Mercoledì, 28 Luglio 2021
Sport

Us Lecce, sul derby bocche cucite. Osti parla solo di "calcio giocato"

La consegna è quella di pensare solo alle partite che restano da giocare. Negli spogliatoi lungo confronto tra ds, tecnico e squadra. A Bari gli interrogatori di garanzia: Giacobbe e Carella negano tutte le accuse

Il ds del Lecce, Carlo Osti

CALIMERA - Con un'ora di ritardo il direttore sportivo del Lecce, Carlo Osti, si è presentato nella piccola sala stampa del "Colaci" di Calimera, dove i giallorossi hanno ripreso ad allenarsi in vista del match di sabato contro la Roma. Nessun accenno all'inchiesta della Procura di Bari che ritiene provata la circostanza che il risultato del derby disputato al San Nicola il 5 maggio scorso, terminato 2 a 0 per i giallorossi, sia il frutto di una combine i cui protagonisti principali sono l'ex difensore del Bari, Andrea Masiello, due suoi conoscenti, Fabio Giacobbe e Gianni Carella e un presunto emissario del sodalizio salentino che, il 22 agosto, in un albergo leccese, avrebbe versato oltre 200 mila euro a conclusione dell'operazione. 

Un sms giunto in mattinata da parte dell'Us Lecce aveva già chiarito il contesto nel quale si sarebbe svolta la conferenza stampa: "si parlerà solo di calcio giocato". Osti, del resto, nella scorsa stagione era in tutt'altre faccende affaccendato. La consegna è dunque quella del silenzio, mentre a Bari sono in corso gli interrogatori di garanzia per i sodali di Masiello che, tramite i loro legali, hanno anticipato alla stampa di considerarsi innocenti rispetto alle accuse mossegli dal procuratore capo Antonio Laudati e dal sosituto Ciro Angelillis (clicca qui per gli aggiornamenti). La società salentina, ieri in serata, ha diramato un telegrafico comunicato nel quale da una parte si dichiara del tutto estranea alla vicenda, dall'altra disposta a fornire tutti i chiarimenti necessari. 

Sullo sfondo di questa situazione angosciante per tutto l'ambiente giallorosso che da mesi sente la pressione delle indagini su calcio e scommesse, ma che per la prima volta ha visto tirata in ballo da Masiello direttamante la società, resta, ancora misterioso, l'uomo che avrebbe materialmente avrebbe consegnato il denaro. Masiello ne ha tracciato una sorta di identikit e gli investigatori sarebbero sulla via dell'identificazione. Di certo c'è che i tre baresi - gli inquirenti hanno verificato l'aggancio dei telefonini a cellule di Lecce - vennero nel capoluogo salentino, quel giorno di agosto. A far cosa, lo ha dichiarato Masiello che domani sarà sottoposto all'interrogatorio di garanzia, ma sulla circostanza della dazione del denaro non ci sono al momento riscontri oggettivi. 

templari2-2Il direttore sportivo dei giallorossi si è intrattenuto per oltre un'ora negli spogliatoi, insieme alla squadra ed allo staff tecnico. Sul tappeto del "calcio giocato" ci sono i malumori della tifoseria sulla vita notturna disinvolta di alcuni giocatori oltre ad una situazione di classifica delicata se non disperata. Al riguardo le dichiarazioni del ds si sono rivelate scontate: richiesta di rispettare i regolamenti interni e i compagni più disciplinati, perfetta sintonia con l'allenatore, sollecitazione ad un impegno totale per il raggiungimento di un "obiettivo difficile, ma non impossibile". Il pericolo è che questo macigno dell'inchiesta - e la Procura federale attende di ricevere le carte per mettere in moto la macchina della giustizia sportiva - spenga le residue risorse psicologiche di un gruppo che sta per concludere un'annata a dir poco turbolenta, comunque vada a finire.

Partito sotto il dogma dell'austerity, il campionato del Lecce è stato, nella prima parte, deludente: la scomessa di puntare sull'emergente Di Francesco si è rivelata azzardata ma c'è da dire che Serse Cosmi, che pure ha portato una certa quadratura soprattutto dal punto di vista difensivo, ha potuto contare sul recupero di alcuni elementi infortunati o in ritardo di condizione e sull'innesto sistematico di un paio degli acquisti di gennaio. Senza che i risultati, in fondo, migliorassero in maniera risolutiva.

C'è poi tutta la questione legata alla volontà della famiglia Semeraro di passare la mano e la trattativa con i Tesoro, entrata in una fase cruciale che dovrebbe risolversi subito dopo Pasqua. Per le evoluzioni delle ultime 48 ore, il condizionale è più che d'obbligo perché è di tutta evidenza che l'ipotesi di una penalizzazione, se non di una retrocessione - qualora le ipotesi della Procura barese dovessero trovare fondamento-, può essere un fattore decisivo per il prosieguo della compravendita. E' il momento peggiore della storia del Lecce e in molti, ancora, stentano a crederci. Resta un pallone da calciare, sabato alle 15, sul prato del Via del Mare e l'auspicio è che serva ad allontanare anche gli incubi. Primo tra tutti quello di una seria A svanita sul campo.

 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Us Lecce, sul derby bocche cucite. Osti parla solo di "calcio giocato"

LeccePrima è in caricamento