebbe, anche perché il Gubbio resta ordinato. Qualche miglioramento si vede con l’inserimento di Bogliacino che sa come andarsi a prendere la palle e, soprattutto come trattarla. Peccato che un suo calcio di punizione, quasi allo scadere, sia deviato dalla barriera.

(I risultati delle altre partite dell'ottava giornata)

Dopo otto partite il Lecce si ritrova con solo cinque punti. Il divario dalla zona play-off è di quattro lunghezze, la classifica non presenta voragini, ma si sta aprendo una piccola breccia tra le prime sette e le altre: il Benevento è a 12 punti, la Salernitana, il Perugia e l’Ascoli - che domenica ospiterà il Lecce al Del Duca - sono a 9. Consolarsi col terzo risultato utile consecutivo è troppo poco: in fondo la squadra giallorossa nelle ultime tre giornate ha affrontato formazioni di bassa classifica. E’ chiaro che ci vuole uno scatto deciso, che può venire solo quando alla compattezza tattica tra i reparti e ai progressi della difesa – farina del sacco di Lerda - si accompagneranno linearità nella manovra ed pericolosità nel reparto avanzato. Senza Miccoli è un problema serio: mancano all’appello anche quelle tre o quattro conclusioni verso lo specchio della porta che comunque il Lecce, con in campo il suo capitano, si è sempre procurato.

Il tabellino di Lecce-Gubbio 1 a 1.

LECCE (3-5-2): Perucchini; Diniz, Martinez (cap.), Vinetot; D’Ambrosio, Salvi (71’ Bogliacino), Amodio, Sacilotto (46’ Papini), Lopez; Doumbia (57’ Zigoni), Beretta. A disposizione: Bleve, Bencivenga,  Parfait, Sales. Allenatore: Lerda

GUBBIO (4-3-3): Pisseri; Bartolucci, Tartaglia, Ferrari, Giallombardo; Moroni (74’ Domini), Boisfer (cap.), Baccolo; Malaccari, Longobardi (82’ Cocuzza), Di Francesco (62’ Falconieri). A disposizione: Cacchioli, Laezza, Procacci, Russo. Allenatore: Bucchi

Arbitro: Serra di Torino.

Ammonito: 19 D’Ambrosio (L), 23’ Bartolucci (G), 25’ Vinetot (L), 39’ Salvi (L), 42’ Doumbia (L), 59’ Ferrari (G).

Marcatori: 24’ Lopez (L), 40’ Ferrari (G).

Spettatori: 3552 di cui 2219 abbonati.

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