Divieto di trasferta, l'Us Lecce: "Danno per i tifosi e per la squadra"

Con una nota il club giallorosso commenta la decisione del prefetto di Caserta in vista della prossima partita

LECCE –  La decisione del prefetto di Caserta rappresenta un danno per i tifosi, per la squadra e per la società.

Con una nota stampa l’Us Lecce ha preso posizione rispetto al divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Puglia, con contestuale sospensione dei programmi di fidelizzazione (leggasi tessera del tifoso), in occasione dell’importante trasferta in terra campana dove i giallorossi, quarti in classifica, sono attesi dalla capolista.

“Si tratta di una ennesima vicenda che danneggia, in occasione di una partita fondamentale, la tifoseria, la squadra e la società e che si aggiunge all’ulteriore danno  di aver perso nelle gare disputate fuori casa, fin dall’introduzione del programma ‘Tessera del Tifoso’, il fondamentale apporto anche della tifoseria non tesserata”.

La società fa sapere che non esistono strumenti per chiedere in tempi utili una revisione del provvedimento, ma non manca di far sentire il proprio punto di vista: “Ancora una volta l’Us Lecce e i tifosi salentini aderenti al programma ‘Tessera del Tifoso’ non possono esercitare e godere delle legittime facoltà, prerogative e diritti riconosciuti dal programma stesso. L’ordinanza adottata dal Prefetto di Caserta si traduce in una misura puramente interdittiva e come tale eccessivamente afflittiva delle aspettative degli sportivi salentini”. Sul punto si fa notare che in tutte la partite giocate lontano dal Via del Mare da quando è stata introdotta la controversa tessera i sostenitori salentini che ne sono in possesso si sono sempre contraddistinti per correttezza.

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Il comunicato del club fa capire che si sarebbero potute adottare altre soluzioni:  “Non è dato, inoltre, sapere le ragioni per le quali in luogo delle valutazioni discrezionali operate dal Casms (Comitato analisi sicurezza manifestazioni sportive) non è stata valutata l’adozione delle misure organizzative che, in sede di Gos (Gruppo operativo per la sicurezza), avrebbero potuto comportare l’attuazione di diverse soluzioni anche di minor rigore, considerato anche il fatto che l’Ue Lecce  in altre occasioni, pur di evitare provvedimenti così drastici, ha proposto l’impiego dei propri steward in trasferta, sopportandone i relativi costi”.

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