Liverani pungola i suoi: "A Torino per una prestazione di cuore e appartenenza"

Il campionato del Lecce, dopo la sosta, riparte lunedì sera contro la squadra di Mazzarri, a punteggio pieno e più avanti dal punto di vista fisico. L'allenatore romano vuole un approccio più "cattivo"

Fabio Liverani (foto Chilla).

LECCE - Lo dirà il campo quanto due settimane di lavoro possano essere servite a mettere il Lecce sui binari di una migliore condizione fisica e di un approccio mentale più cinico all'impegno agonistico.

Alla vigilia di Torino-Lecce (lunedì sera, alle 20.45), Fabio Liverani si è presentato in conferenza stampa con la consapevolezza di aver visto ai suoi compiere dei passi avanti: chi è arrivato nella fase finale del mercato ha potuto allenarsi con continuità in gruppo, chi c'è da prima ha potuto allenarsi con l'obiettivo di una tenuta atletica più brillante. E, finalmente, tutti hanno potuto studiare i movimenti e le attitutidini dei compagni. Ma da qui a pensare di poter girare al regime sperato, ce ne corre: Babacar in allenamento sta lanciando segnali importanti, Mancosu sta meglio - così come Rispoli e Farias - ma per vederlo ai livelli dello scorso anno ci vorrà ancora un mesetto; Imbula, che sta seguendo un percorso di inserimento molto graduale, non è stato nemmeno convocato. 

Ad attendere i giallorossi allo Stadio Olimpico Grande Torino ci sarà una squadra già pronta dal punto di vista fisico - forte di una preparazione partita in anticipo per far fronte ai preliminari di Europa League - e anche per questo a punteggio pieno:  la differenza di condizione è un fattore che lunedì può essere determinante, anche se il tecnico del Lecce dice di non pensarci più di tanto: "Hanno già dieci partite vere nelle gambe, ma è chiaro che non ha molto senso guardare indietro". L'allenatore romano preferisce concentrarsi sul modo migliore per farsi trovare pronti: "Ci vogliono umiltà e aggressività. Il Torino per caratteristiche è assimilabile all'Hellas Verona: è una squadra fisica, organizzata e con individualità che possono risolvere il match da sole". I numeri, viene fatto notare al tecnico, dicono anche che la formazione di Mazzarri non è proprio impermeabile (tre gol subiti in due gare): "Dopo il bel piazzamento dello scorso anno, loro vogliono alzare l'asticella e quando decidi di farlo è normale correre qualche rischio in più. Io credo che questo faccia loro onore". 

Tra gli undici giallorossi che scenderanno in campo dal primo minuto ci sarà Calderoni sulla fascia sinistra perché Dell'Orco è indisponibile. In attacco - è sembrato di capire - potrà esserci spazio anche per elementi che non hanno ancora i 90 minuti nelle gambe (Farias più che Babacar). Liverani è ancora in fase di studio e lo ammette senza troppi giri di parole: il tecnico ha, infatti, ribadito che prima della settima, ottava partita, sarà difficile avere un quadro davvero affidabile: "Dopo quella con il Torino, avremo tre gare in una settimana (Napoli, Spal in trasferta e Roma, ndr) e tutti avranno a disposizione la loro occasione, saranno artefici del loro destino".

L'allenatore, insomma, in attesa della forma migliore per tutti, si attende una risposta innanzitutto dal punto di vista caratteriale: "Ho visto i ragazzi arrabbiati dopo la sconfitta contro il Verona. Dobbiamo fare una prestazione col cuore, con il senso di appartenenza che deve avere una squadra come il Lecce".

I 24 convocati per Torino

Riccardi, Vera, Petriccione, Lucioni, Benzar, Mancosu, Lapadula, Falco, Shakhov, Rossettini, Dumancic, Farias, La Mantia, Dubickas, Gabriel, Vigorito, Tabanelli, Gallo, Calderoni, Rispoli, Babacar, Majer, Tachtsidis, Bleve.

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