Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Liverani: "In 90 minuti il brutto e il bello del calcio"

In sala stampa il tecnico del Lecce ha commentato con sollievo la gara vinta in extremis. L'allenatore del Livorno visibilmente amareggiato: "Abbiamo commesso errori, anche il pari andava bene"

Fabio Liverani poco prima dell'inizio del match.

LECCE - Al termine della partita, come di consueto, gli allenatori di Lecce e Livorno hanno commentato la gara che i giallorossi hanno vinto in extremis per 3 a 2.

"Nel primo quarto d'ora - ha commentato Fabio Liverani - avevamo trovato la quadratura e anche le linee di passaggio, dopo di che ci siamo smarriti. Credo sia una questione di testa, forse per i troppi complimenti ricevuti scatta nella testa la convinzione di essere diventati bravi e noi purtroppo lo possiamo essere se abbiamo rabbia e determinazione. Se invece pensiamo bastino le giocate, ma senza verve, senza sacrificio, poi incontriamo una squadra brava nelle ripartenze, con due, tre giocatori sopra le media e ti ritrovi sullo 0 a 2. Il pallone diventa medicinale, scotta, diventa difficile qualsiasi passaggio e la gara diventa impari perché perdi tutte le certezze. Poi con un pizzico di disperazione abbiamo riacceso le nostre qualità, abbiamo cambiato qualcosa tatticamente. In 90 minuti i ragazzi hanno fatto tutto il brutto e tutto il bello del calcio". 

Il tecnico giallorosso ha dovuto fare i conti, per la prima volta in questa stagione, con molteplici assenze: da Lucioni a Mancosu, da Petriccione a Scavone. Dal cilindro ha estratto, tra gli altri, Arrigoni che non partita titolare dalla gara a Cosenza del 10 novembre, dopo la quale aveva collezionato solo tre minuti di gioco: "Sapevo di poterci contare. Tra novembre e gennaio è andato in difficoltà: oggi mi ha dato ula risposta che vorrei da tutti coloro che hanno meno spazio. Marino non è stato da meno. Dietro c'è gente spinge, questa per un allenatore è una grande cosa. Come ho sempre detto, perchè ci credo, noi abbiamo tanti buoni giocatori. Io lo so che tecnicamente e tatticamente tutti possono fare la partita, la squadra è stata costruita per questo. Se avessimo perso non sarebbe stato per le assenze". 

Importante, gli è stato fatto notare, il cambio di modulo nel secondo tempo. Con l'ingresso di Tumminello per Tabanelli, non nella sua migliore giornata, il Lecce è passato al 4-2-4: "Io e lo staff tecnico abbiamo pensato a come poter essere più incisivi. In realtà a Pippo anche gli avevo detto di giocare più aperto sulla destra anche nel primo tempo e stessa cosa vale per Palombi a sinistra, proprio perché il Livorno giocava con tre centrali, ma certe volte i calciatori vanno un poco da soli, fuori di testa: se pensi da solo però, o sei di valore davvero superiore, altrimenti fai fatica. Lui veniva solo incontro alla palla, cosa che non è la sua qualità migliore, ma quando ti arriva come un treno Bogdan, che pesa il doppio, prendi solo botte e non sei determinante. Pippo deve crescere nell'apprendere, nel capire. Le sue qualità nel dribbling, nello stretto, sono di categoria superiore, mentre la mente è ancora da serie B. Se riesce a capire le partite e quindi a determinarle, potrebbe fare il salto di qualità".

Infine un passaggio sull'assenza dell'ultimo minuto, quella di Petriccione: "Ha avuto un attacco influenzale. Lui, come tanti della nuova generazione, va sempre in magliettina, con i capelli bagnati. Io gli faccio la battuta ogni tanto, lui mi risponde che tanto viene da Trieste. Spero che dopodomani riprenda bello coperto. Anche lui deve crescere da questo punto di vista". 

La vittoria di oggi vale il quarto posto in classifica e si deve ancora recuperare la gara con l'Ascoli: "Io - ha chiarito Liverani - le partite di recupero non le considero. Vedo che oggi abbiamo 38 punti, siamo lì, ma questa partita è il metro del campionato: dopo il primo tempo potevamo passare una brutta giornata. Questo torneo ancora non ha una fisionomia precisa, ma la rimonta di oggi ha un valore importante. Adesso abbiamo delle gare importanti e diffiicili (Cittadella, Verona, Palermo, Foggia, Crotone, ndr) e poi tre di fila in casa (Ascoli per il recupero, Pescara e Cosenza, ndr): in quel momento sapremo qualcosa di più sugli obiettivi".

Visibilmente provato e amareggiato, Roberto Breda (nella foto, sotto), il tecnico del Livorno: "Dobbiamo imparare e non farci prendere dall'euforia. A me non piace dare colpe ai singoli, ma ci sono stati più errori, più sfumature. Il Lecce è una squadra forte, ma noi dovevamo essere più bravi negli episodi". 

L'allenatore degli ospiti ha escluso un calo fisico da parte dei suoi nel primo tempo, magari dovuto al grande dispendio di energie nel primo per togliere al Lecce anche il tempo di pensare: "L'espulsione di Fazzi ha comportato degli aggiustamenti, delle soluzioni di ripiego. Ci siamo abbassati e non siamo più ripartiti". 

Per quanto riguarda il fallo di Arrigoni su Diamanti che sarebbe potuto valere il secondo cartellino e dunque l'espulsione del capitano del Lecce, Breda ha dimostrato fair play non entrando nel merito della valutazione. Sollecitato a dire la sua sulla lotta per la promozione Breda ha così sentenziato:  "Sarà una battaglia fino alla fine, con l'incognita del Palermo alle prese con problemi societari, Il benevento sta crescendo, lo stesso Spezia è una squadra forte. A parte il Brescia che può fare un campionato a sè, tutte le altre lotteranno con le stesse possibilità di promozione, anche diretta". 

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