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Otrantino di belle speranze alla corte del ct Ferrara

Andrea Caroppo, giovane estremo difensore in forza all'Hellas Verona, sta realizzando un sogno calcistico, partendo dalla città dei Martiri: ora arriva la prestigiosa convocazione nell'under 21

Andrea Caroppo nella foto del sito ufficiale dell'Hellas Verona.

OTRANTO - Un talento da vendere, che ha già meritato e calcato teatri calcistici importanti, dal "Barbera" di Palermo, al mitico "Bentegodi" di Verona (scenario dello storico scudetto dell'Hellas di Osvaldo Bagnoli), sino al "Rigamonti" di Brescia, dove il "Divin Codino" di Caldogno (Roberto Baggio) ha regalato gli ultimi sprazzi della sua infinita classe: ci sono diversi spunti nella storia di Andrea Caroppo, giovane portiere classe 1990, da poter raccontare e tante suggestioni da poter raccontare.

Partito da Otranto, la sua città di origine, in cerca di un sogno chiamato "grande calcio" e capace di sorprendere gli addetti ai lavori con le sue doti fuori dal comune: un giovane salentino, dunque, che ha varcato i confini della sua terra, per trovare fortuna assecondando il suo amore per lo sport e respingendo i dubbi, che possono assalire un quattordicenne che si allontana da casa, come ha imparato a fare con i palloni, diretti nella porta che difende.

Sacrificio, dedizione e costanza, lo hanno portato a raggiungere traguardi importanti, l'ultimo solo in ordine di tempo, ma certamente il più prestigioso, quello di finire alla corte di mister Ciro Ferrara, commissario tecnico under 21, che lo ha voluto convocare per il 39° "Festival International Espoirs", in programma a Tolone dal 1° al 10 giugno. Un riconoscimento alla sua capacità e alla sua crescita professionale che non può essere taciuto.

Nato a Lecce, come detto in precedenza, il 18 luglio del 1990, da Carlo, padre otrantino, e Rossana Raho, originaria di San Pietro in Lama, Caroppo ha da sempre avuto un amore sconfinato per il calcio, ritagliandosi un ruolo che forse è quello più difficile: il profeta di Setubal direbbe che "il portiere è un uomo solo in campo", segno che per affrontare questo compito servano personalità e nervi saldi, che sembrano assolutamente non fare difetto al giovane estremo difensore otrantino.

La sua carriera inizia nelle giovanili del Brescia, dove respira il peso del calcio che conta con la prima squadra nella serie cadetta; poi passa in prestito all'Olbia in Lega Pro Seconda, per farsi le ossa, ma dopo sei mesi e, a gennaio, viene ceduto alla primavera del Palermo in prestito con opzione sulla metà del cartellino. Qui mostra tutte le sue potenzialità, giocando ad alti livelli e guadagnandosi anche una finale di Coppa Italia, tanto da guadagnarsi le attenzioni di Francesco Rocca, mister della nazionale Under 20, che decide di convocarlo. Ha collezionato presenze praticamente in tutte le nazionali giovanili, a partire dall'under 16, dimostrando di essere un portiere dalle grandi prospettive.

Tra i suoi punti di forza, i riflessi, l'agilità e l'autorità nelle uscite. Nell'ultimo anno, ha giocato in prestito in una nobile decaduta, ossia l'Hellas Verona, dove ha trovato la giusta continuità di prestazioni, ottenendo la prestigiosa convocazione tra i venti di Ferrara. Per il portiere otrantino, domani scatta il ritrovo al centro sportivo "La Borghesiana" a Roma, prima di cimentarsi contro Costa d'Avorio, Portogallo e Colombia il 1°, il 3 ed il 5 giugno. E chissà che il vero erede di un mostro sacro come Gianluigi Buffon non possa venire proprio dal Salento. Che sia una profezia o un augurio, c'è comunque da essere soddisfatti per questo indiscusso tesoro di talento.

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