Meluso oltre la bufera per Chiricò: "Una operazione che va salvaguardata"

Il direttore sportivo del Lecce, chiamato in causa dopo la contestazione a Martignano, si dice dispiaciuto ma è chiaro che il calciatore non sarà svenduto

Il direttore sportivo, Mauro Meluso.

LECCE -  L'occasione della presentazione di Lucioni e Bleve è stata utile per tornare sulla contestazione indirizzata dagli ultras a Chiricò e a Meluso, che si è assunto la paternità di un'operazione di mercato non gradita ad una fetta dei sostenitori leccesi. "Capisco chi ha contestato - ha detto il ds - ma noi abbiamo responsabilità che vanno oltre. Questa acquisizione va salvaguardata, rappresenta un patrimonio tecnico ed economico per la società. Se ci saranno offerte importanti le prenderemo in considerazione. Nel mio mestiere metto in conto queste situazioni, sono dispiaciuto soprattutto per il ragazzo, bisogna agire con buonsenso".

Meluso ha quindi chiarito di non essersi mai sentito solo in questi giorni turbolenti. Del resto è ovvio che sia così, perché nessuna operazione di mercato avviene senza l'avallo della proprietà, e che prima di tutto viene il bene dell'Us Lecce. Alla domanda del collega Massimo Cassone se, col senno del poi, rifarebbe la stessa scelta ha infine risposto: "Non lo so, questo lo sarò dire tra qualche giorno" riferendosi forse alla gara di Coppa Italia in programma martedì sera al Via del Mare contro la FeralpiSalò. L'eventuale utilizzi di Chiricò, infatti, sarà la cartina di tornasole dell'umore generale dell'ambiente: acquisita la totale contrarietà della Curva Nord, resta da vedere come si orienteranno i supporter degli altri settori. 

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Certo è che sarebbe un atto di autolesionismo rovinare il clima di fiducia che si respira attorno al Lecce alla vigilia del campionato di serie B, faticosamente ritrovato dopo sei anni di inferno. Il calcio è fatto anche di principi e regole non scritte che spesso sfuggono alla logica e alla comprensione di chi lo vive molto dal di fuori, ma è anche un patrimonio collettivo con oneri e onori innanzitutto per la proprietà che ha raddrizzato con grandi sforzi la rotta di un nave che non ne voleva sapere di rientrare nel porto che gli compete. Bisogna pensare a questo e non esasperare gli animi, pur nel rispetto della differenza di vedute.

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