Sabato, 31 Luglio 2021
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Nervi tesi e nessuna buona idea: il Südtirol espugna il Via del Mare

Con un gran tiro di Pasi sul finale di gara gli altoatesini interrompono l'imbattibilità casalinga del Lecce. Ammonizioni ed espulsioni mettono a nudo la tensione dei padroni di casa. Nel recupero gli ospiti colpiscono il palo

L'espulsione di Foti (foto Chilla).

LECCE - Dopo sei vittorie su altrettante partite casalinghe, il Lecce cede il passo ad un Südtirol più dinamico e meglio organizzato. E' stato Pasi, pochi minuti dopo il suo ingresso in campo, a decidere all'85' le sorti del match con un gran gol da circa 25 metri. Giallorossi privi di idee ed eccessivamente nervosi: Foti è stato espulso nella ripresa per aver mandato a quel paese l'arbitro, mentre nel corso del primo tempo, sempre per proteste, erano stati allontanati dal terreno di gioco mister Lerda e il medico sociale Giuseppe Palaia. Nei minuti di recupero, gli ospiti hanno colpito un palo su azione di contropiede. Domenica, a Carpi, i salentini sono chiamati a difendere il primo posto: i modenesi sono secondi a tre lunghezze di distanza.

La cronaca.

La terza sconfitta consecutiva rimediata dal Lecce dopo quelle di Salò e Perugia sancisce una crisi di gioco e di mentalità che sembra andare oltre la contingenza di una fase negativa che era pur sempre preventivabile. Il Südtirol ha messo a nudo tutti i limiti attuali dei giallorossi, vincendo con merito una gara che proietta gli altoatesini al terzo posto in classifica, dietro quel Carpi che i giallorossi affronteranno domenica prossima in trasferta. E se la panchina di Lerda è inattaccabile, almeno fino a che ci sarà lo scudo del primo posto, resta da capire se tra il tecnico e la squadra siano sorte, nelle ultime settimane, incomprensioni e divergenze di vedute.

Sceso in campo con Zappacosta titolare al posto di De Rose, il Lecce ha accusato da subito le verve degli ospiti, ben organizzati in un 4-3-3 che ha esaltato il tempismo di una difesa sempre abile a far trovare i padroni di casa in off side e la qualità e il dinamismo di molti dei suoi interpreti – Branca, Campo, Maritato, Bertoni -. Già al 12’Benassi ha dovuto superarsi per deviare in corner una parabola velenosa nata dall’opposizione di un difensore ad un tiro scagliato in area di rigore da Campo. Dieci minuti dopo il direttore di gara, Rosario Abisso da Palermo, ha allontanato dal terreno di gioco, per proteste, sia l’allenatore Lerda che il medico sociale Palaia. Dal punto di vista disciplinare sono stati minuti terribili quelli fino al 29’ quando anche Zappacosta, per una manata, è stato ammonito chiudendo una serie di cartellini gialli iniziata con Giacomazzi (tocco volontario con la mano) e proseguita con Chiricò (simulazione).

Intorno alla mezz’ora Falco e Chiricò, come spesso accade, hanno scambiato le rispettive posizioni e il Lecce è parso uscire timidamente da quella condizione di impotenza che gli stava costando anche i primi veri fischi della stagione da parte di qualche tifoso. Niente di trascendentale, comunque, tanto che il primo tiro verso la porta di Marcone è arrivato con un timido tentativo del mancino brindisino al 38'.

Nella ripresa la prima occasione è per Foti che, servito in area da Zappacosta – gagliarda la sua prestazione a centrocampo in un contesto di evidente mediocrità -, incrocia troppo il suo diagonale. Sembra il segnale per un secondo tempo d’orgoglio e, invece, nel giro di due minuti il Lecce rimedia altri due provvedimenti: prima un giallo per Di Maio (proteste) poi l’espulsione per Foti (proteste), che ha così confemato di avere una certa propensione alla polemica. Il tecnico del Südtirol, Stefano Vecchi, inserisce un attaccante per un altro, Thiam per Fink mentre Franco Lerda opera un doppio cambio: Jeda per Giacomazzi e Pià per Falco ridisegnando dunque il tridente d’attacco.

Al 59’ Chiricò, da buona posizione, spedisce un diagonale sul fondo, al 64’ Jeda spara alto da poco fuori l’area di rigore. I biancorossi non stanno mai a guardare, anzi, approfittando della superiorità numerica, cercano di intensificare le scorribande sulle corsie laterali: così al minuto 78’ – pochi secondi dopo l’ingresso di Uliano per Bertoni - Thiam raccoglie in area piccola un cross di Branca dalla sinistra e mette in rete, ma la sua posizione è giudicata irregolare dall’assistente dell’arbitro. Ancora due sostituzioni: all’82’ Pasi rileva Campo, un minuto dopo dentro De Rose per Memushaj.

All’85 il vantaggio del Südtirol: il Lecce, tanto smanioso di proiettarsi in avanti da essere troppo impreciso nei passaggi,  si fa trovare impreparato su una ripartenza degli ospiti – la difesa nell’occasione è troppo scoperta – e il neo entrato Pasi, con un bolide da 25 metri sorprende tutti e soprattutto Benassi sul primo palo. Per il Via del Mare, già gelato di suo da una temperatura rigida esasperata dal vento, è un colpo letale: nei tre minuti di recupero Pià e Chiricò non sono lucidi e sbagliano due conclusioni non certo proibitive, mentre è solo il palo a dire di no a Branca sulla classica azione di contropiede.

Sconfitta meritata per un Lecce abulico e troppo nervoso: anche solo indugiare sulla prestazione del direttore di gara – a tratti cervellotica tanto da risultare indisponente per i padroni di casa - sarebbe come cercare un alibi che invece non può reggere: fingere un brutto infortunio per poi scattare in piedi o mandare a quel paese l’arbitro in maniera così plateale sono atteggiamenti che hanno fatto il loro tempo e che anzi denotano un’irrequietezza che non è solo riconducibile al carattere del singolo giocatore. Così come non può essere un’attenuante l’assenza di Bogliacino, quello che sa correre meglio di tutti gli altri, quello che sa trovare il passaggio rapido e filtrante. Di domenica in domenica si stanno delineando sempre più chiaramente i contorni di una condizione fisica e mentale preoccuoante. Quelli che già a Pavia erano indizi, sintomi di un calo, sono ora divenuti prove evidenti di qualcosa che si è inceppato nel meccanismo giallorosso e che, talvolta, fa addirittura girare le cose al contrario.

Lecce (4-3-3): Benassi; Vanin, Di Maio, Esposito, Legittimo; Memushaj (83’ De Rose); Giacomazzi (58’ Jeda), Zappacosta; Falco (58’ Pià), Foti, Chiricò. A disposizione: Gabrieli, Semenzato, Vinicius, Chevanton. Allenatore: Lerda.

Südtirol (4-3-3): Marcone; Iacoponi, Cappelletti, Bassoli, Martin; Furlan, Bertoni (77’Uliano), Branca; Campo (82’ Pasi), Fink (56’ Thiam), Maritato. A disposizione: Grandi,Kiem, Bontà, Bocalon. Allenatore: Vecchi.

Marcatori: 85' Pasi (S).

Ammoniti: Giacomazzi, Zappacosta, Di Maio, Chiricò (L); Fink e Bassoli (S).

Espulsi: il tecnico Lerda e il medico sociale Palaia al 23’. Foti al 53’ (L).

Arbitro: Abisso di Palermo.

Spettatori 3917 di cui 1039 paganti e 2878 abbonati.

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