La Via Francigena per la prima volta viene percorsa anche da disabili

Il pioniere è un salentino, Adriano Bolognese, fondatore dell’associazione “Mollare Mai”. Il tratto è quello da Lecce a Leuca, ma il sogno è che un giorno si possa percorrere tutta l'Italia

La Via Francigena – nel tratto da Lecce a Santa Maria di Leuca -, per la prima volta percorsa anche da disabili. Grazie alla forza di volontà di Adriano Bolognese, fondatore dell’associazione “Mollare Mai”, nata allo scopo di favorire lo sport e il corretto uso della carrozzina per i disabili. Un vero e proprio precursore, Bolognese, il quale, supportato dai responsabili del tratto salentino, ha rivisto il percorso, con deviazioni tali da rendere possibile l’impresa anche a persone in carrozzina o con altre forme di disabilità.

La partenza per la Via Francigena Salentina è avvenuta alle 6,30 di questa mattina da piazza Sant’Oronzo, nel cuore di Lecce. Adriano, con la sua sedia a rotelle, era affiancato da un non vedente, un giovane amputato e altri sostenitori. Veri e propri pionieri che hanno deciso insieme di testare il tragitto e segnare eventuali, necessarie deviazioni per rendere il percorso agibile a chiunque abbia un limite fisico. L’avventura proseguirà sabato 29 e domenica 30 agosto, con l’arrivo previsto a Santa Maria di Leuca.

ac85ff1c-db6f-420e-95fb-9db782dd9127-2Adriano, con la sua associazione “Mollare Mai Handbike e Sport”, che ha anche una pagina su Facebook, intende con quest’impresa aiutare i disabili a sfidare i propri limiti e a concedersi una vita intensa e attiva. Ma il sogno vero e proprio è quello di smuovere altre associazioni, in tutta Italia, per realizzare, ciascuna nel proprio territorio di competenza, un tracciato che diventi così nazionale.

La Via Francigena, riconosciuta dal Consiglio d’Europa come itinerario culturale fin dal 1994, è un complesso di strade di pellegrinaggio. Le percorrevano i fedeli in direzione della Terra Santa. L’itinerario parte dall’Inghilterra, passa da Francia e Svizzera e percorre tutta l’Italia fino ai porti di Brindisi, Otranto e Santa Maria di Leuca, da dove i fedeli si imbarcavano.

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Oggi, per la prima volta, anche persone con disabilità fisiche hanno potuto avviarsi verso una porzione di questo lungo tragitto, così difficile perché le strade di pellegrinaggio si snodano lungo sentieri impervi e in strade secondarie. In passato, infatti, dovevano tutelare i pellegrini da eventuali aggressioni.

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