A Siracusa una sfida d'alta classifica. Il Lecce prova a tenere le distanze

I siciliani, quarti, attendono la capolista. Liverani esorta i suoi a fare attenzione alla fase di non possesso e annuncia qualche variazione

Fabio Liverani.

LECCE – Sabato, con inizio alle 16.30, è in programma la gara tra Siracusa e Lecce. Si tratta di un match di primo livello che oppone la quarta in classifica alla capolista. I siciliani vengono da una vittoria per 2 a 0 sul non facile campo della Reggina, mentre i salentini hanno avuto la meglio sulla Casertana nei minuti finali.

L’avversario

Il Siracusa ha 23 punti, in conseguenze di sette vittorie, due pareggi e quattro sconfitte. Il dato particolare è che in trasferta ha vinto cinque delle sette gare giocate, pareggiandone un’altra. In casa ha perso invece ben tre volte su sei partite. Ha segnato in totale 21 reti subendone 13, ha quindi la stessa differenza reti del Lecce, che di punti ne ha però 30 (il Catania ne ha 25, il Trapani 24). Il modulo prediletto da mister Paolo Bianco è il 4-2-3-1, da sottolineare anche che si giocherà su un manto erboso sintetico.

Le parole di Liverani

Di certo consapevole delle difficoltà che ci saranno è mister Liverani che in conferenza stampa ha dichiarato: “È una gara complicata per tanti motivi: è la terza in una settimana, il Siracusa è una squadra esperta che gioca bene e che viene da un risultato importante, è un match di alta classifica, da disputare su un campo sintetico. Ci sono tante insidie in questa trasferta lontana, ma sono messe in preventivo per cui noi andiamo là cercando di capire che partita sarà: dobbiamo essere attenti nella fase di non possesso e sfruttare le occasioni che ci capiteranno”.

Quello di domani sarà anche il terzo impegno ufficiale nell’arco di una settimana, circostanza che porterà inevitabilmente a fare delle variazioni: “I dati in nostro possesso dicono che ad Andria non abbiamo speso tantissimo, con la Casertana di più ma è la terza partita a essere decisiva e a dirci chi ha recuperato meglio: cambieremo qualcosa, ma non sarà un vero turnover: non si possono cambiare sette, otto elementi per volta”.

All’allenatore del Lecce è stato chiesto poi conto delle difficoltà emerse nelle ultime gare nella fase di impostazione, che gli avversari sembrano saper neutralizzare più spesso di quanto accadesse in precedenza: “Di solito abbiamo Arrigoni davanti alla difesa, ma sia Mancosu che Costa Ferreira che Armellino possono arretrare per darci palleggio e tecnica, per uscire dalla pressione. Essere bravi nello smarcamento e avere qualità nel passaggio sono fattori elementi fondamentali per il controllo della palla. Dobbiamo farlo meglio se vogliamo il predominio del gioco: è necessario migliorare, a tratti lo facciamo bene, a volte no”.

Per quanto riguarda l’ipotesi di un appannamento dal punto di vista fisico come causa delle difficoltà contro la Casertana, l’allenatore del Lecce ha preferito un’altra motivazione: “Siamo partiti bene, poi è calata l’intensità, poi l’abbiamo recuperata. Questo significa che è una questione mentale, ne abbiamo parlato, gliel’ho fatto capire ai ragazzi”. Liverani ha quindi ammesso degli aspetti da migliorare per quanto riguarda la spinta offensiva sulle fasce e la capacità di sfruttare i calci piazzati: “Di Matteo deve arrivare in velocità più spesso, anche a destra costruiamo gioco ma non sempre bene, siamo troppo fermi. Ci guadagniamo poche punizioni, perché scopriamo sempre la palla e non la proteggiamo”.

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Infine un passaggio sull’episodio che ha visto protagonista Torromino, che con la sua scelta di provare una finezza ha innescato l’azione del momentaneo pareggio dei campani: “Il calcio è anche fortuna, se finisce in pareggio ti senti più colpevole. Avendo vinto passa in secondo piano: la squadra e lo staff hanno stima di lui, ha l’esperienza per andare oltre questo errore. Credo anzi che possa servire per capire cosa chiedo ai più esperti in certi momenti della partita, di distinguere cosa è più utile per la squadra e cosa lo è per sé”. 

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