Lecce a testa alta col Sassuolo: recupera due volte, poi paga dazio alla sorte

Al gol di Caputo replica Lucioni, al rigore di Berardi, concesso con grande generosità, segue quello di Mancosu, appena entrato. In pochi secondi si passa dal possibile allungo giallorosso alla rete di Boga

Il gol di Boga.

LECCE - Non è stata la partita della svolta, ma non ci è mancato tanto: a Sassuolo il Lecce perde per 4 a 2 ma resta in partita fino al minuto 78, replicando prontamente agli scatti in avanti sul tabellino da parte degli avversari.

Il secondo, a dire il vero, per un rigore concesso - e realizzato da Berardi - per un abbozzo di trattenuta di Paz e Ferrari, che si lascia platealmente andare quando il difensore aveva già allargato le braccia dopo una presa nemmeno tanto significativa, una di quelle che si contano a decine in una partita. Tant'è: il direttore di gara, Massa, e Chiffi, il Var non hanno dubbi e beati loro perché di perplessità, invece, ne rimangono parecchie. Certamente una irregolarità per il basket, ma il calcio è un altro sport.

Molto discutibile anche la gestione dei cartellini, soprattutto quelli non estratti per una entrata molto scomposta su Shakhov, sul quale viene concesso il vantaggio senza successivo intervento sanzionatorio, per un fallo di Kiriakopoulos su Petriccione, e per l'atterramento di Babacar da parte di Marlon, già ammonito. In altre parole, la fiscalità con cui è stato concesso il rigore al Sassuolo cozza, e molto, con la condotta all'inglese mostrata nei suddetti episodi.

Nella gara giocata a Reggio Emilia c'è un poco tutto il campionato del Lecce, per come visto fino a oggi: l'errore individuale nell'applicazione del fuorigioco in occasione del gol di Caputo, al minuto 5; la decisione arbitrale che rompe, con un penalty assai generoso, l'equilibrio provvisorio maturato dopo il pareggio di Lucioni, al 27' (nella foto, sotto); la sfortuna quando Falco, in una situazione favorevole di contropiede, calcia dal limite dell'area di rigore trovando una ribattuta che innesca la ripartenza vincente dei padroni di casa con Boga a concludere a rete dopo aver beneficiato di una casuale carambola. A gioco fermo il Var controlla lo sviluppo dell'azione da un'area all'altra e dà via libera, infine, alla convalida del gol dei neroverdi.

D'altra parte si è vista una squadra schierata bene, come quasi sempre capita, con segnali di recupero dal punto di vista fisico - Farias, Barak e Babacar hanno retto per tutta la gara -, capace di palleggiare con sprazzi di qualità e mentalmente concentrata. Con Lapadula, Majer, Deiola, Meccariello e Rossettini ancora indisponibili, Liverani ha ancora pochissime alternative e, ciò nonostante, si è rivista almeno in parte di quella forma e di quella sostanza che avevano fatto del Lecce una squadra apprezzata e temuta prima dell'interruzione per l'emergenza sanitaria. La realtà non si costruisce con le ipotesi né tantomeno con la nostalgia, ma è chiaro che dal match col Sassuolo i giallorossi ne escono con la consapevolezza di poter ancora dire la loro, provando a smentire le sentenze di condanna maturate con un filotto negativo carico di gol subiti e formazioni spuntate. 

Davanti alla squadra tatticamente più brillante del campionato, con un organico di qualità e pieno di freschezza atletica, il Lecce ha trovato il secondo pareggio dopo appena quattro minuti dal rigore di Berardi: Marlon atterra Babacar al limite dell'area di rigore, per l'arbitro è punizione ma il Var corregge la decisione. Le immagini, del resto, sono chiare, il contatto avviene sulla linea e non fuori. Durante il conciliabolo per il check Liverani ordina il cambio: dentro Mancosu e Falco per Petriccione e Shakhov. Il calciatore sardo non sbaglia dal dischetto: Consigli è bravo ad aspettare il più possibile e a intuire la direzione del rigore, ma la sfera termina in rete.

Il pareggio è meritato e fornisce al Lecce la convinzione di potersela giocare fino in fondo, ma i due episodi al minuto 78 - tiro di Falco respinto e gol di Boga sul ribaltamento di fronte - condannano i salentini all'ennesimo boccone amaro. Nella circostanza, c'è da aggiungere, anche la gestione del fantasista giallorosso non è esente da colpe: con Farias da una parte e Barak dall'altra avrebbe dovuto cercare l'assist. Il gol di Muldur all'83' che vale il 4 a 2 per gli emiliani non cambia la lettura della partita.

Martedì sera al Via del Mare arriva la Lazio. Mancherà Tachtsidis, per squalifica, e Liverani dovrà procedere a qualche adattamento nel reparto più vessato dalle assenza, dando quasi per scontato che gli indisponibili di oggi non saranno arruolabili tra tre giorni. In attesa di Udinese-Genoa e Sampdoria-Spal, in programma domani, il Lecce resta terzultimo a 25 punti con una lunghezza in meno dei rossoblu, mentre i blucerchiati sono a quota 29.

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