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La svolta di Salerno. In tre mosse il Lecce ha archiviato il disastro di Messina

A venti giorni dal "naufragio" in riva allo Stretto, i giallorossi hanno dimostrato di aver cambiato passo: importanti la duttilità tattica e la capacità di limitare i danni nella fasi difficili: la vittoria contro la capolista non è casuale

Walter Lopez contro la Salernitana.

LECCE – Sette punti su nove disponibili. Così il Lecce ha archiviato il naufragio di Messina dove è caduto sotto i colpi di una squadra animata in quel momento solo dall’istinto di sopravvivenza. Sono trascorsi 20 giorni da quel funesto 4 di ottobre, di cui nelle memoria resta solo il gran goal di Davide Moscardelli.

Forse un segno non casuale, dal momento che da quella domenica l’attaccante non ha sbagliato un colpo, dimostrando a suon di prestazioni di non essere venuto nel Salento con l’animo di chi cerca un buen retiro. Nella gara successiva, contro la Casertana, un altro goal dell’ex bolognese e poi un altro ancora a Castellammare di Stabia. Ieri a Salerno Moscardelli è rimasto a digiuno ma la rete di Sacilotto è stata propiziata da una sua potente conclusione verso la porta difesa da Gori. E quando è stato sostituito da Lepore, la smorfia di sofferenza sul suo volto, dovuta anche ad un affaticamento muscolare, la diceva lunga su quanto si fosse speso per la squadra.

Sta quindi nella crescita del “Mosca” una delle ragioni della rinascita del Lecce dopo aver toccato il fondo in riva allo Stretto. Una prestazione, quella, che aveva aperto le porte ai malumori della tifoseria, al ritorno a bomba delle voci su dissapori e spaccature tra il mister e una parte della squadra, insomma a tutte quelle turbolenze che stanno sempre dietro l’angolo quando una squadra è chiamata a vincere e convincere. Ma il Lecce non si è squagliato come neve al sole e anzi si è risollevato, dimostrando che il disastroso passaggio a vuoto era stato un cedimento temporaneo.

Contro la Casertana, che veniva da un filotto di quattro vittorie, i giallorossi si sono imposti per 2 a 0 con pieno merito interpretando con grande personalità il modulo 4-3-3, poi riproposto a Castellamare di Stabia (1 a 1), privo di Papini e Salvi e con Filipe Gomes e Sacilotto, ma sempre con lo stesso tridente di partenza: Moscardelli al centro, Doumbia e Carrozza come esterni. A Salerno, a parte il rientro di Lopez e l’avanzamento di Mannini sulla linea dei tre centrocampisti, Lerda ha pensato di proporre lo stesso atteggiamento, ma la risposta non è stata confortante. Il giovane Nalini ha fatto il guastatore infierendo su Lopez e con Greco è riuscito a inserirsi ripetutamente tra le linee giallorosse. E finché la Salernitana ha retto il ritmo di un pressing portato fin sulla tre quarti, il Lecce non ha saputo rendersi pericoloso.

Intorno alla mezzora, quando i granata hanno per forza di cose iniziato a tirare il fiato è venuta fuori la capacità di palleggio di Sacilotto e compagni e allora si è visto quanto è importante saper limitare i danni quando le cose non vanno per il verso giusto: perché, in fondo, la Salernitana, a parte il goal, non è che poi si sia procurata altre clamorose azioni da goal. Già prima dell’intervallo il Lecce ha avanzato il baricentro, ponendo le premesse di un capovolgimento di fronte che è diventato concreto ad inizio ripresa, quando, con l’ingresso di Della Rocca per Donida, il modulo è passato al 4-2-4. Il centravanti brindisino ha attirato molte delle attenzioni che i difensori centrali campani avevano riservato esclusivamente a Moscardelli che a sua volta ha potuto godere di una maggiore libertà in fase di costruzione della manovra e anche di finalizzazione. Così i giallorossi hanno iniziato a suonare una melodia davvero apprezzabile.

E quindi la capacità di adattarsi rapidamente ad un assetto tattico diverso da quello iniziale, si è dimostrata l’arma vincente. E senza un organico assortito in qualità e disponibile come atteggiamento mentale, la partita probabilmente non avrebbe conosciuto la svolta.

Notiziario

Questa mattina il Lecce si è allenato a Salerno prima del rompete le righe. La squadra si ritroverà lunedì mattina a Squinzano. Mercoledì si torna all’agonismo con l’impegno di Coppa Italia contro il Matera, in programma alle 14.30 al Via del Mare: per l’occasione i tifosi potranno accedere in Curva Nord (al costo di 5 euro, 2 per gli under 14) e al settore Poltronissime (25 euro, 10 per gli under 14). Tutti gli altri settori saranno chiusi. Per chi acquisterà i tagliandi al botteghino nel giorno della gara, il prezzo sarà maggiorato di 2 euro per la curva e di 3 per le Poltronissime. Per i tifosi ospiti il costo del biglietto è di 5 euro e sarà valida l’iniziativa “Porta un amico allo stadio”.

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