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Lucarelli e Conticchio a Lecce nello scorso aprile col Messina a Lecce.

Lucarelli e Conticchio a Lecce nello scorso aprile col Messina a Lecce.

Lucarelli, onestà e orgoglio: rende merito al Lecce, ma promette battaglia

Il tecnico del Catania ribatte senza peli sulla lingua ai cronisti che rimproverano un rendimento al di sotto delle aspettative

LECCE – Il distacco di sei punti dal Lecce, maturato al termine di Catania-Cosenza finita sul risultato di 2 a 2, ha assestato colpo alla serenità dell’ambiente etneo, tanto che l’allenatore Cristiano Lucarelli ha avuto nella conferenza post partita un confronto molto schietto con alcuni cronisti locali.

Nelle dichiarazioni riportate qui di seguito emergono tutte quelle caratteristiche dell’ex attaccante che a Lecce sono ben note per i suoi trascorsi in giallorosso: sincerità e onestà. Ma se qualcuno pensa che sia l’inizio di una resa, sbaglia di grosso e con quella presunzione farebbe un gran favore alla rincorsa dei rossoblu. Se il Catania ha assimilato la mentalità del suo tecnico, allora è certo che non mollerà fino all’ultimo centimetro. Al termine del campionato mancano ancora 13 giornate (ma entrambe le squadre devono rispettare il turno di riposo) e le insidie sono dietro l’angolo: a partire dal prossimo turno, che vedrà i giallorossi impegnati proprio a Catania, dove la Sicula Leonzio gioca le sue partite in casa. La squadra di Lentini (Siracusa) è in serie positiva da quattro giornate nelle quali ha conquistato dieci punti con otto reti fatte e solo due subite.

Le dichiarazioni

Dopo una breve analisi del match appena disputato contro il Cosenza di Braglia, le considerazioni di un giornalista sul rendimento interno al di sotto delle aspettative hanno dato il via al ragionamento di Lucarelli: “Il Catania ha già fatto due punti in più di quanti ne ha fatti in tutto lo scorso campionato. Se poi c’è una squadra che costa tre volte di più, dieci milioni contro tre e sta vincendo tutte le partite, e se continueranno a farlo, bisognerà solo fargli un applauso”.

“Il problema sa qual è? Siamo tre squadre, noi, il Livorno e il Lecce che stiamo viaggiando a livelli impressionanti, e stiamo facendo tantissimo. Se abbiamo a che fare con una squadra che ha perso una volta sola e che continuerà a vincere fino all’ultimo rantolo daremo battaglia. Anche il Lecce e altre squadre hanno una storia, bisogna prendere atto della situazione. In sei anni hanno fatto quasi 400 punti, da più anni preparano la vittoria del campionato, sono partiti con Giacomazzi e Chevanton in Lega Pro: ogni anno, tre quattro giocatori nuovi, poi Miccoli, poi Moscardelli, sempre a migliorare. C’è da prendere il terzino destro, ed ecco il terzino destro dalla serie B con 300mila euro di stipendio, c’è da prendere un play e dentro un play: ogni anno hanno messo dentro qualcosa”.

Che Lucarelli sia tutt’altro che intenzionato a mollare è molto chiaro. Il tecnico anzi ha detto di sentirsi, come dire, sempre più motivato: “Noi siamo ripartiti quest’anno e siamo attaccati a loro: mancano ancora 12 partite. Anche a me piacerebbe vincere facile, ma ci sono pure gli avversari. Siamo riusciti a dare una dignità in trasferta a questa squadra, in casa c’è solo l’andamento del Lecce che fa sì che possa sembrare che ci manchi qualcosa. Se poi l’aspettativa era che il Catania vincesse 36 partite, allora fucilatemi perché qualche punto ci manca. Mi dovete esonerare se l’aspettativa era di fare 108 punti”.

Infine l’allenatore Livornese ha invitato tutto l’ambiente a remare tutti nella stessa direzione, a non accanirsi contro la squadra al primo errore: “Come fanno a Lecce – ha spiegato - e parlo per la prima volta del Lecce perché avevo detto che non l’avrei fatto in quanto ex e non voglio avere problemi. Io ero in tribuna a Lecce: per i primi 60 minuti loro sono stati ridicoli ma non ho sentito un fischio, un mugugno. Tutti inquadrati dietro la squadra: società, giocatori, stampa. Noi si vede sempre il bicchiere mezzo vuoto. Io so qual è la storia del Catania, ma non è colpa mia se oggi siamo questi”.

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