Lecce: vittoria nel vuoto

LECCE - HELLAS VERONA 2-0

Reti: 72' Tulli, 92' Tiribocchi

LECCE
Pavarini, Polenghi, Diamoutene, Cottafava, Giuliatto, Munari, Zanchetta (66' Diarra), Juliano (57' Mingozzi), Vascak (46' Tulli), Valdes, Tiribocchi. Allenatore: Papadopulo

HELLAS VERONA
Pegolo Sartor, Sibilano, Comazzi, Biasi, Ferrarese (75' Iunco), Pulzetti, Guarente, Babù (82' Greco), Da Silva, Ferrante. Allenatore: Ventura

Arbitro: Zanzi di Lugo di Romagna
Ammoniti: Munari, Guarente, Pulzetti


Vittoria nel vuoto. Il cielo di piombo manda giù qualche goccia isolata sulla città silenziosa, nel primo pomeriggio di sabato. Piove, poi smette, poi riprende e si placa ancora. Si alza un filo di vento, ma le nuvole restano in alto, pesanti. Ad un certo punto il "Via del Mare" sembra un catino umido, da cui abbiano appena rovesciato l'acqua. La Est è un muro spoglio sul quale le urla dei calciatori vanno a sbattere e tornano indietro, amplificate. Le curve, mai così mute, mai così scolorite. C'erano una volta i forti, caldi, intensi giallo e rosso.

Il minuto di raccoglimento in memoria dell'ispettore Filippo Raciti è di vero silenzio. Quando l'arbitro lo rompe con il fischietto, per un secondo il sibilo acuto scuote i timpani dei pochi intimi.

Parte la gara. L'inizio scorre lento. Fase di studio, si chiama. Almeno, di solito è così. Il Lecce che cerca di scovare i punti deboli del 4-4-2 del Verona. Il Verona che prova a trovare la chiave di gioco per scardinare il 4-3-1-2 del Lecce. Ma oggi entrano in campo altre componenti. Fra i salentini, soprattutto. Gli spalti vuoti non sono solo un pugno nell'occhio. La spinta del pubblico è vitale. Semplicemente.

E poi Papadopulo ha preparato in dieci giorni una squadra ex novo. Ci sono i piedi di Zanchetta in regia. Buona la prima. Si muove, ma deve cercare maggiore intesa con gli altri. Qualche passaggio va a vuoto, ma quando tira da lontano fa paura. Ad un certo punto si stanca e Papadopulo lo tira fuori dalla mischia per inserire Diarra. Accanto a Zanchetta c'è Munari. Nei primi minuti trasuda nervosismo. Si batte con Guarente, lo atterra di forza al 6' e viene ammonito. Sei minuti esatti dopo, l'avversario gli ricambia il favore, tirandolo per la maglia. Ammonito anche lui. Ma presto inizia a crescere. Fa filtro, avanza, lotta. Nella ripresa diventa titanico. C'è qualità, c'è forza fisica. Alcune percussioni solitarie, di forza, metteranno nel panico la retroguardia scaligera.

Dietro, Cottafava fa reparto con Diamoutene, tornato finalmente a fare il centrale difensivo e non il pesce fuor d'acqua sulla destra. L'intesa sembra già discreta e per tutto il primo tempo il Verona - che per la verità pressa molto, ma non conclude mai - non supera la barriera. E poi, sulla sinistra, c'è Giuliatto. Appare subito concentrato. Il suo apporto cresce di minuto in minuto, durante la gara, e quando decide di affondare, alla fine diventa determinante. Che piedi, ragazzi.

In avanti, Valdes sembra in giornata. Vascak, invece, s'impegna, corre, crossa, ma avverte l'esordio in maniera eccessiva. Papadopulo lo lascerà negli spogliatoi, per inserire un Tulli mai così concentrato. E sarà la svolta. Anche perché Tiribocchi nei primi 45 minuti appare troppo isolato.

Dall'altra parte ci sono due ex. Il tecnico Ventura, in panchina, che è memoria pura. 1995-1997: una cavalcata trionfale dalla C alla serie A. L'attaccante esterno Babù, fino a pochi giorni fa ancora nel Lecce. Vuole fare bella figura, almeno di fronte ai suoi ex compagni (che tanto il pubblico non c'è). Si muoverà molto, fino alla sua sostituzione (82'), ma senza essere mai decisivo.


IL PRIMO TEMPO

La gara, dunque. I primi 25 minuti sono di buio totale. C'è, per la verità, al 17' un cross dal fondo di Vascak, sul quale Pegolo blocca alto. Ma è giusto un sussulto. Perché in mezzo alla noia s'insinui un'emozione, bisogna attendere il 24', quando Pegolo esce di piede su Tiribocchi lanciato a rete. Al 29' tocca a Juliano: Vascak lancia da destra, il brasiliano raccoglie, ma solo davanti al portiere si allunga la palla e l'azione sfuma. Amen. Però, appena un minuto dopo, Juliano crossa da sinistra, Tiribocchi aggancia incredibilmente al volo, manco avesse una calamita al posto del piede, ma il tiro successivo è da antitesi del calcio. Succede. E la prima frazione si chiude senza recupero.

IL SECONDO TEMPO

Quando le squadre rientrano in campo, nel Lecce c'è subito una novità: Tulli al posto di Vascak. Ventura, invece, non cambia nulla. Gli va bene così, tanto più che i suoi escono dal tunnel con un'altra mentalità. Il Verona sornione del primo tempo è acqua passata. Parte a razzo ed impensierisce Pavarini con Ferrarese ed un paio di incursioni. Autori: Pulzetti ed uno scatenato Guarente. Poi, però, il Lecce esce dal guscio. Ed al 6', mentre Tiribocchi è a terra in area reclamando rigore, sugli sviluppi Zanchetta raccoglie e spara un fendente sinistro che fa venire i brividi a Pegolo, ma che passa ad un filo dal palo. Al 9', altra occasione d'oro: pennellata di Valdes, Tulli si arrampica in cielo, incorna, ma Pegolo ci mette uno scatto felino ed i guantoni.

Il Verona non ci sta, ed aggredisce. E' l'11' della ripresa quando Da Silva emula Zanchetta: sinistro velenosissimo, palla al lato di un soffio, con Pavarini che osserva terrorizzato. All'altezza del 26', la gara è nel vivo. Una sorta di ping-pong, dal quale ne esce vincente il Lecce. Giuliatto, abbandonate le retrovie per dare più spinta, crossa morbido. Il lancio è di una precisione millimetrica. Lo stacco di Tulli, specialista di testa, imperioso. Pegolo questa volta non ci arriva. Che bello sarebbe stato sentire l'urlo dello stadio.

Tulli è letteralmente scatenato. Il Verona tenta di rispondere, ma è sempre l'attaccante, con il compagno Tiribocchi in affanno, ad essere pericoloso. Alla mezzora manca di poco il bersaglio con un tiro teso dal limite dell'area. Al 41' scatta sul filo del fuori gioco, ma Pegolo esce e blocca a terra. Il finale, poi, sembra tratto dal copione di un giallo. Guarente lancia in profondità, De Biasi, solo davanti a Pavarini, insacca di testa. Ma dalla destra si alza la bandierina del guardalinee. L'arbitro Zanzi annulla e fa riprendere il gioco. E mentre gli scaligeri protestano ancora mezzi frastornati, Tiribocchi scappa via sulla destra. Il suo cross si trasforma in un tiro dalla dinamica bizzarra. La palla si schianta sul palo e muore alle spalle di Pegolo.
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In definitiva, la strada intrapresa sembra giusta. C'è da affinare l'intesa fra i reparti, ovviamente. Ci sono da oliare molti meccanismi. E questo è fisiologico. Ma la qualità dei nuovi innesti sembra dare una certa garanzia per il futuro. Soprattutto, si evidenzia una maggiore solidità in tutti i reparti. Ci fosse stato il pubblico, un grande applauso, questa volta, sarebbe scappato di sicuro.

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