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Il salentino Tondi nuovo presidente del comitato pugliese di Triathlon

Già consigliere regionale nello scorso quadriennio, succede al barese Meliota, a capo della federazione per circa vent’anni. “Oggi il movimento ha bisogno di fiducia – spiega il neo presidente -. Le società dovranno essere aiutate a far emergere le loro eccellenze affinché diventino il traino emotivo”

Un’autentica svolta epocale per il triathlon pugliese. E’ quella avvenuta nel recente appuntamento per il rinnovo delle cariche della FITri regionale, con Antonio Tondi (salentino, classe 1972, consigliere del Comitato Pugliese nello scorso quadriennio nonché triatleta Age Group fino a non molte stagioni fa) eletto nuovo presidente dopo il vittorioso duello con Claudio Meliota, già a capo della federazione per circa vent’anni.

Presidente Tondi, con quale spirito affronta questo incarico?

"Con la diligenza del buon padre di famiglia. Il Presidente di una Federazione deve adempiere all’obbligo di mettersi al servizio della comunità, le società sportive sono il fulcro e lui deve fungere da collante, guida e sostegno. Il triathlon pugliese si accinge a vivere una situazione nuova dimostrando la giusta maturità per affrontare il futuro con un approccio diverso".

Quali saranno le iniziative principali per tenere unito il movimento regionale del triathlon, messo a dura prova dallo stop per il coronavirus?

"L’emergenza pandemica ha conclamato una situazione che già incubava da tempo. Chiaramente la situazione attuale ha chiuso molte porte e, se da un lato vi è stata una grande attività svolta dalle società con il supporto dei tecnici, non altrettanto reattiva è stata la macchina burocratica interna, incapace di dare il giusto supporto alle stesse nella maniera adeguata e, comunque, nella forma che a loro necessitava. Oggi il movimento ha bisogno di fiducia, le società dovranno essere aiutate a far emergere le loro eccellenze affinché diventino il traino emotivo. Non possiamo permetterci di formare bravi atleti che ad un certo punto del loro cammino si sentono quasi obbligati ad andar via dalla Puglia. Abbiamo tecnici molto bravi la cui competenza è riconosciuta anche fuori regione e dirigenti che proprio nel periodo pandemico hanno dimostrato grandi doti imprenditoriali".

Verso quali obiettivi vuol tendere nell’arco del prossimo quadriennio?

"Penso che sia opportuno ricreare le basi per dare forza di attrattività al triathlon attraverso una rinascita. La grande fortuna in Puglia è rappresentata dalla forza della comunità che forgia le persone. L’obiettivo principale sarà ricreare quella maglia di comunicazione interna che possa far emergere ogni individualità all’interno del gruppo, in maniera tale da diventare automaticamente forza e supporto. Il Comitato avrà il difficile compito di supportare le iniziative in ogni modo consentito facendole emergere e per cominciare si dovrà creare da zero un calendario gare adeguato al rispetto dell’emergenza sanitaria, ma anche secondo le esigenze degli atleti che devono avere un obiettivo da porsi per i loro allenamenti".

Per i giovani triatleti pugliesi, il 2021 deve essere l’anno del rilancio. Da quali coordinate partire?

"Il 2020 si è chiuso con numeri molto bassi relativamente alle fasce giovanili, malgrado sul territorio operino società con forti esperienze e dotate di tecnici altamente qualificati. Purtroppo la pandemia ha colpito soprattutto i ragazzi. Oggi ripartiamo con una consapevolezza diversa. Abbiamo la base costituita dalle nostre realtà locali, troviamo il modo di farla emergere e questo dovrà diventare il compito del Presidente, assumendosi anche le responsabilità future. Ovviamente non trascureremo nemmeno il settore paratriathlon e quello degli Age Group".

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