Giovedì, 23 Settembre 2021
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Dal Salento ad Atene sulle orme di Filippide: e la maratona diventa un viaggio nella storia

Si è svolta domenica la 31esima edizione della gara podistica ispirata all'impresa di Filippide che nel 490 avanti Cristo corse dalla piana di Maratona, teatro della battaglia contro i persiani, per comunicare la vittoria degli Ateniesi

Morrone, a sinistra, e Ingrosso.

LECCE - Ieri, nella capitale greca, si è svolta la trentunesima edizione della maratona di Atene, che grazie all’ottima organizzazione e alla bellezza del percorso, dal 2009 ha ottenuto il prestigioso Iaaf Gold Label Road Race.

A rappresentare il Salento c’erano Mauro Ingrosso e Andrea Morrone, dalla Asd Gpdm. Il percorso della maratona di Atene ripercorre quello affrontato dal mitico Filippide nel 490 a.C., che si racconta corse senza  sosta per comunicare  la vittoria contro il potente esercito persiano.

Il tempo impiegato da Morrone e Ingrosso è stato di tre ore, 24 minuti e 31 secondi. La gara è partita dall’antico campo di battaglia di Maratona. I primi 10 chilometri sono piani, mentre i successivi 19 presentano un dislivello di 225 metri. Il percorso prosegue toccando il War Memorial dedicato ai soldati morti durante la Battaglia di Maratona. Dall'11esimo al 17esimo chilometro aumentano i dislivelli fino ad arrivare al 20esimo, punto in cui la gara diventa più difficile: dopo Pikermi iniziano alcuni saliscendi fino al 25esimo.

Successivamente i runner corrono lungo Mesogeion Avenue, dove inizia l'ultimo ed il più facile tratto di gara. L'ultimo tratto si svolge all'interno del Panathinaikon Stadium di Atene, costruito in occasione delle prime Olimpiadi moderne del 1896, dove i runner corrono gli ultimi esaltanti 170 metri fino a raggiungere la finish line.

Il lavoro di preparazione è stato molto lungo, nulla è stato lasciato al caso. Ma oltre alle caratteristiche fisiche conta la forza di volontà, quell’energia che ti fa andare dove gli altri pensano non esista nemmeno un’uscita. Una qualità, questa, che in poco tempo ha fatto di Morrone un punto di riferimento per molti podisti salentini.

“Quando prepari una maratona, il tuo corpo si trasforma, giorno dopo giorno. Bisogna macinare distanze e la testa ti porta ad andare avanti, a superare ogni limite. Si corre come si sogna, più forte del vento, del caldo e delle proprie paure. Si corre con gli amici, più veloce dei problemi e delle difficoltà. Si corre per chi non c’è, sperando che torni presto a condividere con te le stesse emozioni. Si corre per chi crede nella forza dei tuoi sogni. Si corre perché quei 42,195 chilometri sono un traguardo che ti regala emozioni uniche”.

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