Lecce superiore ma non abbastanza concreto: a Salerno terzo pari di fila

Nono risultato utile per la squadra giallorossa, che era andata sotto già al minuto 11 per un errore della difesa. Nella ripresa capitan Mancosu ha realizzato un calcio di rigore per fallo di Lopez

Il rigore realizzato da Mancosu (foto Chilla).

LECCE - Con il terzo pareggio consecutivo arriva a nove il filotto di risultati utili del Lecce. A Salerno i giallorossi hanno conquistato un buon punto, considerando che la gara si era messa in salita già all'11 quando un grosso malinteso tra Calderoni e Lucioni aveva lasciato Capezzi libero di ricevere l'assist di Anderson e calciare comodamente in porta.

Il rigore realizzato da Mancosu, per fallo di Lopez sullo stesso capitano dei salentini, ha rimesso sui binari dell'equilibrio una gara che gli ospiti hanno giocato in maniera propositiva, mentre i padroni di casa esclusivamente di rimessa, mantenendo sempre la linea offensiva e quella centrale ben schiacciate nella propria metà campo. E bisogna anche ricordare che il penalty sarebbe potuto arrivare molto prima, per una spinta plateale di Lopez a Lucioni ma anche per un'entrata da tergo su Mancosu: entrambi gli episodi sono stati ignorati dall'arbitro, Chiffi.

La squadra di Castori ha avuto con Anderson nel primo tempo una chiara occasione per il raddoppio e con Djuric e Tutino, al 73' e all'80', la possibilità di strappare il bottino pieno. A quel punto del match il Lecce aveva abbassato la sua intensità di manovra, rallentando le geometrie dell'impostazione. Ma la formazione di Corini ha comunque saputo tenere sotto pressione gli avversari fino all'ultimo, non concretizzando, a sua volta, un paio di opportunità importanti, con Listkoskwi, in contropiede al 69' e con Mancosu, di testa, al minuto 85.

Mister Lanna, con Corini costretto a casa dalla positività al Covid, ha schierato il giovane polacco come interno, insieme a un ritrovato Henderson. Tachtisdis ha fatto quasi tutto molto bene, approfittando della scelta dei granata di rinunciare a un pressing asfissiante per mantenere uniti i reparti. Un'altra novità ha riguardato l'inserimento di Pettinari: per l'attaccante romano 63' minuti al servizio della squadra, ma senza particolari finalizzazioni. Lo stesso Coda, a dire il vero, ha dovuto girare parecchio al largo per trovare palloni giocabili e il risultato sostanziale è stato una serie di tentativi di tiri dalla distanza e per vie quasi sempre centrali. Lucioni e Meccariello hanno fatto buona guardia su Tutino e Gondo e solo con l'ingresso di Djuric la Salernitana ha potuto respirare, guadagnare qualche metro e creare i presupposti migliori o su calcio piazzato o approfittando di qualche spazio di troppo sulla corsia di destra: meglio Adjapong di Calderoni, in entrambe le fasi.

I numeri finali non lasciano dubbi su chi abbia gestito il match: 23 tiri del Lecce contro 5, quasi il 70 percento di possesso palla e il doppio dei passaggi rispetto agli avversari. Non bastano le statistiche per vincere, certo, ma i giallorossi restano nella zona che conta: l'Empoli, vittorioso con la Cremonese, si è riportato in testa alla classifica con 25 punti, superando di una lunghezza la Salernitana. Subito dietro i campani c'è il Frosinone, che ha vinto a Reggio Emilia, quindi la Spal a 22 punti e Lecce e Venezia, vittorioso a Reggio Calabria, a quota 21. Il Monza, che ha travolto la Virtus Entella, si è portato a 20, dove c'è anche il Cittadella che ha superato agevolmente il Vicenza e che deve recuperare una partita, come il Chievo che di punti ne ha 18. 

Sabato il Lecce ospiterà il Pisa in una giornata, la 13esima, in cui sono in programma tre scontri diretti: Frosinone-Salernitana (venerdì), Chievo-Empoli e Venezia-Spal. 

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