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Orgoglio Lecce, poker servito alla Roma e salvezza a 4 punti

Con due reti per tempo, il Lecce stende una Roma inguardabile. Doppiette per Muriel e Di Michele, gli ospiti a segno nel finale con Bojan e Lamela. Benassi para tutto quello che può e i giallorossi escono tra gli applausi

Foto LeccePrima (tutti i diritti riservati)

LECCE - Al termine di una settimana per molti versi drammatica, il Lecce trova l'orgoglio e la lucidità per stendere una Roma ben al di sotto delle attese, praticamente inconsistente. Serse Cosmi si "mangia" il collega Luis Enrique, affondando, come una lama nel burro, le sue pedine nella surreale difesa capitolina. Il fiume che scorre al Via del Mare è comunque  giallorosso, ma sulla sponda leccese tutto gira alla perfezione mentre su quella ospite va in scena una Caporetto che espone ancora una volta il tecnico spagnolo alla rabbia di chi chiede la sua testa.

Giocata con cuore, testa e gambe, la gara del Lecce ha fornito alla città, e soprattutto ai suoi tifosi, l'occasione di un riscatto innanzitutto morale. Se sul piano giudiziario l'inchiesta va avanti e lascia tutto l'ambiente con il fiato sospeso, dal punto di vista sportivo la squadra di Serse Cosmi resta aggrappata alla serie A e, anzi, rosicchia due lunghezze sul quart'ultimo posto, ora occupato da Genoa e Parma che hanno 35 punti. 

Cuadrado, Muriel, Di Michele ma anche Benassi, formidabile in almeno quattro circostanze, a partire dalla parata sull'unico tiro in porta della Roma nel primo tempo, quello di Bojan, reso più che insidioso dal terreno bagnato oltre che dalla precisione del giovane talento. Si fa fatica a trovare delle pecche nella prestazione dell'undici salentino. Una prova di carattere, ma anche di compattezza del gruppo, che legittima le ambizioni del Lecce di giocarsi le sue chanche fino all'ultimo secondo, proprio come Cosmi aveva auspicato il giorno del suo arrivo.

Primo tempo: Lecce micidiale in contropiede, Roma imbarazzante. Muriel e Di Michele per il 2 a 0 parziale.

Le difficoltà della Roma si palesano già al primo vero affondo del Lecce con il cartellino giallo rimediato da Jose Angel per un fallo plateale su Cuadrado. Rosi, per due volte, allontana il pericolo deviando prima in angolo una punizione di Oddo e poi respingendo a un metro dalla porta il colpo di testa di Delvecchio. La difesa alta predisposta  da Luis Enrique è un invito a nozze per le verticalizzazioni del Lecce: Blasi si dimostra eccellente in fase di pressing e di recupero e dall'asse centrale partono quasi tutte le iniziative dei padroni di casa. Al minuto 13 Muriel viene fermato dall'assistente dell'arbitro Orsato per un fuorigioco che non c'era, ma al 22' i padroni di casa sbloccano il risultato: Giacomazzi serve in profondità il colombiano che stacca Kjaer in allungo, mette a sedere Stekelenburg e calcia comodamente in rete.

lecce_3283-2Il boato del pubblico non è rituale, ma suona liberatorio. Il Via del Mare sembra protetto da una campana di vetro che lascia infrangersi lontano dal terreno di gioco insinuazioni, indiscrezioni e timori. In campo ci sono due squadre e una è nettamente superiore all'altra, contrariamente alle aspettative. Il Lecce continua ad essere pericoloso in velocità mentre la Roma accumula uno sterile possesso palla declinato con soluzioni orizzontali che facilitano l'atteggiamento dei padroni di casa in fase di copertura. L'unico vero pericolo Benassi lo corre al 38' quando è reattivo su un gran tiro di Bojan, distendosi con la mano aperta verso il palo più lontano. 

Dopo un ubriacante azione di contropiede orchestrato da Cuadrado, Di Michele e Muriel, i giallorossi trovano il raddoppio. Le "belle statuine" della retroguardia capitolina assistono attonite all'assist (il secondo della giornata) con cui Giacomazzi, nel cuore dell'area, serve Di Michele che, al volo, infila il portiere della Roma. 

Secondo tempo: Gol da applausi di Muriel, Di Michele chiude i conti su rigore. Bojan e Lamela accorciano.

Ricomincia la partita ma la Roma continua a latitare. Tra i difensori le distanza sono siderali, De Rossi agisce in un ruolo ibrido - tra il mediano e il centrale aggiunto - che lo tiene comunque troppo arretrato, Luis Enrique non cambia e il Lecce passeggia. Muriel, ancora lui, al 49' si inventa un dribbling sul filo del fallo laterale, converge verso il centro e "disegna" un tiro da oltre venti metri che si va ad insaccare sul secondo palo. Un'azione da manuale del calcio. Non è finita, perché l'azione si ripete al 55' quando il guardalinee Copelli segnala correttamente all'arbitro il fallo di Heinze su Muriel, in area di rigore. Di Michele, dal dischetto, non sbaglia. 

Con quattro gol di vantaggio il Lecce si concede l'attenuazione del ritmo di gioco, quanto basta alla Roma per essere più propositiva. Al 61' Benassi riprende confindenza con la sfera, anticipando Osvaldo. Tra il portiere e l'ex giallorosso inizia un duello che accende definitivamente i riflettori sull'estremo di casa, costretto ad alzare bandiera bianca solo all'88' su precisa conclusione al volo di Bojan. Nei sei minuti restanti, la Roma trova anche il secondo gol con una splendida punizione di Lamela ed un'altra occasione con Gago, allo scadere dei quattro minuti di recupero concessi per i cambi di Cosmi e per qualche intervento dei sanitari.E' singolare come Luis Enrique, che fino ad oggi aveva sempre attinto a piene mani alla panchina durante il corso delle partite, abbia lasciato inalterato l'undici di partenza, mentre il tecnico del Lecce ha sostituito Cuadrado con Grossmuller (62'), Muriel con Bojinov (73') e Giacomazzi con Bertolacci (82').

Mercoledì si torna in campo per il turno infrasettimanale: il Lecce va a Catania mentre le sue più dirette concorrenti, Parma e Genoa, hanno un turno sulla carta molto favorevole, ospitando rispettivamente Cesena e Novara. Poco importa, in fondo. Il Lecce visto oggi è una squadra piena di dignità e, comunque vada a finire, può consentire ai suoi tifosi di andare in giro a testa alta, nel momento peggiore della storia del club.

 

 

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