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Lecce beffato in extremis, ma quante occasioni sbagliate

I giallorossi giocano meglio della Lazio ma pagano caro tre ingenuità. Muriel e Di Michele, dopo il vantaggio su rigore, non affondano il colpo e gli ospiti, nella ripresa, passano grazie all'implacabile Klose

LECCE - Proprio non ce la fa il Lecce a sfatare l'incubo del Via del Mare, perdendo una gara che avrebbe meritato di vincere se solo avesse sfoderato quel cinismo di cui invece ha fatto tesoro la Lazio, sorniona nell'attesa ma micidiale al momento dell'affondo. Muriel e Di Michele non sfruttano due chiare opportunità a testa, tenendo così i biancocelesti al livello di galleggiamento quando la partita avrebbe potuto prendere una piega nettamente favorevole ai colori giallorossi. 

La squadra di casa, oltre a sprecare davvero tanto, troppo per chi ha ambizioni di salvezza comunque legittimate da un gioco riconosciuto dagli applausi finali di un pubblico tutt'altro che rassegnato, commette le solite ingenuità, pagate tutte a caro a prezzo. Da un calcio da fermo e da due false ripartenze sulla propria tre quarti, sono venute le marcature laziali. Un dato che dimostra quanto deficit di concentrazione ci sia ancora da colmare.

Identità tattica, personalità, consapevolezza nei propri mezzi. Questo aveva chiesto l'esordiente Serse Cosmi alla vigilia. Da tutti e tre i punti di vista i progressi ci sono ma non sono bastati a portare a termine una gara che il Lecce ha giocato meglio, dominando, almeno in alcuni tratti, una Lazio piuttosto speculativa. La classifica dei salentini si commenta da sè, ma la squadra è viva e ha dimostrato, oggi con maggiore continuità delle precedenti occasioni - grazie anche ad un organico pressochè al completo -, di possedere una qualità che Cosmi ha l'obbligo di coltivare senza consentire il minimo cedimento psicologico. 

Primo tempo: Lecce sprecone dopo essere passato in vantaggio, Klose invece non sbaglia.

L'attesa per vedere in azione la coppia d'attacco formata da Di Michele e Muriel non viene tradita dai due interpreti. Deliziosa una triangolazione al sesto minuto, ma il colombiano non trova il tempo giusto per battere a rete. Al 12' il collega di reparto taglia la difesa andando a raccogliere in anticipo su Marchetti un rilancio dalle retrovie. Contatto evidente, rigore e cartellino giallo per il portiere laziale: probabilmente giusto a norma di regolamento, ma la protesta dei giallorossi è vibrante. 

Il Lecce è padrone del campo e sfiora il raddoppio con un sinistro di Muriel e un destro a girare di Di Michele, sul quale l'estremo biancoceleste è puntuale e spettacolare. Ferrario e Tomovic, i centrali, fanno bene la propria parte anche perchè Rocchi appare sfasato mentre Klose piuttosto isolato da una centrocampo che soffre maledettamente il pressing e i raddoppi dei salentini. Ma è proprio il tedesco a portare la Lazio al pareggio, ribadendo in rete una sponda di Diankitè nata da un calcio d'angolo. Entrambi colpiscono indisturbati, colpa grave della retroguardia.

I giallorossi provano subito a rimettersi davanti. Ci prova prima Cuadrado con un tiro da fuori poi l'occasione buona è ancora sui piedi di Muriel che però, invece di servire Giacomazzi tutto solo sul dischetto, tira al lato. E poco ci manca che Rocchi, risvegliatosi dal torpore, firmi la beffa su una girata al volo da posizione interessante.

Secondo tempo: Giandonato e Marchetti out per infortunio. La Lazio colpisce due volte e passa.

Lecce in campo con Giandonato per Tomovic, Giacomazzi arretra da centrale. Reja cerca di dare una scossa inserendo Cissè per Rocchi e Cana per l'infortunato Biava. La prima azione degna di note è per i padroni di casa, con un tiro di Cuadrado lanciato in profondità, ma a segnare è di nuovo la Lazio. Olivera non si intende con un compagno e l'appoggio di petto innesca un fulmineo assit per il neo entrato Cana che trafigge in diagonale Benassi. Il vantaggio degli ospiti non paralizza il Lecce che, seppur sceso complessivamente di tono, non si disunisce. Giandonato si fa male ed entra Grossmuller. L'atteggiamento tattico del Lecce, al netto di qualche spostamento, non cambia, incardinato su un modulo nel quale Obodo giganteggia per quantità di palloni recuperati. 

Il pareggio leccese arriva al 59', quando Ferrario - per lui primo gol nella massima serie - gira di testa in rete un assist di Muriel. Il Via del Mare riprende a "bollire" e l'incitamento dagli spalti trascina i giallorossi a cercare i tre punti. Marchetti si fa male da solo, costringendo Reja al terzo e ultimo cambio: dentro Carrizo. Con meno brillantezza ma buona determinazione il Lecce continua a battere la via del gol. Una buona manovra sulla desta porta Muriel a coordinarsi di controbalzo, dentro l'area di rigore: l'impatto con la sfera è buono ma il tiro che ne scaturisce è centrale.

Che nessuno ci stia a perdere lo testimoniano le sportellate che si consumano in mezzo al campo e che spesso vedono protagonista Olivera. Non mancano nemmeno i cartellini, uno per Hernanes per proteste e un altro per Giacomazzi, costretto al fallo su Cissè lanciato in corsa verso zone pericolose. Nell'occasione il metro di giudizio di Russo è uguale a quello adottato nella concessione del rigore. La Lazio, all'81', sfiora il terzo gol ma l'occasione è casuale: da un tiro di Cissè, respinto, nasce un parabola che Klose gira alto, di testa, sulla traversa.

Il vero match point capita a Di Michele, davvero generoso nella gara del rientro dopo il lungo infortunio. Slalom in area, portiere praticamente a terra e pallonetto velenoso sul secondo palo, ma la sfera esce di poco. La differenza tra un capolavoro e un nulla di fatto è questione di centimetri. Ad un minuto dal termine, la beffa servita dai biancocelesti. Olivera appoggia di tacco per rilancirare l'azione ma Cissè è più furbo di tutti e il suo cross per la testa di Klose e telecomandato. Esemplare il colpo di testa dell'attaccante, Benassi non può nulla. 

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