Lunedì, 14 Giugno 2021
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Lecce, il Barbera è amaro. E domenica è già spareggio

Con un gol per tempo, il Palermo archivia la pratica infrasettimanale. Il Lecce non sfigura, ma nel primo tempo è inconcludente. Carrozzieri in campo dall'inizio, per Olivera e Muriel metà ripresa

Giacomazzi e Miccoli in una foto della scorsa stagione.

LECCE - Un'altra sconfitta per il Lecce, sconfitto al "Renzo Barbera" di Palermo per 2 a 0 e domenica, contro il Novara in casa, sarà già uno spareggio salvezza. Inconcludente per tutta la prima frazione, nella quale paga a caro prezzo l'entrata fuori tempo di Tomovic su Hernandez che vale il rigore, la squadra salentina reagisce nella ripresa dimostrando di poter impensierire i padroni di casa, ma negli ultimi sedici metri i giallorossi si perdono. Sembra quasi che nessuno voglia tirare in porta, segno evidente di un deficit di personalità che, insieme alla sterilità offensiva, sembra il tratto negativo saliente di questo inizio di stagione.

Con l'incoraggiante rientro di Carrozzieri - che ha giocato tutta la gara - e di Olivera, che ha disputato 25 minuti, Di Francesco può consolarsi, almeno in parte. Questo Lecce ha assoluto bisogno della loro esperienza e del loro apporto. Ma i problemi più gravi dell'organico salentino, superata la maledizione della partenza ad handicap, sono essenzialmente nel reparto offensivo: con Di Michele fuori causa e Ofere fuori fase, il solo Corvia non può fare reparto da solo. Si è visto anche Muriel, finalmente, ma forzare un giudizio alla prima apparizione potrebbe suonare ingeneroso nei confronti del giovane colombiano. Cuadrado invece si accende col contagocce mentre per lunghi tratti della gara, insieme a Piatti, sembra avulso dal resto della squadra.

Primo tempo: Lecce equilibrato ma evanescente. I rosanero avanti su rigore di Pinilla.

Rispetto a domenica, mister di Di Francesco lascia a riposo Esposito e Strasser per Carrozzieri e Piatti. Dispone la squadra con il 4-3-1-2 affiancando Cuadrado a Corvia. Il Lecce non subisce l'aggressività del Palermo, come si temeva alla vigilia, ed anzi tiene i rosanero abbastanza lontano dalla propria area fino al colpo di testa di Pinilla al quale Benassi risponde con reattività consentendo a Obodo di allontanare sulla linea di porta. Due minuti prima, al 20', Corvia con un bel diagonale aveva costretto Tzorvas alla deviazione in angolo.

Ma al minuto 27 Tomovic sbaglia il tempo della chiusura sul rapidissimo Hernandez che anticipa il serbo quanto basta per farsi atterrare per un evidente rigore. Pinilla esegue magistralmente e il Palermo si porta in vantaggio. Passano cinque minuti e il Lecce ha una buona occasione: tiraccio di Obodo, respinta incerta dell'estremo rosanero e tiro alle stelle di Corvia che arriva per primo sul pallone ma senza trovare la giusta coordinazione. Al 41' il Palermo va vicinissimo al raddoppio: Acquah, servito con intelligenza da Migliaccio, tira a botta sicura a pochi metri dalla porta ma sulla traiettoria, per fortuna degli ospiti, si trova Oddo.

Secondo tempo: Ospiti più intraprendenti ma manca l'affondo e il Palermo chiude i conti con Hernandez.

Di Francesco ripropone la stessa formazione anche nella ripresa. Ma è l'atteggiamento ad essere cambiato: una manovra più fluida a centrocampo e la maggiore intraprendenza dei due "latitanti" del primo tempo, Cuadrado e Piatti, bastano al Lecce per esercitare una certa pressione nella metà campo avversaria, interrotta solo da qualche ripartenza di alleggerimento. Sono proprio i due grandi assenti del primo tempo a creare le maggiori preoccupazioni a Tzorbas ma, vuoi per imprecisione (Piatti), vuoi per titubanza (Cuadrado), il portiere rosanero non deve nemmeno sporcarsi i guanti. Al minuto 17 Oddo resta piantato in proiezione offensiva e per il Palermo si apre un varco di 60 metri tappato in extremis dal tempestivo Carrozzieri che certo non le manda a dire ai compagni.

Di Francesco, appena trascorso il 20', opera un doppio cambio: Olivera (fuori Obodo per un problema muscolare) ritrova il campionato di serie A dopo l'infortunio con il Napoli al termine della scorsa stagione mentre Muriel prende il posto di Corvia. Mangia risponde con Miccoli per Ilicic e Bacinovic per Acquah. Due minuti dopo la mezz'ora i padroni di casa trovano il raddoppio con Hernandez, abile ad anticipare con un tocco fulmineo la chiusura di Oddo e Tomovic. Ma il secondo gol è da ascrivere ad un errore commesso dal Lecce quasi a centrocampo con Carrozzieri che non spazza un pallone che pure aveva riconquistato con mestiere consentendo a Bacinovic di innescare il capovolgimento di fronte.

Il Lecce a questo punto sbanda in maniera visibile tanto che nel giro di due minuti potrebbe arrivare il terzo gol con Miccoli. Il suo tiro a giro termina di poco fuori. Nella parte finale di gara il migliore tra i giallorossi è senza dubbio Bertolacci - entrato per Grossmuller -, che al 40' libera al tiro Cuadrado ma il diagonale del colombiano non centra la porta. Gli ultimi minuti offrono a Benassi l'opportunità di mettersi ancora in mostra con un doppio intervento e a Bertolacci l'opportunità di segnare il gol della bandiera con un bel tiro dal limite dell'area.

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